lunedì 23 maggio 2016

«Giocavamo insieme con un tamburo di latta»

                               L'arte della Commedia




                   
  «Giocavamo insieme con un tamburo di latta»



« Vogliamo parlare un momento di Umberto di Savoia buonanima?». 

La domanda, formulata un po' sommessamente, è di Eduardo De Filippo. 
Nessuno si sarebbe aspettato che il celebre attore ricordasse il defunto sovrano. Lo ha fatto, invece, dopo aver spiegato brevemente perché aveva accettato il laticlavio quando gli fu offerto da Pertini :


«Non ho potuto rifiutare, come avevo già fatto altre tre volte, essendo il Presidente una delle pochissime persone che stimo nell'ambiente politico. Prima avevo rifiutato. Quando non c'era la Repubblica fui fatto cavaliere, poi cavaliere ufficiale, quindi commendatore. Poi scoppiò la guerra, la perdemmo, venne Umberto che, senza sapere che già mi avevano fatto commendatore, mi fece commendatore pure lui.
 «Io avevo tre anni meno di Umberto di Savoia. L'ho conosciuto quando lui aveva quasi undici anni e io quattordici. A quell'epoca andavo a recitare a villa Savoia e a villa Ada a Roma e a San Rossore a Pisa. Fu così che conobbi Umberto. Si giocava insieme dietro il palcoscenico. C'era una stanza dei giochi che dava sul giardino e ricordo un tamburo di latta con scritto "Viva l'Italia" .«Quando Umberto venne a Napoli per i cinque anni che vi trascorse, era spesso al teatro dove io recitavo. Era un grande ammiratore dei De Filippo. Era in allestimento in quel periodo la farsa "Sik sik, l'artefice magico" e una sera, mentre stavo nel ristorante a piazza Dante, venne di corsa un suo incaricato. Guarda, mi disse, che il principe vuole che tu vada da lui all'Excelsior, perché desidera vedere questo nuovo spettacolo. «Ricordo che non avevamo sui posto i costumi, il teatro era chiuso. Ci arrangiammo: un abito dì mia sorella e ne feci il mantello che indossavo in scena, anche Peppino riuscì a rimediare qualcosa per la recita Però non ci riuscì, sul momento, a trovare né il pollo né la colomba, elementi indispensabili, e chi conosce la commedia lo sa, per la rappresentazione. Il "Sik sik artefice magico" ebbe successo lo stesso. Sostituimmo gli animali con un canarino e una lumaca; adeguando le battute di scena E lui rideva lo stesso. Poi diventammo proprio amici.«Umberto di Savoia era antifascista Era stato amico dei principe di Galles e il padre, Vittorio Emanuele, lo mise in prigione per questo fatto. Un giorno mi mandò a chiamare. Andai al Quirinale. C'era a ricevermi il generale Garofalo che è ancora vivo: potete domandarglielo, io dico sempre la verità. Mi introdusse nella sala dei moschettieri dove c'era il re. Era un salone molto grande. Umberto era dietro una scrivania, in un angolo. Si alzò e mi venne incontro a braccia aperte. "Eduardo, Eduardo. Hai visto, che hanno fatto all'Italia nostra?" "Ma avete visto che ha fatto papà? . Ve ne siete accorto di quello che ha fatto papà?". “Non me ne parlare".



«Non sono iscritto a nessun partito, ma conoscete la mia politica: amo il popolo, amo i lavoratori (come senatore si è iscritto al gruppo della sinistra indipendente, ndr), ho amato, molto Umberto di Savoia. Ho raccontato questo con molto dolore, quello che ho detto stasera me lo sono sempre tenuto per me.. Avrei avuto voglia di scrivere un articolo ma non l'ho fatto. Oggi è come se lo avessi commemorato. Abbiate pazienza».




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