sabato 12 gennaio 2013

Vincenzo Scarpetta, A chiar 'e luna

L'ARTE DELLA COMMEDIA


Lo «scherzo a trasformazione» A chiar ’e luna, rappresentato per la prima volta al Teatro Fiorentini di Napoli il 6 Gennaio 1900, è per la precisione un «bozzetto drammatico» modellato sullo stile dei drammi di basso Romanticismo portati in scena – tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento – al Teatro San Ferdinando dal mattatore Federico Stella e desunti spesso dall’inesauribile serbatoio narrativo dei romanzi d’appendice dall’autore Eduardo Minichini.
Nel borgo marinaro di Santa Lucia il “guappo” Ciccillo intende fare sua la bella Carmela, che vive sola con l’anziano padre Biase. La ragazza è però innamorata e corrisposta dal Baroncino Giulio, che non si cura della loro differenza di estrazione sociale. Il feroce e violento Ciccillo, leso nell'onore, non esita ad uccidere sul finale il delicato ed amoroso Baroncino, mentre la luna illumina la tragica serata e la scena teatrale.
Per il bozzetto Vincenzo Scarpetta compose anche le musiche, ma il successo clamoroso ed entusiastico che l’opera riscosse fu in realtà dovuto non tanto alle componenti basso-romantiche e "camorristiche", quanto al suo essere un piccolo capolavoro del genere “fregoliano”. Ciascuna scena è occupata sempre da un unico personaggio, uno stratagemma funzionale al fatto che i personaggi (cui aggiungere uno spettattore che sul finale da un palco di seconda fila chiama a gran voce l’autore), furono interpretati tutti dal solo Vincenzo Scarpetta in un vero e proprio spettacolo di “trasformismo” che riscosse il pieno consenso del pubblico e della critica.
Nel Prologo Vincenzo dopo aver preso le distanze dal profilo autoriale del padre, cui addiziona le proprie competenze musicali (il bozzetto era preceduto da una ricca introduzione sinfonica), mette in luce anche e soprattutto le proprie capacità fregoliane:

È nu bozzetto semplice, ma... che se fa sentì.D’’o fatto, e l’argomento non parlo; è affar mioSon cinque personaggi e quei cinque... son io!Il vecchio, il giovinotto, la figlia... insomma... via...Faccio tutto da me, senza la compagnia.Però, non ve credite de vede’ n’auto Fregoli,Chillo, se sape, è l’unico, è celebre nel suo genere,Io po... non songo tale, ma... mi posso vantareChe a stu Leopoldo Fregoli sul’io saccio imitare.
Il trasformismo di marca fregoliana fu un genere nel quale Vincenzo non mancò di esercitarsi con successo e la recitazione en travesti funge da punto di forza di varie sue commedie (ad es. La signorina Cochelicò del 1907). Risale al febbraio 1898 lo spettacolo al Teatro Bellini di Napoli Leopoldo Fregoli e le sue trasformazioni, in cui si cimentarono Scarpetta padre e figlio suscitando «un vero fanatismo». Da alcune locandine conservate in casa Scarpetta si apprende che l’imitazione di Fregoli e del suo più noto spettacolo Eldorado (in cui il trasformista si cimentava in una girandola di ben 60 personaggi), abbinata da Vincenzo al «bozzetto» A chiar’ ’e luna , andò in scena per circa quattro anni (1900-1904). Dell’Eldorado fregoliano Vincenzo faceva proprî alcuni personaggi, come si evince da locandine e foto di scena: il clown parodista (Tom Leo Fre), il baritono (Sig. Civetta), la romanzista (Contessa Cipolla), il clown musicista (Sol Do Mi), il signore col cappello (Monsieur Nandar) e la sciantosa eccentrica (Mad.lle Juliette). La recitazione en travesti diventò quindi in quegli anni uno dei “cavalli di battaglia” di Vincenzo, il cui maggior successo in tale direzione fu il ruolo di Mimosa-San nella parodia de La geisha di Sidney Jones realizzata da suo padre (e nella quale nel febbraio 1906 prese parte anche il piccolo Eduardo De Filippo nel ruolo di un giapponesino).




Vincenzo Scarpetta nei panni del guappo Ciccillo nel bozzetto A chiar 'e luna  Edizione di riferimento

Manoscritto originale, qui pubblicato in trascrizione su gentile concessione degli eredi Edoardo e Mariolina Cozzi Scarpetta.

Napoli, Teatro Fiorentini, 6 gennaio 1900 (prima rappresentazione)


pdfScarica il testo in PDF (trascrizione diplomatica a cura di Mariolina Cozzi Scarpetta)

Fonte: http://www.bibliocamorra.altervista.org/index.php?option=com_content&view=article&id=425:a-chiar-e-luna&catid=31:generale&Itemid=2



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