giovedì 17 agosto 2017

Eduardo De Filippo, biografia - dal 1955 al 1960

L'arte della Commedia




1955- 1956

   Il primo spettacolo, 'A nanassa, di cui lui stesso firma la regia, va in scena al San Ferdinando il 30 settembre 1955. Nel corso della stagione verranno messi in scena diversi altri lavori, ai quali collaborerà saltuariamente, affidandone la direzione ad altri registi. In questa compagnia si formeranno attori come Pupella Maggio, Franco Sportelli e altri, che entreranno successivamente a far parte del Teatro di Eduardo con ruoli di primo piano.
   Il 12 ottobre 1955 il Teatro di Eduardo inizia la stagione a Roma, all'Eliseo, dove l'11 novembre viene messa in scena la novità dell'anno, Bene mio e core mio. Dal 13 dicembre al 12 febbraio 1956 la compagnia è all'Odeon di Milano; dal 27 aprile al 5 maggio è a Napoli, al San Ferdinando e successivamente al Metropolitan di Catania e al Teatro Biondo di Palermo. Dall'Odeon di Milano, il 29 dicembre, viene trasmessa in diretta televisiva la commedia Miseria e nobiltà. Prima di iniziare lo spettacolo Eduardo presenta al pubblico il figlio Luca che, riprendendo una tradizione di famiglia, debutta quella sera nel ruolo di Peppeniello. La televisione ha da appena un anno cominciato una regolare programmazione e cerca, dagli uomini di spettacolo, proposte per i suoi palinsesti. È questo per Eduardo l'inizio di una collaborazione, in qualche momento difficile, ma lunga e fruttuosa, che contribuirà non poco alla sua popolarità di attore e autore. Dopo la commedia di Scarpetta vengono trasmesse, sempre in diretta dall'Odeon, Non ti pago Questi fantasmi!; e durante la stagione milanese, viene realizzato un ciclo di sei telefilm tratti da sei atti unici: Il dono di NataleQuei figuri di tanti anni faI morti non fanno pauraSan Carlino 1900... e tantiAmicizia e, di Carlo Mauro, La chiave di casa. Meno intensa è invece, in questo periodo, l'attività cinematografica.
Il cinema mi ha dato grandi soddisfazioni, specialmente dal lato regia, ma adesso non si può fare più. [...] Il teatro lo posso fare senza avere delle intromissioni. Con il cinematografo non si può rendersi indipendenti. (Intervista di Vito Pandolfi, "Sipario", n. 119, marzo 1956)
   Come attore però prende parte al film di Antonello Petrucci Cortile (in cui recita anche Peppino) e durante l'estate lavora al progetto di un film per Anna Magnani che non si farà:
È un film che scrivo esclusivamente per mio gusto e non so quando e come lo realizzerò. [...] È una strana donna che si accompagna a un prestigiatore da strapazzo, ed ha un mania: quella di raccogliere i bambini abbandonati di tutte le razze per riunirli in una famiglia ideale. [...] Li dichiara all'anagrafe come figli suoi e di padre ignoto. Ed il povero prestigiatore deve mantenerli. (Da un articolo di Giovanni Calendoli, "Il Giorno", 7 agosto 1956)
   Nel corso del 1956 Einaudi pubblica nella "Piccola Biblioteca Scientifico Letteraria" Mia famiglia Bene mio e core mio. La rivista "Sipario" dedica a Eduardo il numero di marzo, con articoli, interviste e i testi di alcune sue commedie: Mia famiglia e gli atti unici FilosoficamenteI morti non fanno pauraAmicizia.
   Nel 1956 riprendono anche le trattative per la messa in scena di Filumena Marturano negli Stati Uniti, iniziate fin dal 1950. Alla commedia si sono interessati diversi produttori, attori, registi, tra i quali l'attrice Maureen Stapleton e il regista-produttore Otto Preminger; ed è stato preparato dal drammaturgo americano Hugh Herbert un adattamento, intitolato The Vintage Years, assai poco rispettoso dell'originale. In una lettera datata 21 maggio 1955, piuttosto fredda nei confronti di Eduardo che gli ha preferito un altro adapter, Eric Bentley chiede di essere autorizzato, dopo che Otto Preminger ha perso interesse al progetto, a cercare nuovi produttori; ma esclude qualsiasi possibilità di collaborazione con un "dramatist of a low type like Mr. Herbert". È proprio nell'adattamento di Hugh Herbert però che la commedia andrà in scena in autunno al Lyceum Theatre di New York, con Kathy Jurado, registrando un completo insuccesso.
   Ottenuto l'annullamento del matrimonio con Dorothy Pennington, il 2 gennaio 1956 Eduardo sposa civilmente Thea Prandi e legittima i figli avuti da lei. La loro unione però non durerà a lungo. Nell'estate dello stesso anno infatti conosce Isabella Quarantotti, con la quale inizierà un anno più tardi una storia d'amore che durerà tutta la vita e sfocerà, nel 1977, nel matrimonio. Così Isabella, all'epoca trentacinquenne, rievoca nel suo diario quell'incontro:
Nel luglio del 1956 [...] ho conosciuto Eduardo. L'avevo incontrato circa otto anni prima, sul battello Sorrento-Napoli [...]. Eduardo si avvicinò e attaccò discorso con noi, ma la cosa finì lì.
Nel luglio del '56, invece, fu diverso. Ero a Positano ospite di [...] amici. Una mattina mi portarono a Isca, l'isola di Eduardo al largo di Marina del Cantone. Sebbene, in un certo senso, io fossi più colpita dalla radiosa bellezza di Isca che dal suo proprietario, anche lui destò in me un notevole interesse. Quanto a lui, mi disse chiaramente che gli piacevo e che voleva rivedermi. Un po' perplessa, perché i ventun anni di differenza tra noi me lo facevano sembrare troppo anziano, gli lasciai il mio indirizzo di Milano. [...] Ma ne passò di tempo prima che rivedessi Isca. (DIS, I, pp. 6-7)


1956-1957

   Eduardo inizia la stagione a Napoli, al San Ferdinando, dove mette in scena due commedie di Eduardo Scarpetta: Il medico dei pazzi, alla fine di novembre, e Li nepute d' 'o sinneco, il 9 gennaio.
  Tra febbraio e marzo è in Francia per la sua prima regia teatrale all'estero: una produzione franco-belga della commedia Questi fantasmi! (Sacrés fantomes!). Gli interpreti sono eccellenti (Henry Guisol e Rosy Varte) e il teatro parigino prestigioso: il Vieux Colombier; ma quando, dopo uno sfortunato debutto a Bruxelles, il 2 marzo la commedia va in scena a Parigi, l'esito non è quello sperato. Sulle ragioni dell'insuccesso, diversi anni dopo, Jean Michaud, traduttore della commedia, scrive a Eduardo:
[...] nous avons été trahis par ces messieurs les producteurs qui n'ont songé qu'à faire, dans l'immédiat, le plus d'argent possible et qui nous ont laissés lamentablement tomber dès que les beaux jours ont éloigné les parisiens de la capitale [...]. Ils n'ont plus fait un centime de publicité. Et dès qu'ils ont pu obténir de toi un pourcentage sur la présentation de tes oeuvres en Français - comme s'ils étaient pour quelque chose dans le succès de la pièce - ils ont abandonné l'affaire. Beau travail de marchands de soupe! (Jean Michaud a Eduardo, Saint Cyr l'Ecole, 26 maggio 1966)
   L'8 marzo inizia la stagione a Roma, all'Eliseo, con il Medico dei pazzi accolta molto bene dalla stampa e dal pubblico. In questa commedia debutta una giovane attrice con qualche esperienza di cinema: Valeria Moriconi, che sarà anche l'interprete, assieme ad Achille Millo, della nuova commedia che Eduardo ha iniziato a scrivere durante il suo soggiorno a Parigi: De Pretore Vincenzo. Il lavoro, tratto dal poemetto Vincenzo De Pretore, va in scena a Roma, al Teatro dei Servi, il 26 aprile 1957, con la regia di Eduardo (Luciano Lucignani gli fa da aiuto). Dopo solo quattro repliche, per motivi di ordine pubblico le recite vengono sospese e il teatro chiuso, ufficialmente per inagibilità e impropria destinazione d'uso della sala, che è di proprietà del Vicariato; ufficiosamente per la presunta immoralità del testo, che pure ha ottenuto un regolare nulla osta dalla censura. Due settimane dopo, il 14 maggio, la commedia viene ripresa al Valle, senza molto successo; durante l'estate Einaudi ne pubblica il testo nella "Collezione di Teatro" diretta da Paolo Grassi e Gerardo Guerrieri.
   Intanto Eduardo prosegue l'attività con la propria compagnia a Roma, all'Eliseo, dove rimane fino al 7 maggio, riproponendo, oltre al Medico dei pazzi, anche altri lavori: Natale in casa CupielloDitegli sempre di sì'O padrone songh'io (da Gino Rocca). Dall'8 maggio al 9 giugno è a Napoli, al San Ferdinando.
   Durante l'estate, in Versilia, prende parte al film Raw Wind in Eden (Vento di passioni), diretto da Richard Wilson, con Esther Williams e Jeff Chandler. In questa produzione hollywoodiana, che sarà un grosso insuccesso commerciale, Eduardo recita in inglese, pur non conoscendo nemmeno una parola di quella lingua.


1957-1958

   A settembre inizia la lavorazione di un nuovo film, Fortunella, prodotto da Dino De Laurentis e tratto da un soggetto di Fellini, Flaiano e Tullio Pinelli, autori anche della sceneggiatura, insieme con Eduardo. Ne sono protagonisti Giulietta Masina, Alberto Sordi e Paul Douglas. Nei panni del capocomico di una piccola compagnia di guitti, Eduardo ripropone nel film una parodia degli anni Venti, intitolata Guendalina, o il calvario di una madreFortunella uscirà in Italia nel marzo 1958 (e in seguito anche in altri paesi europei), ma nonostante gli apprezzamenti alla regia, verrà considerato dalla critica un film sbagliato, un sottoprodotto del genere felliniano. Durante l'inverno Eduardo prende parte al film di Glauco Pellegrini L'uomo dai calzoni corti (intitolato poi L'amore più bello), nel ruolo di un puparo.
   A causa dei suoi impegni cinematografici, anche in questa stagione forma compagnia molto tardi, debuttando il 5 aprile 1958 all'Odeon di Milano, dove rimane fino al 5 maggio. Il 9 aprile, a Milano, inaugura il Teatro Gerolamo, restaurato, con un programma composto da brani tratti da sue commedie  e da una vecchia farsa napoletana: Pulcinella vedovo e disgraziato, padre severo di una figlia nubile. Dal 5 al 18 maggio è al Politeama di Genova, dal 20 al 25 maggio al Duse di Bologna, e dal 26 maggio al 12 giugno di nuovo a Milano all'Odeon. La novità della stagione è La fortuna in cerca di tasche, un libero adattamento della commedia di Scarpetta Tre cazune furtunate.
    Nel corso del 1958 esce da Einaudi il secondo volume della Cantata dei giorni dispari.
   Alla fine della stagione Eduardo viene invitato dalla Direzione Generale dello Spettacolo ad assumere la direzione artistica del Teatro Stabile di Napoli. Il 4 agosto 1958 sottopone al consiglio di amministrazione dell'ente (che si scopre poi privo di statuto, nonostante i tre anni di attività) un programma artistico e precisa che la sua decisione di accettare l'incarico "si è determinata solo in seguito a precise assicurazioni della Direzione Generale dello Spettacolo [...] di riconoscere al teatro Napoletano il valore di teatro Nazionale"; cosa che "fa da un canto cadere l'handicap cui sottostava lo Stabile di Napoli di non poter rappresentare lavori napoletani, dall'altro riconferma con il riconoscimento governativo la validità d'un filone teatrale in piena evoluzione" (IQDF 1985, p. 81).
Credetti che le aspirazioni di sempre e le battaglie di decenni stessero per dare i loro frutti: era venuto il momento di realizzare la Scuola dei Comici, dei Registi, dei Tecnici; di sollecitare un interesse culturale specifico intorno al teatro patrio; di formare cioè i quadri di un'organizzazione che continuasse nel tempo, e con i mezzi adeguati, l'opera di valorizzazione da anni perseguita [...] in condizioni difficilissime per un privato cui manchino, come sono sempre mancati a me, l'aiuto e le provvidenze dello Stato. (Ivi, p. 80)
   Il suo programma non si limita naturalmente alla riproposta di testi napoletani, ma comprende anche lavori di autori italiani e stranieri contemporanei e un'ampia rosa di registi a cui affidarne la messa in scena. La sede del teatro dovrà essere trasferita dal Mercadante al San Ferdinando: "Quel teatro che avevo ricostruito, destinandolo idealmente a tale scopo, cinque anni fa" (ivi, p. 80). Ma l'incontro con il consiglio di amministrazione dello Stabile è così deludente, Eduardo così poco fiducioso nella competenza e nella concretezza d'intenti dei responsabili, che scrive al commissario prefettizio comunicandogli che potrà accettare l'incarico solo a condizione di "godere della collaborazione di consiglieri qualificati ed esperti" (ivi, p. 82) e che comunque non si potrà occupare, in un tempo così limitato, della programmazione della stagione 1958-59. Non riceve risposta e riprende la propria attività teatrale, ma la vicenda dello Stabile di Napoli avrà un seguito.

1958-1959

   A settembre è a Milano per inaugurare la stagione del Piccolo Teatro con un adattamento della commedia di Pasquale Altavilla Pulcinella in cerca della sua fortuna per Napoli. Lo spettacolo - che sarà poi invitato al Festival della Prosa di Parigi - debutta alla fine del mese con grande successo. In quell'occasione Eduardo pubblica in proprio (come Edizioni Teatro San Ferdinando) un volumetto col testo, le musiche di scena e i bozzetti dello spettacolo, in cui ricostruisce la vicenda dello Stabile e spiega che il volume doveva essere il primo di una collana dedicata al teatro napoletano, prevista nel suo programma artistico.
   Il 1° novembre il Teatro di Eduardo debutta al San Ferdinando di Napoli, e vi rimane fino al 9. Dall'11 novembre al 14 dicembre è al Quirino di Roma; poi a Genova e dal 18 dicembre al 25 gennaio 1959 al Valle. Dal 28 marzo al 30 aprile è al Teatro Odeon di Milano e, successivamente, a Napoli, al San Ferdinando. Quest'anno la compagnia non presenta novità, ma diverse riprese: Le bugie con le gambe lungheNatale in casa CupielloLa fortuna con l'effe maiuscola, e gli adattamenti scarpettiani Il medico dei pazzi Tre calzoni fortunati. Questi ultimi tre lavori vengono messi in onda dalla televisione in diretta da teatro. Alla commedia Tre calzoni fortunati, trasmessa dal Valle il 23 gennaio 1959, recitano, in due particine aggiunte, anche i piccoli Luisella e Luca. Nel corso del 1959 Eduardo realizza, sempre per la televisione, il "documentario teatrale" di una delle commedie di maggior successo del suo repertorio: Sogno di una notte di mezza sbornia. Prodotto dalla Titanus in associazione con la San Ferdinando Film dello stesso Eduardo, girato in soli sei giorni sul palcoscenico del suo teatro, il documentario viene presentato in agosto a Sorrento. In quell'occasione è annunciato anche un altro "documentario teatrale" dedicato a Natale in casa Cupiello, che però non si farà mai.
   Nella primavera del 1959 Eduardo firma la sua prima regia lirica mettendo in scena con successo alla Piccola Scala di Milano (29 maggio) La pietra del paragone di Rossini, con Fiorenza Cossotto, Renato Capecchi, e la direzione di Nino Sanzogno.
   All'inizio dell'estate visita l'Unione Sovietica, un paese in cui le sue commedie sono rappresentate e pubblicate già da anni. Rientrato in Italia prende parte al film di Gianni Franciolini, Ferdinando I re di Napoli, una megaproduzione italo-francese in cui sono coinvolti molti attori italiani di teatro e cinema: fra gli altri, Marcello Mastroianni, Rosanna Schiaffino, Titina e Peppino (nel ruolo del titolo). Nel film Eduardo fa la parte di un Pulcinella dalle idee liberali. Il 1959 è un anno importante per la sua storia d'amore con Isabella:
Di quest'anno di felicità, di completezza, di passione (e quindi anche di ardente dolore ad ogni separazione da Eduardo), conservo solo le lettere sue e mie. Non ebbi mai il tempo né la voglia di scrivere diari. [...] Ogni volta che poteva liberarsi Eduardo correva a Milano; ogni volta che ero libera io, e anche se non lo ero, lo raggiungevo nelle varie piazze dove recitava, o a Roma, dove si girava il film Ferdinando I re di Napoli. [...] insieme andammo all'isola, poi a Positano e infine a Ravello, all'Hotel Palumbo. [...] Mai avevamo vissuto un rapporto così perfetto e mai più lo avremmo vissuto, ahimè. A Ravello, Eduardo scrisse Sabato, domenica e lunedì e... me la regalò. (DIS, I, pp. 46-7)
   Il 22 settembre 1959 Eduardo e Thea si separano consensualmente davanti al Tribunale di Roma per incompatibilità di carattere (FF 1974, p. 182). Lui va a vivere per qualche tempo con Isabella all'Hotel de la Ville; Thea nella casa di via Appia con i figli.



1959- 1960

   Alla fine degli anni Cinquanta il teatro italiano attraversa una gravissima crisi, dovuta alla concorrenza spietata della televisione e alla fragilità di un sistema teatrale che è rimasto in gran parte quello ideato dal fascismo. Periodicamente si torna a parlare di una nuova legge sul teatro che però non riesce a vedere l'approdo. Il dibattito sulla stampa si fa acceso fra intellettuali e uomini di spettacolo. Il 1° ottobre 1959 Eduardo invia una lettera al Ministro dello Spettacolo Umberto Tupini, pubblicata il giorno successivo sul quotidiano "Paese Sera", in cui denuncia la posizione ambigua dello stato nei confronti del teatro, "non solo assai somigliante alla posizione del defunto stato fascista, ma anche assai peggiore":
Questo Stato [...] vorrebbe essere nel medesimo tempo uno Stato mecenate e uno Stato liberale. In realtà è uno Stato tirannico, che per sembrare mecenatesco e liberale non esita a fare il più largo uso dell'ipocrisia e della corruzione. (Ibidem, poi in L. Bergonzini - F. Zardi, Teatro anno zero, Parenti, Firenze 1961, p. 144)
   La lettera è un severissimo atto di accusa contro un sistema che ha permesso "la creazione dall'alto di una clientela privilegiata e parassitaria" e favorisce l'ingresso a cariche di alta responsabilità di sedicenti esperti che sono in realtà estranei al teatro: "proconsoli e parassiti di tutti i generi che formano la barriera innalzata dallo Stato impresario fra se stesso e il teatro potenziale" (ivi, pp.145-6). La lettera avrà un'ampia eco di stampa, ma ben pochi risultati concreti.
   Nel corso del 1959 Eduardo lavora per la radio: realizza diverse edizioni di sue commedie e a settembre partecipa al Premio Italia con un radiodramma, Dolore sotto chiave, che verrà in seguito messo in scena a teatro come atto unico. In autunno esce da Einaudi il volume della Cantata dei giorni pari, che raccoglie le commedie scritte fino alla fine della guerra.
   Il 9 ottobre il Teatro di Eduardo debutta a Napoli, al San Ferdinando, rimanendovi fino al 1° novembre. Poi si trasferisce a Roma, al Quirino, dove il 6 novembre va in scena con enorme successo Sabato, domenica e lunedì, pubblicata nel frattempo dalla rivista "Sipario" (numero di ottobre). Molto applaudita è anche l'interpretazione di Pupella Maggio, che nel frattempo è diventata la prima donna della compagnia. "Alla prima" scrive Isabella nel suo diario, "l'entusiasmo del pubblico mi spaventò, tale fu la violenza con cui lo manifestarono" (DIS, I, pp. 47-8).
   Il 5 gennaio muore Luisella, la figlia di Eduardo. Ha poco più di dieci anni e le cause della morte, avvenuta mentre si trovava al Terminillo in vacanza col fratello e alcuni amici di famiglia, resteranno sconosciute (forse una disfunzione alla ghiandola del timo, o un'emorragia cerebrale). I funerali vengono celebrati a Roma, al cimitero del Verano, dove la piccola viene sepolta. Una settimana più tardi, il 12 gennaio, Eduardo debutta con la sua ultima commedia al Teatro Nuovo di Milano. A febbraio mette in scena alla Piccola Scala Il barbiere di Siviglia di Paisiello.
   La morte di Luisella getta un'ombra lunga sulla relazione con Isabella, testimoniata dalle poche pagine del diario dedicate a quello che lei chiama "l'anno maledetto".
28 febbraio, Pavia. Lungo una strada desolata, piena di buche e di traffico, siamo arrivati all'Albergo della Croce Bianca. [...] Vado a raggiungere Eduardo a teatro. Il quale è grazioso, ma servito assai male. Infatti Eduardo è furibondo col personale e con i pompieri. Meglio così, meglio arrabbiarsi con gli uomini che con la morte. (DIS, I, p. 52)
3 marzo, Lugano. [...] Ribellarsi alla morte è comprensibile, ma disperatamente inutile. [...] "noi", noi due insieme, non siamo più una certezza e questo mi dà, ci dà, insicurezza. (DIS, I, pp. 53-4)
   Terminate le recite a Milano, Eduardo è in tournée in varie città. In una di queste viene raggiunto dalla notizia che il cancro, di cui Thea era stata operata qualche anno prima, si sta diffondendo rapidamente in tutto il suo corpo.
A Napoli, Eduardo decise che avrebbe curato e assistito sua moglie, ma che non voleva rinunciare a me [...]. A Roma, prendemmo una casa in via di Santa Costanza e ancora una volta ricominciammo la vita insieme. Eduardo, diviso tra me, la moglie che stava sempre peggio e Il Sindaco del Rione Sanità, alla fine tornò dalla moglie la quale peggiorava ogni giorno. [...] L'amore, il dolore e la speranza appassionata di tornare insieme viaggiavano sul filo sottile e insidioso di poche lettere che riuscivamo a scambiarci. Il rancore (mio, per essere stata abbandonata, di Eduardo per la mia incomprensione delle sue responsabilità) costruì a poco a poco una tela impalpabile ma tenace, che da allora è restata sempre fra di noi. Solo un sentimento come quello veramente forte che c'era tra di noi poté in seguito tenerci uniti malgrado la "tela". (DIS, I, pp. 54-6) In autunno Isabella lascia la casa di via di Santa Costanza e torna a vivere a Milano.

Indice Biografia:

Qui -> Eduardo De Filippo, biografia - dal 1900 al 1912


Fonte:  EDUARDO


L'arte della Commedia

Curatore Bruno Esposito

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