mercoledì 17 dicembre 2014

Sergio Proculo... è meschino...è meschino... - Eduardo De Filippo

L'ARTE DELLA COMMEDIA
 

 
Tratto da Ditegli sempre di si
Sergio Proculo
Eduardo De Filippo

 




[...]
TUTTI Sentiamo, sentiamo.


LUIGI "Ora mistica". Ho immaginato due distese di cipressi in conversazione notturna. Un lungo viale che conduce al cimitero. Avverto subito l'uditorio che, mentre la tematica delle mie composizioni è un fatto tutto personale, il ritmo, al contrario, si stacca, è vero, dalla formula ermetica, ma si aggancia alla corrente realistica e impressionistica, fatta di chiazze opache e di spiragli allucinanti, il cui filone trova larvati riscontri in tutta la letteratura valida avanguardista degli ultimi vent'anni.
Dunque: "Ora mistica"...
Buio nel cimitero.
Gelo di marmo,
Sagome di tombe,
Loculi disadorni.
Erbetta. Erbette.
Gira il custode
E non gli sembra vero
Di udire il chiacchierio
Delle civette.
Lento e pesante il passo
Del custode: cra, cra
Si sente e riconosce quello.


MICHELE Quella...


LUIGI Quella chi?


MICHELE La rana.


LUIGI Che ce trase 'a rana?


MICHELE Voi avete detto che si sente: cra, cra.


LUIGI Cra, cra: il passo del custode. Lo stridio dei piedi sui ciottoli del viale.


MICHELE Fino a prova contraria so' sempre state 'e rane che hanno fatto cra, cra.


LUIGI Già, ma diversamente come avrei potuto descrivere il rumore di quei passi? Dunque:
cra, cra
Si sente, e riconosci quello.
Fiero, impettito e con le mani sode
Chiude con due mandate quel cancello.
Ecco quel cubo grigio:
E' la sua casa.
Ora dorme pesante.
Ulula il vento.
Dorme il custode ignaro,
Dorme nella sua tomba di cemento.
Chi è? Chi vedo?
Pallido e disfatto
S'incammina e s'avanza Sergio Pròculo.


MICHELE Chi è Sergio Pròculo?


LUIGI E' nu signore ca trase dint' 'o cimitero.


MICHELE 'E notte?


LUIGI 'E notte!
Chi è? Chi vedo?


MICHELE E' un proconsole romano?


LUIGI No, è un signore qualunque.


MICHELE E perché si chiama Pròculo?


LUIGI Io mi chiamo Strada? Voi vi chiamate Murri? Uh, mamma mia... E stu signore si chiama Pròculo. Jamme nnanze... 'I' si m' 'o facite fa'! Chi è? Chi vedo?


MICHELE Ma chi è che dice "Chi è? Chi vedo?"


LUIGI Ma se m'interrompete continuamente non lo arriverete a sapere mai.


MICHELE Ma allora ci sta un'altra persona dentro al cimitero?


LUIGI Niente affatto, non ci sta nessuno.


MICHELE Allora chi è che dice "Chi è? Chi vedo?"


LUIGI 'O dich'io.


MICHELE Allora nel cimitero ci stai pure tu?


LUIGI Io stongo 'a casa mia... E' il poeta che parla. Sono visioni, allucinazioni che riceve lo scrittore nel momento della creazione.
Chi é? Chi vedo?
Pallido e disfatto
S'incammina e avanza Sergio Pròculo.


MICHELE Scusate, ma il custode è andato a dormire nel cubo di cemento... Va bene?


LUIGI Sì...


MICHELE E ha chiuso il cancello con due mandate?


LUIGI Sissignore.


MICHELE E allora come entra Sergio Pròculo? Non si può entrare col cancello chiuso.


LUIGI Ma non bisogna sofisticare.


MICHELE Sentite, per me non si può entrare da nessuna parte quando ci sta un cancello chiuso.


LUIGI E va bene: era entrato 'a sera primma.


MICHELE Allora il cancello si chiude una sera sì e una sera no?
O si chiude tutte le sere o non si chiude mai.


LUIGI Se mi volete prendere in giro, io 'a fernisco e nun se ne parla cchiù.


TUTTI Ma no, andate avanti.


MICHELE Andiamo avanti.


LUIGI Dunque:
S'incammina e avanza Sergio Pròculo.
Stanco si ferma,
Geme e di soppiatto
Si china
E poggia il capo su di un loculo.


MICHELE Ah! ecco! Abbiamo capito perché si chiama Sergio Pròculo! è pe' la rima con loculo!

è meschino...è meschino...
[...]

"Ora Mistica"
Buio nel cimitero, gelo di marmo,
sagome di tombe, loculi disadorni,
erbetta...erbette.
Gira il custode e non gli sembra vero di udire il chiacchierìo delle civette,
lento e pesante il passo del custode,
si sente: "Cra...cra..." e riconosci quello!
Fiero, impettito e con le mani sode chiude con due mandate quel cancello.
Ecco, quel cubo grigio è la sua casa, ora dorme pesante.
Uuuuuu...
ulula il vento, dorme il custode ignaro,
dorme nella sua tomba di cemento.
"Chi è? Chi vedo?"
Pallido e disfatto s'incammina ed avanza Sergio Proculo.
Stanco...si ferma.
Geme e di soppiatto si china e poggia il capo su di un loculo.
Un gufo veglia...ride una civetta
e piove...piove...il fiume si è ingrossato.
"Tatatatà!!!"
Strombazza una saetta e uccide Sergio Proculo!
Finale.....
Ecco l'alba, ecco il sole, ecco il sereno.
"Che vedo intorno al loculo?"
Un pezzo di camicia, un fazzoletto, un bottoncino, una scarpa slacciata, un pedalino, una matita rotta, un porta chiavi,
una tessera stinta.
Non si capisce il nome...età 21, altezza 1 metro e 80, colorito olivastro.....disoccupato.

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