domenica 9 dicembre 2012

Il caffè per Eduardo De Filippo.

L'ARTE DELLA COMMEDIA



Quando io morirò, tu portami il caffè, e vedrai che io resuscito come Lazzaro.
Eduardo De Filippo, in Fantasmi a Roma 1961

Il caffè è la poesia della vita e "oltre a farvi occupare il tempo vi dà pure una certa serenità di spirito".
Nel 1946, quando Edoardo De Filippo debuttava al teatro Eliseo di Roma con la commedia Questi Fantasmi, il caffè era già un’abitudine irrinunciabile per gli italiani. Anche in Fantasmi a Roma e Natale in casa Cupiello, De Filippo rende omaggio al caffè ma è in Questi fantasmi, la prima commedia di Eduardo rappresentata all’estero, che si dilunga in un monologo sulla filosofia napoletana del caffè, dispensando consigli e trucchetti per preparare un caffè ancora più gustoso e profumato.
Eduardo De Filippo
Natale in casa Cupiello
Il caffè in "Natale in casa Cupiello" (1931), che secondo Luca "fete 'e scarrafune".
Il protagonista rimprovera la moglie Concetta perché non è in grado di preparare un buon caffè:
Concè ti sei immortalata!
Che bella schifezza che hai fatto!
Non ti piglià collera Concè.
Tu si una donna di casa e sai fare tante cose.
Per esempio ‘a frittata c’ ’a cipolla, come la fai tu non la sa fare nessuno.
È una pasticceria. Ma ‘o ccaffè non è cosa per te.
Non lo sai fare e non lo vuoi fare, perché vuoi risparmiare.
Col caffè non si risparmia.
E’ pure la qualità scadente: chisto fete ‘e scarrafune...



Eduardo De Filippo
Questi fantasmi - Atto II

PASQUALE (al balcone mentre parla col Professor Santana):
Chi mai potrebbe prepararmi un caffe' come me lo preparo io, con lo stesso zelo ...con la stessa cura?...
Capirete che , dovendo servire me stesso , seguo le vere esperienze e non trascuro niente.........
Sul becco......
lo vedete il becco?...
Qua, professore, dove guardate?

Questo...

 Vi piace sempre di scherzare....
No, no... scherzate pure... 

...sul becco io ci metto questo coppitello di carta...
Pare niente, questo coppitello, ma ce l'ha la sua funzione ...
E gia', perche', il fumo denso del primo caffe' che scorre, che poi e' il piu' carico, non si disperde.
Come pure, professore, prima di colare l'acqua, che bisogna far bollire per tre o quattro minuti, perlomeno, prima di colarla, vi dicevo, nella parte interna della capsula bucherellata, bisogna cospargere mezzo cucchiaino di polvere appena macinata.
Un piccolo segreto! In modo che al momento della colata l'acqua in pieno bollire, già sia aromatizzata per conto suo.
Professore anche voi vi divertite qualche volta, perche', spesso, vi vedo
fuori al vostro balcone a fare la stessa funzione. ..
..siccome mia moglie non collabora, me lo tosto da me...
Anche voi professore?..
E fate bene...
Perche', quella, poi, e' la cosa piu' difficile: indovinare il punto giusto di
cottura, il colore....
A manto di monaco....
Color manto di monaco.
E' una grande soddisfazione, ed evito pure di arrabbiarmi, perche' se per una dannata combinazione, per una mossa sbagliata, sapete, vi scappa di mano il pezzo di sopra, si unisce a quello di sotto, e si mescola posata e caffe'...
Insomma viene una schifezza...
Siccome l'ho fatto con le mie mani e non me la posso prendere con nessuno, mi convinco che e' buono e me lo bevo lo stesso.....
Professore e' passato. (versa il contenuto nella tazzina)
Ecco qua! Caspita, che caffe'! E' cioccolata!
Vedete quanto poco ci vuole per rendere felice un uomo: una tazzina di caffe', presa tranquillamente qui fuori....
con un simpatico dirimpettaio....
voi siete simpatico, professore....
vedete, mezza tazzina me la conservo, me la bevo tra una sigaretta e
l'altra...


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