sabato 23 settembre 2017

II Teatro Umoristico "I De Filippo" - Stagione teatrale 33-34

L'arte della Commedia


Stagione teatrale 33-34



Oltre a nuove commedie, ripropongono: 

  1. Chi e' cchiu' felice 'e me; 
  2. Ditegli sempre si; 
  3. Sik-Sik,l'artefice magico; 
  4. Uomo e galantuomo; 
  5. L'ultimo bottone; 
  6. Natale in casa Cupiello; 
  7. Quei figuri di trent'anni fa, 
  8. Gennareniello; 
  9. Miseria bella; 
  10. Spacca il centesimo; 
  11. Caccia grossa; 
  12. Aria paesana; 
  13. Cupido scherza e spazza; 
  14. A Coperchia e' caduta una stella; 
  15. Don Rafele 'o trumbone; 
  16. Quaranta ma non li dimostra; 
  17. La lettera di mammà, 
  18. Scorzetta di limone; 
  19. Sara' stato Giovannino. 


Della Compagnia fanno parte ,oltre ai tre fratelli Eduardo, Titina e Peppino De Filippo:



  • Tina Pica,
  • Dolores Palimbo,
  • Margherita e Ninuccia Pezzullo,
  • Pietro e Maria Carloni,
  • Giuseppe De Martino,
  • Gigetto De Martino,
  • Ellen Meis,
  • Gigino Pisano,
  • Giuseppe gambardella,
  • Fernando Pisano.



Il segreto dell’arte dei De Filippo sta nel fatto che essi fanno del teatro liberi da qualsiasi pregiudizio. Non li trattiene né il rispetto di una qulache tradizione, né una preoccupazione d’originalità. Infatti, il loro repertorio non ha molti nomi: qualche commedia di Gino Rocca efficacemente adattata; una commedia di Paola Riccora, e poi molte, più di una decina, del signor Molise e del signor Bertucci – timidi pseudonimi di Eduardo e di Giuseppe – . In loro, quindi, non c’è solo virtuosismo dell’attore: l’efficacia della loro mimica, della loro organizzazione scenica, della loro recitazione, deriva soprattutto da un libero stato d’animo poetico. Chi li osserva, s’avvede che essi non si sento perfettamente a loro agio se non nelle loro stesse commedie, benché si rivelino eccellenti attori, sia in Sarà stato Giovannino della Riccora, che nel Baffi di ferro del Rocca.
Tuttavia, chi paragoni questi lavori al Natale in casa Cupiello, che è di Eduardo, s’avvede di un’appena percepibile sovrapposizione di personalità: quella diversità sostanziale che si intuisce fra l’autore e l’attore, spiriti che si cercano.
Liberi, dunque, da ogni pregiudizio, il teatro per loro non è che vita: non nei suoi aspetti grotteschi, o simbolici, o eccezionali, ma vita umana vista e sentita con umanità intelligente, con una misura perfetta. Non è forse, questa, la formula eterna del teatro? […] Questa, in conclusione, la forza dei nuovi, giovanissimi attori napoletani: puri da ogni vizio letterario, incapaci di perseguire il sogno d’una grande recitazione, essi non fanno che vivere la vita dell’uomo, così come la sentono, dal loro angolo poetico. […]
È tutto oro nella loro arte? Certo che no. Dopo il primo entusiasmo, ci si avvede che molta e molta strada hanno ancora da percorrere questi attori. E soprattutto, un certo disordine e qualche involontario e inopportuno atteggiamento farsesco, lasciano intendere la necessità che essi sottomettano il loro ingegno all’autorità di un regista. D’un regista che rispetti il misurato ed umano verismo della loro poesia.
(Alberto Consiglio, I De Filippo,
in “Scenario, ottobre 1933, pp. 517-518)



L’amministratore della compagnia Umoristica I De Filippo, Argeri:

Preg.mo Signor Direttore, dopo il primo brillante giro espletato in varie città d’Italia dalla Compagnia del Teatro Umoristico i De Filippo, non sono mancati amici premurosi, che continuano a formulare per il nostro bene progetti seducenti, ed a ventilare idee loro personali circa il nuovo indirizzo e repertorio a noi convenienti. Tali idee e progetti, diffusi a nostra insaputa nei maggiori giornali italiani, che ritengono così di manifestarci il loro ben gradito apprezzamento, rischiano di creare intorno ai De Filippo un’atmosfera diversa dalla realtà che conviene subito dissipare. I De Filippo sono troppo gelosi della loro indipendenza artistica per lasciare ad altri, benché amici e simpatizzanti, la cura di formulare i propri programmi di lavoro. Essi sentono troppo gli obblighi assunti verso il pubblico – cui tutto devono – per deviare da un sentiero che ha così felicemente portato in primissimo piano la loro personalità, e se hanno, come è giusto, l’ambizione di ascendere ancora, sarà per riasserire, non mai per sconfessare, il buon cammino già percorso. [...] Mentre si onoreranno di preparare amorose riduzioni da Pirandello, Bontempelli, Lucio D’Ambra e da altri illustri scrittori nazionali, continueranno a presentare tutte le commedie di Molise (Eduardo De Filippo) e Bertucci (Peppino De Filippo), che singolarmente interpretano il loro temperamento.

(La Scena Italiana», 1 dicembre 1933)





Eduardo allarga il repertorio verso altri autori. Il 17 novembre porta al Sannazzaro Ventiquattr’ore di un uomo qualunque di Ernesto Grassi e il 15 dicembre Il granatiere di Pomerania di Lucio D’Ambra. 
Ottenuta l’autorizzazione da Pirandello, Peppino traduce in napoletano Liolà e Il piacere dell’onestà, che per il momento non verranno rappresentate. 
Il programma della stagione, prevede anche: "Lorenzo e Lucia" e "Il ramoscello d’olivo" di Peppino, "Se tu non m’ami" e "Angelina mia" di Paola Riccora e "Tre mesi dopo" e "Il dono di Natale" di Eduardo.

Le nuove commedie:


1. Ventiquattr'ore di un uomo qualunque


Prima:
17 novembre 1933
Napoli Teatro Sannazzaro

La Stampa

2. Il granatiere di Pomerania


Prima:
15 dicembre 1933
Napoli Teatro Sannazzaro

«Eduardo De Filippo era Napoleone Cerelli. E stato amenissimo. E gli applausi che s'è guadagnato hanno premiato anche la sua fatica di concertatore e di allestitore». 
(II Mattino, 15 dicembre 1933). 

3. Lorenzo e Lucia


Prima:
10 gennaio 1934
Napoli Teatro Sannazzaro



4. Il ramoscello d'ulivo


Prima:
3 febbraio 1934
Napoli Teatro Sannazzaro

5. Tre mesi dopo


Prima:
4 febbraio 1934
Napoli Teatro Sannazzaro

6. Il dono di Natale


Prima:
4 febbraio 1934
Napoli Teatro Sannazzaro


.
7. Sintetici a qualunque costo


Prima:
21 febbraio 1934
 Napoli Teatro Sannazzaro

8. Se tu non m'ami


Prima:
21 febbraio 1934
Napoli Teatro Sannazzaro


9. Angelina mia


Prima:
26 febbraio 1934
Napoli Teatro Sannazzaro


La Stampa


L'arte della Commedia

Curatore Bruno Esposito

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