martedì 15 agosto 2017

Eduardo De Filippo, biografia - dal 1945 al 1950

L'arte della Commedia




1945- 1946

   Dal 21 dicembre 1945 al 5 febbraio 1946 Eduardo è a Roma, all'Eliseo, dove il 7 gennaio va in scena la commedia Questi fantasmi!. Le repliche del nuovo lavoro proseguono poi al Quirino (fino al 7 aprile); dal 20 aprile al 31 maggio, a Milano, al Mediolanum; e poi all'Augustus di Genova e al Politeama di Napoli. La commedia riceve dovunque straordinarie accoglienze e a luglio viene pubblicata sul periodico teatrale "Il Dramma" (1-15 luglio 1946) e, dall'11 agosto al 21 settembre, esce a puntate sul giornale napoletano "La Voce", il primo quotidiano di ispirazione social-comunista del dopoguerra.
   In seguito al successo riscosso dalle nuove commedie di Eduardo, agenti e impresari stranieri cominciano a interessarsi al suo teatro. È del 1946 un primo contatto con un'agenzia di New York, la Bert & Hillman, per l'acquisto dei diritti teatrali, cinematografici e radiofonici di Napoli milionaria. Le trattative con l'impresario William Cowan, condotte con la mediazione di un ufficiale americano di presidio in Italia, Claude J. Bové, arrivano a una fase abbastanza avanzata: opzione per i paesi di lingua inglese, adattamento della commedia, contatti con la MGM per la riduzione cinematografica. La regia dello spettacolo viene proposta a Elia Kazan, reduce da importanti successi teatrali e cinematografici, che però rifiuta, anche a causa di altri impegni. La necessità di trovare un regista di nome, la difficoltà di rendere la commedia comprensibile a spettatori di diversa cultura mantenendo nello stesso tempo quel "Neapolitan flavor", di cui parla Bové in una sua lettera, oltre alla scoperta che "ora in America quel periodo poco interessa" (Bové a Eduardo, 27 giugno 1947), tutto questo farà sì che il progetto, dopo un anno e mezzo di trattative, venga abbandonato; così come viene abbandonato il programma di una tournée di Eduardo e della sua compagnia a New York su invito del Comitato Americano per gli Aiuti all'Italia.
   Il 3 luglio Peppino, che nel frattempo ha lavorato nel teatro di rivista, scrive a Eduardo cercando una riconciliazione e, a quanto dichiara nella sua autobiografia, un possibile ricongiungimento artistico col fratello:


Sono sicuro, che quando questa mia sarà nelle tue mani, ne sarai felice, perché da buon fratello l'aspettavi. E sono sicuro, che metterai il mio gesto, fuori da qualsiasi questione privata, artistica o teatrale e comunque da qualsiasi interesse se non quello di ricordarci che siamo fratelli.


   Il 7 luglio, da Roma, Eduardo gli risponde.


Caro Peppino, ti pare che dopo quanto è accaduto fra me e te, dopo anni di veleno amarissimo che ebbero come conclusione la scenata del Vomero... un semplice colpo di spugna può cancellare dal mio animo l'offesa e il risentimento? Tu dici: siamo fratelli. Certo. E chi più di me ha saputo affrontare e comprendere questo sentimento? Credi tu che da estraneo avresti potuto infliggermi le torture morali che sistematicamente, minuto per minuto, mi infliggevi? L'amor fraterno è un sentimento da asilo infantile, credi a me. Fratelli si diventa dopo di aver guardato nell'anima di una persona come in uno specchio d'acqua limpida, e dopo di averne scorto il fondo. Scusami, ma io guardando nel tuo animo, il fondo non lo scorgo. La tua lettera è troppo ingenua. Io voglio tenderti la mano, ma con un chiarimento esauriente, onesto, sincero. Se tu mi vuoi bene come ai primi tempi della nostra miseria, vuol dire che nulla puoi rimproverarmi... mentre io, e questo è il mio più grande dolore, non ti voglio bene come allora: ti temo. [...] La tua lettera non accusa, non offende, non giustifica: accomoda. Ancora una volta l'amor fraterno affiora e  vuol riverniciare a nuovo un pezzo di ferro scalfito prima, su cui la ruggine del tempo ha disperse le tracce delle scalfitture... No, caro Peppino, minuziosamente dobbiamo prima, insieme, grattare tutta la ruggine, rimettere alla luce tutte le scalfitture, individuarne l'autore... e poi... la vernice dell'amor fraterno saprà mettere a nuovo e rendere lucente questo pezzo di ferro che nulla di male fece per meritare un accomodamento ipocrita.
Scusami se ti ho parlato così, ma è la maniera migliore per far diventare uomini due fratelli e fratelli due uomini. (IQDF 1985, pp. 47 e 50)


1946-1947


   Dal 6 al 21 settembre 1946 Eduardo scrive Filumena Marturano, che va in scena il 7 novembre al Politeama di Napoli (sarà pubblicata sulla rivista "Il Dramma" il 1° maggio 1947). La commedia è creata su misura per Titina, che si era vista assegnare in Questi fantasmi! un ruolo grazioso ma secondario; ed è stata pensata come sostituzione per un'altra novità, che Eduardo ha già pronta ma che non si è ancora deciso a mettere in scena: Le bugie con le gambe lunghe. Dopo Napoli la compagnia passa a Roma, al Teatro Eliseo (dal 20 dicembre al 9 marzo); poi a Torino al Carignano (dall'11 marzo al 3 aprile), al Mediolanum di Milano (dal 5 aprile al 1° giugno) e infine, dal 6 giugno al 3 agosto, a Roma all'Eliseo. Oltre alla novità, vengono riprese Napoli milionaria!Questi fantasmi!Il berretto a sonagliScorzetta di limone e l'atto unico Pericolosamente (reintitolato San Carlino 1947). Dopo un avvio tiepido, Filumena Marturano riscuote dovunque un enorme successo (con l'eccezione di pochissime clamorose stroncature legate alla scabrosità del tema trattato). La straordinaria popolarità raggiunta dalla commedia è testimoniata da una lettera di Argeri al giornalista e commediografo napoletano Ernesto Grassi.


Filumena Marturano


diventa ogni giorno di più un successo grosso, imponente, e fecondo di ripercussioni [...] assolutamente inattese. Dopo tre settimane di repliche a teatri esauriti, il problema "Marturano" dilaga. Tutta la città ne parla. Senza proprio volerlo, [...] a momenti ce lo vediamo portar via da ogni parte. Negli ambienti di sinistra si mette in evidenza l'attualità umana e sociale del lavoro, mentre nell'apposita commissione della Costituente si è giunti a positive conclusioni a favore dei figli illegittimi; negli ambienti cattolici si fa leva, per riaffermare la santità della famiglia, su questa commedia che è stata definita "una vera commedia cristiana". (Lettera da Roma, 27 gennaio 1947)
   Il più attivo e abile in questa operazione è Carlo Trabucco, redattore del quotidiano "Il Popolo", l'organo della Democrazia Cristiana. È grazie al suo interessamento che il 13 luglio la compagnia viene ricevuta in udienza privata dal papa Pio XII, davanti al quale Titina recita la preghiera di Filumena alla Madonna delle Rose. All'avvenimento, "La Domenica del Corriere" dedica una delle sue famose copertine.
   Sull'onda dei recenti successi, Eduardo riceve diverse proposte da case di produzione cinematografiche italiane. Il 1° luglio firma un contratto con la Rovere-De Laurentiis per un film su suo soggetto, da realizzarsi l'anno successivo; e il 17 luglio con la Ora Film per un adattamento del dramma di Salvatore di Giacomo, Assunta Spina, con Anna Magnani protagonista e Mario Mattoli regista. Del film Eduardo sarà anche interprete nel ruolo di Michele Boccadifuoco.


1947-1948

   All'inizio di dicembre la compagnia è al Piccinni di Bari, con la novità della stagione, Le bugie con le gambe lunghe, già messa in prova un anno prima e poi rinviata. La commedia (che verrà pubblicata dalla rivista "Il Dramma" il 1° maggio 1948) viene riproposta il 14 gennaio a Roma, all'Eliseo, dove resta in scena fino al 2 marzo, seguita da una ripresa di Filumena Marturano. Il 22 marzo la compagnia lascia l'Eliseo; è poi al Duse di Bologna, al Nuovo di Milano, all'Augustus di Genova, al Teatro del Casinò di San Remo e, dall'8 all'11 luglio, di nuovo all'Eliseo. Oltre alla novità, vengono riprese: Non ti pagoFilumena MarturanoQuesti fantasmi!Chi è cchiù felice 'e me!Napoli milionaria! Quinto piano, ti saluto!
   A dicembre Eduardo ha finito di scrivere La grande magia, che andrà in scena solo nella stagione successiva. Nello stesso periodo comincia a interessarsi all'acquisto di un teatro a Napoli. Prima progetta di creare una società per la gestione del Fiorentini, poi compra il San Ferdinando, completamente distrutto dai bombardamenti.
   La ricostruzione sarà effettuata a sue spese, senza alcuna provvidenza da parte dello stato.
   Nello stesso periodo acquista anche l'isolotto di Isca, di fronte a Marina del Cantone, sulla costiera amalfitana, che diventerà la sua residenza estiva.
   Il 3 giugno 1948, dall'unione con Thea Prandi, nasce il primo figlio, Luca. Thea è un'attrice di rivista di cui Eduardo si è innamorato circa un anno prima e per la quale ha lasciato la moglie Dorothy. Un anno più tardi, nel settembre del 1949, nascerà anche una bambina, Luisa; ma dovranno trascorrere ancora alcuni anni prima che l'unione possa essere legittimata.


1948-1949


   Il 27 settembre Eduardo riunisce la compagnia a Napoli per le prove della nuova commedia, La grande magia, che va in scena il 30 ottobre, al Teatro Verdi di Trieste. È qui che si manifestano i primi segni di quel disturbo al cuore che, di lì a pochi anni, costringerà Titina al ritiro dalle scene. Forse a causa della malattia della sorella, o forse per una non piena fiducia nei confronti del suo nuovo lavoro, Eduardo rinuncia a rappresentarlo a Milano, al Nuovo, dove la compagnia si è intanto trasferita. A tempo di record quindi scrive e mette in scena una nuova commedia, Le voci di dentro, che debutta l'11 dicembre e che verrà pubblicata il 1° aprile 1949 sulla rivista "Il Dramma". Lasciata Milano il 25 dicembre, la compagnia passa a Torino, al Carignano, e poi a Napoli, al Mercadante. Dal 1° febbraio 1949 è all'Eliseo di Roma. Le voci di dentro ottiene dovunque buone accoglienze, ma sconcerta anche una parte della critica e del pubblico per i suoi caratteri di novità e per il suo pessimismo. Dal 26 aprile al 15 maggio la compagnia è al Mercadante di Napoli e il 31 di nuovo all'Eliseo, dove conclude la stagione il 17 luglio. Le riprese sono state: Questi fantasmi!Chi è cchiù felice 'e me!Filumena MarturanoQuinto piano, ti saluto!
   Oltre all'attività teatrale, in questo periodo Eduardo comincia a mettere in cantiere diversi progetti cinematografici, anche per far fronte alle spese per la ricostruzione del San Ferdinando. Il 20 gennaio firma un contratto con una casa di produzione argentina per la cessione dei diritti cinematografici di Filumena Marturano (la commedia è già andata in scena a Buenos Aires per molti mesi, con grande successo), e a primavera comincia le trattative per l'adattamento cinematografico di Napoli milionaria!. Nel progetto è coinvolto anche Totò, all'epoca una stella del teatro di rivista in procinto di passare definitivamente al cinema. Per il grande comico Eduardo scrive anche il soggetto del film parodistico Totò le Moko, ma in seguito a contrasti con la produzione ne ritira la firma. Di quest'anno sono poi altri due film nei quali è impegnato come attore: Campane a martello, di Luigi Zampa, con Gina Lollobrigida e Yvonne Sanson, e Yvonne la Nuit, di Giuseppe Amato, con Olga Villi, Frank Latimore e Totò.
   Nell'estate del 1949 si definiscono gli accordi con la casa editrice Einaudi per la pubblicazione di un primo gruppo di commedie che saranno raccolte in volume col titolo Cantata dei giorni dispari. Promotore dell'impresa è Carlo Muscetta, che sarà anche curatore della prima edizione.


1949-1950

   Prime tappe della nuova stagione sono Bari, Teatro Piccinni, e Napoli, Teatro Mercadante. Qui il 12 dicembre, va in scena La grande magia, novità della stagione precedente, che non piace e viene sostituita dopo tre sole repliche con Filumena Marturano. Da Napoli, il 21 dicembre, la compagnia passa all'Eliseo di Roma, rimanendovi fino al 20 marzo 1950. Dall'8 aprile al 31 maggio è di nuovo a Napoli, al Mercadante. Oltre a La grande magia (accolta con molte riserve anche a Roma), vengono riprese Non ti pagoLe bugie con le gambe lungheLe voci di dentroFilumena MarturanoNapoli milionaria!Uomo e galantuomo e l'adattamento Sogno di una notte di mezza sbornia. Il 15 marzo La grande magia viene pubblicata sulla rivista "Il Dramma".
   Contemporaneamente all'attività teatrale, a gennaio cominciano anche le riprese del film Napoli milionaria, prodotto da Dino De Laurentiis in associazione con lo stesso Eduardo. Il film, girato a Roma nei teatri di posa della Farnesina e solo per pochi esterni a Napoli, è interpretato, oltre che da attori professionisti (lo stesso Eduardo, Totò, Leda Gloria, Titina, Delia Scala e altri), da un nutrito gruppo di abitanti dei vicoli di Napoli: "Quando cominciammo a girare andai a Napoli e mi portai dietro mezzo Pallonetto Santa Lucia. Non c'è un solo luciano noto nel quartiere che non compaia nel film" (Intervista di Riccardo Longone, "L'Unità", 13 giugno 1950).
   Il 29 luglio il Teatro di Eduardo debutta alla Fenice di Venezia con una nuova commedia, La paura numero uno, commissionata dalla Biennale Teatro. Il lavoro, accolto con molto calore dal pubblico, ma con qualche riserva dalla critica, verrà pubblicato dalla rivista "Il Dramma" il 15 maggio 1951. Nel corso del 1950 Einaudi pubblica nella "Piccola Biblioteca Scientifico Letteraria" la commedia Napoli milionaria!.

Indice Biografia:

Qui -> Eduardo De Filippo, biografia - dal 1900 al 1912


Fonte:  EDUARDO


L'arte della Commedia

Curatore Bruno Esposito

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