giovedì 5 maggio 2016

EDUARDO DE FILIPPO : '' IL CILINDRO '' atto unico, 1965

                               
                                  L'arte della Commedia 



'' IL CILINDRO ''
Atto Unico del 1965


Eduardo scrisse questo atto unico nel 1965. La prima rappresentazione avvenne al teatro Quirino di Roma con Franco Parenti nella parte di Rodolfo e Gianna Giacchetti in quella di Rita.
Nel 1978, Eduardo (Agostino Muscariello), ne curò l'edizione televisiva con Pupella Maggio (Bettina), il figlio Luca (Rodolfo), Monica Vitti (Rita), Ferruccio de Ceresa (Attilio) e Vincenzo Salemme (Antonio).
La commedia inizia con l'incontro tra Rita e Antonio che racconta alla donna una romantica usanza napoletana....
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RITA : - Non vorreste dirmi perché avete deciso di farvi vedere ogni giorno? (Intanto indossa una vestaglietta, se la stringe attorno al corpo, sfilando poi dalla scollatura l'asciugamani che le copriva il seno).

ANTONIO : - Debbo sentire l'odore.

RITA : - L'odore ... ?

ANTONIO : - L'odore dell'acqua e sapone; quello del borotalco...
Quel borotalco che quando ve lo mettete addosso si spande nell'aria, esce per questa « senga » di balcone, se ne va per il vicolo... e io mi fermo a guardare le nuvolette che salgono al cielo e che diventano piú bianche quando vengono attraversate dai raggi del sole.

RITA : - Ecco perché venite ogni giorno.

ANTONIO : - Non solo per questo.

RITA : - C'è un'altra ragione?

ANTONIO (svíando il discorso) : - Domani vi porto un mazzo cli rose.

RITA : - Grazie.

ANTONIO : - Rose di maggio. Rose incappucciate, le chiamiamo noi.
Incappucciate perché hanno la forma della cappuccia e sono fitte fitte di petali grandissimi che si restringono e diventano piccoli piccoli al centro.

RITA : - Profumate?

ANTONIO : - Profumatissime. Sono rosse come il fuoco e spandono intorno un profumo cosí acuto che certe volte fa venire dolore di testa. E i napoletani perciò le offrono alle donne.

RITA : - Per fargli venire il mal di testa?

ANTONIO : - No. Per seguire un'antica tradizione del nostro paese. La donna che riceve le rose di maggio dal suo innamorato, fresche come le riceve, le sfronda e mette tutti i petali in una grande bacinella piena d'acqua gelata; la bacinella la mette fuori al balcone per tutta la notte; l'indomani mattina si lava la faccia, le braccia, le spalle e tutto quello che vuole lei in quell'acqua profumata. Questa usanza si può seguire solamente in primavera, quando escono le rose di maggio.

RITA : - Che poesia! Tutti poeti, qui a Napoli.

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