domenica 30 dicembre 2012

GLI ESAMI NON FINISCONO MAI - di Eduardo De Filippo - Il video completo



Commedia in un prologo e tre atti di Eduardo De Filippo

Lingua originale Italiano 






Genere Teatro napoletano 
Prima assoluta 1973

« Mi sono scocciato di sottostare alla legge del vivere civile che ti assoggetta a dire sì senza convinzione quando i no, convintissimi, ti saltano alla gola come tante bolle d'aria. »
(Eduardo De Filippo/Guglielmo Speranza)

Personaggi.

Guglielmo Speranza
La cantante
Furio La Spina
Attilio, Agostino, Corrado, studenti
Primo studente
Secondo studente
Terzo studente
La cantante di strada
Girolamo Fortezza
Amneris, sua moglie
Gigliola, loro figlia
Stanislao Porelli, fratello di Amneris
Laudomia, cameriera dei Fortezza
Piciocca e Cucurullo, amiche di Gigliola
Bonaria
Teresa, padrona di trattoria
Fortunato e Felice, figli di Guglielmo
Vittorina e Rosa, le loro mogli
Giacinto Chiarastella
Cameriera in casa Speranza
Valentino, parrucchiere
Augusto Sampiero, veterinario
Professor Nero, Professor Bianco e Professor Rosso
Contessa Maria delle Grazie Filippetti Ullèra
Don Ciccuzza
Primo ritardatario
Secondo ritardatario
Popolani e borghesi e agenti
Riduzioni cinematografiche TV: una trasposizione televisiva con regia dello stesso autore del 16 gennaio 1976 dove interpreta il personaggio di Guglielmo Speranza. Il ruolo antagonista di Furio La Spina è affidato a Luca De Filippo.
 

Gli esami non finiscono mai, è una commedia in un prologo e tre atti, scritta e interpretata da Eduardo De Filippo nel 1973 inserita dallo stesso autore nel gruppo di opere che ha chiamato Cantata dei giorni dispari. È questa l'ultima commedia scritta da Eduardo. 

Trama

Guglielmo Speranza si presenta al pubblico sul palcoscenico raccontando la sua vita e segnando il trascorrere del tempo mettendosi di volta in volta tre barbe finte.
Appena superato l'esame di laurea, Speranza dovrà superare quello dei futuri suoceri che gli consentiranno di sposare Gigliola solo se sarà in grado di fare una grande carriera nel suo lavoro.
Guglielmo supera la prova: si sposerà, avrà due figli, un lavoro che gli assicura benessere e onori ma, nonostante il brillante esito di questi esami, la sua vita sarà infelice: avvelenata dall'invidia e dalla maldicenza del falso amico La Spina e dalla cattiveria della moglie che si è rivelata per quello che era: una donnetta viziata e infedele, che crede di più alle sue stupide, pettegole amiche piuttosto che al marito che ha sempre contrastato, ritenendolo un incapace e un sognatore, in questo sostenuta anche dai figli che la malignità popolare, riportata da La Spina, insinua non siano di Guglielmo.
Non sorprende quindi che alla fine Guglielmo si rifugi nell'amore disinteressato e vero della giovane Bonaria, una donna di umili origini ma leale e genuina nei suoi sentimenti e valori, che sarà costretta dalla maldicenza e dalla cattiveria altrui a lasciare Guglielmo.
Ormai vecchio, il protagonista si chiuderà sempre di più al mondo, fingendo di essere ammalato e di non poter più parlare. Arrivato il momento della morte, Guglielmo sarà ancora una volta ingannato dai suoi familiari: egli avrebbe voluto dei semplici funerali ed invece, abbigliato e truccato come un guitto di avanspettacolo, lascerà la commedia della vita salutando con gesti artefatti e leziosi gli spettatori.


Analisi della commedia

Il titolo della commedia è diventato, dall'epoca della rappresentazione, un modo di dire diffuso e popolare. Già questo fa riflettere come tutti si siano riconosciuti in quella amara verità che Eduardo ha voluto rappresentare tramite il racconto della vita di Guglielmo Speranza. Si chiama proprio così il protagonista e non a caso: egli attraverso le varie tappe fondamentali, gli esami, della sua vita ha sempre ingenuamente sperato di realizzare i suoi sogni.
Anche gli altri personaggi più importanti hanno nomi o cognomi significativi: La Spina, il falso amico, una vera spina velenosa nella vita di Speranza; Bonaria, l'amante che farà entrare un soffio d'aria buona nella vita del protagonista; Felice e Fortunato, i due figli, che vivono sereni e indifferenti nel benessere che Guglielmo ha procurato loro, e che danno più peso alle malignità della gente piuttosto che dare fiducia alle iniziative economiche del padre, tanto da essere pronti all'occorrenza a interdirlo. Persino i dottori chiamati a consulto per visitarlo, un altro dei numerosi esami della sua esistenza, hanno cognomi, Rosso, Bianco, Nero, che indicano chiaramente la scarsa fiducia che ha Eduardo in una medicina che esprime giudizi netti e contrastanti.
Fin dall'inizio della rappresentazione questo dramma vuole mostrare la sua originalità uscendo dagli schemi secondo i quali finora l'autore aveva strutturato le sue opere. Per la prima e ultima volta il racconto è accompagnato dal commento del protagonista che sul palcoscenico si rivolge direttamente al pubblico commentando, spiegando e talora anticipando quanto avverrà sulla scena. Sembra di poter dire che Eduardo riprenda la concezione del teatro pirandelliano dove i protagonisti interagivano con gli spettatori.
Speranza nel prologo si presenta abbigliato con un vestito che non cambierà mai nel corso della commedia, salvo alla fine nella scena del funerale, dove però saranno gli altri a vestirlo in un modo ridicolo. Questo vuole forse significare che il protagonista nel corso della sua vita si mantiene sempre fedele a se stesso,non cambia abito, non muta; solo dopo la sua morte gli altri lo trasformeranno in una caricatura di quello che era veramente. Non c'è più dignità, sembra dire il protagonista, neppure nella morte e nelle esequie trasformate dai vivi in una specie di spettacolo finale.
Eduardo in quest'opera realizza quello che già s'intravedeva in alcune scene mute nelle commedie precedenti come in "Mia famiglia", la sua convinzione cioè che un bravo attore potesse recitare senza parlare e in effetti così accade per l'ultimo atto di questa commedia dove il protagonista ha deciso di non parlare più poiché ormai si vive in un mondo dove nessuno ascolta più l'altro, dove più nessuno rispetta l'altro. In questa ultima occasione Eduardo - che si ritirerà quasi del tutto dalle scene - dà una grande prova della sua arte del recitare rappresentando con la mimica più e meglio di quello che avrebbero detto le parole.
Come è stato notato dalla critica (cfr. Donatella Fischer, Il teatro di Eduardo ed. Legenda) in quest'ultima opera Eduardo segna il punto d'arrivo della disgregazione della famiglia patriarcale. In Natale in casa Cupiello sono i vecchi genitori colpevoli del matrimonio fallito della figlia, in Napoli milionaria! una famiglia in crisi per la guerra che ha sovvertito ogni valore morale e che, "se passerà la nottata", si ricostruirà, una famiglia per costrizione e rassegnazione in Filumena Marturano, una famiglia che non resiste alla morale dei tempi in Mia famiglia ed infine la disgregazione finale in Gli esami non finiscono mai. C'è un'enorme differenza con la famiglia di Gennareniello dove gli affetti riescono ancora a tenere insieme le povere speranze deluse dei protagonisti. Ma quella era "la cantata dei giorni pari", delle speranze di gioventù.


 


 

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