giovedì 17 dicembre 2015

Vincenzo Scarpetta - Teatro ( 1910-1920 ), Volume I.

L'arte della Commedia .
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Vincenzo Scarpetta
Teatro ( 1910-1920 )
Volume I.
Di Maria Beatrice Cozzi Scarpetta


«Mariolì, perché non vedi tu tutte quelle carte?
Sisiniello e i figli miei non se ne curano...».



"La vera storia del teatro dialettale e degli attori di Napoli è ancora tutta da fare: in essa bisognerà dedicare un capitolo a parte al figlio di Eduardo Scarpetta, non soltanto per illustrarne e lodarne le particolari eccezionali risorse, ma per registrare soprattutto in quali forme inconsuete i suoi sessant'anni di teatro, sia pure nei limiti di una rinuncia che non ha precedenti, avessero ugualmente raggiunto una distinzione e uno stile. Con il dono che egli ancora conservava di una naturale, straordinaria simpatia, con un disinvolta, ma raffinata eleganza di abiti e di maniere […], egli mascherò benissimo l'intima amarezza di non essere riuscito, per obbedienza filiale e per napoletano potere di adattamento, ad evadere pur avendone le doti […]."

Così scriveva Roberto Minervini nel suo bel libro Napoletani di Napoli (Edizioni Morano, Napoli R. MINERVINI, I due Scarpetta, «Il Fuidoro. Cronache napoletane» 2 (1955), n. 3/4, pp. 124-126).




Progetto dell'intera opera:




1. Volume
  • Statte attiento a Luisella
  • 'O tuono 'e marzo
  • La vendetta di Ciociò
  • 'O guardiano 'e muglierema

2. Volume:

  • E' femmena o è diavolo?
  • Tanta guaje pe' durmì
  • La signorina Cochelicò
  • Il signor 39

3. Volume

  • La chiamavano Tu-tù
  • Ero casto e puro
  • 'O figlio 'e Donna Checca
  • 'A macchiulella nera

Ogni volume, infine, sarà corredato di disegni e caricature, soprattutto di attori, a testimonianza della sua versatilità artistica. Si è cercato, insomma, di dare una visione d'insieme quanto più varia e completa possibile sulla personalità poliedrica di Vincenzo Scarpetta.





 L'Archivio Privato

"Mariolì, perché non vedi tu tutte quelle carte? Sissiniello e i figli miei non se ne curano…è peccato!"

Quante volte mi ha detto questa frase Lidia, mia suocera e nuora di Vincenzo Scarpetta.
Mi decisi a darle ascolto nel suo ultimo anno di vita quando, ormai, né lei né mio suocero Sisso.  avrebbero potuto vedere il risultato del mio lavoro. Mai mi ero interessata di teatro nonostante fossi entrata a far parte di una famiglia "tanto lustra e illustrata", ed inoltre pochissimo sapevo di Vincenzo Scarpetta tranne qualche aneddoto raccontato da mio suocero sempre con grande pudore e semplicità. Chi si occupava di teatro, perpetuando la tradizione teatrale di famiglia, era Mario, che passava ore e ore con Sisso per fare tesoro della sua memoria storica. Io, invece, ho cominciato troppo tardi, giusto quando, purtroppo, non avevo più a chi chiedere.

Vincenzo, detto Vincenzino, attore, fratellastro dei De Filippo, il figlio del grande Eduardo, nato non si sa bene quando nel 1876 o nel 1878, morto nel 1952, sepolto nella cappella Scarpetta al  Cimitero del Pianto. Queste erano le scarne notizie che avevo, finché non aprii quell’armadio a muro nella casa di via Vittoria Colonna...
Spartiti, disegni, copioni, fotografie, lettere...un caos di carte conservate alla rinfusa, senza alcun  ordine: una vita passa tra le mie mani. Che farne? Come venirne a capo? Mi resi subito conto che  Lidia mi aveva affidato un compito entusiasmante ma difficilissimo: raccontare la storia di un artista che rischiava di cadere nell'oblio.


Non ho trovato nessun diario, nessuna memoria che mi agevolasse il compito: solo una raccolta di ritagli di giornali, spesso senza data e riferimento alla testata, mi ha agevolato nella ricostruzione, seppure parziale, della sua lunga vita artistica costellata da tanti autentici successi. Le fotografie che lo ritraggono mostrano quasi sempre una smorfia comica: la stessa che i cronisti coglievano quando rispondeva ai complimenti "è tutto de refresso! È tutto de refresso!"
Scherzosa la frase, allegro il sorriso... ma quanta amarezza nascondevano?


"Il figlio di papà resta purtroppo sempre il figlio di papà, qualunque altezza raggiunga..."così scriveva di lui un critico nel 1920.


Queste poche righe, tratte da un ritaglio di giornale conservato, mi colpirono e furono per me un ulteriore sprone per conoscerlo e raccontarlo.
Ora, da quattro anni, tutto l'archivio non è più a palazzo Scarpetta ma a casa mia, oggetto di studio continuo e faticosa catalogazione ancora non ultimata.


Il materiale documentario dell'Archivio Privato copre un arco cronologico che va dal 1885ca fino al 1948 e posso dire che comprende:



• Copioni manoscritti e dattiloscritti di Vincenzo Scarpetta e di altri autori. Alcuni copioni sono corredati anche dei relativi spartiti musicali e i "libretti dei versi" delle parti cantate.
• Spartiti musicali e partiture per le commedie paterne e si altri autori.
• Musiche per ballabili, canzoni e canzonette i cui versi, quando non sono di Vincenzo Scarpetta, vantano firme illustri come Bovio, Capurro, Barbieri...
• Sceneggiature per il cinema muto.
• Foto private.
• Foto di scena di rappresentazioni teatrali e riviste.
• "Raccolta articoli giornali"
• Disegni di costumi di scena.
• Caricature
• Poesie
• Lettere e documenti.






Tutto questo materiale svela il mondo di Vincenzino che, pur avendo perpetuato per amor filiale Felice Sciosciammocca, mostra la sua arte a chi lo vuole conoscere senza preconcetti e senza liquidarlo semplicemente come "'o figlio 'e papà"!
Veramente era solo "il figlio faticatore" come lo definì il padre in punto di morte?  "Il soldato ubbidiente" che teneva in vita i successi paterni come diceva la sorella Maria? Veramente era solo il maestro che insegnava l’arte ai fratellastri?
Per rispondere a questi quesiti occorre un'opera di recupero e divulgazione del patrimonio culturale conservato dalla mia famiglia: questa esigenza l'ha fatta propria il dr. Guido Liguori che, accettando di pubblicare alcune commedie di questo autore, permette di scrivere pagine nuove per il teatro napoletano. A lui va tutta la mia riconoscenza. 

Maria Beatrice Cozzi Scarpetta





Eduardo De Filippo, l'uomo e L'arte della Commedia
Blog creato da Bruno Esposito
Autore associato: Anna De Vita
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