lunedì 10 dicembre 2012

Eduardo De Filippo - QUESTI FANTASMI - Terzo Atto-il copione

L'ARTE DELLA COMMEDIA




Atto terzo
La stessa scena degli altri atti. Si nota, solamente, un poco di abbandono e di disordine. Mancano i mobili. Il radio-grammofono non c'è più. Anche il mobile-bar, è scomparso. La biblioteca è vuota. L'apparecchio telefonico è stato staccato di recente: si notano, infatti, i fili tagliati e ripiegati all’insù, nonché i buchi irregolari dell'intonaco praticati dai chiodi e dai rampini estratti di fresco. È sera inoltrata, quasi le otto e mezzo. La camera è illuminata da un lume di candela. Sono passati due mesi. All'alzarsi del sipario, seduti accanto al tavolo centrale, si trovano Maria e Gastone :, l’uno di fronte all'altro.


Gastone :
(continuando un discorso già iniziato) L'ho dovuto accontentare. Capirete, ormai sono circa due mesi che è ritornato con la moglie e i figli, che conduce una vita tranquilla... Voi pure siete stata tanto buona ad agevolare il suo ritorno in famiglia... Di questo ve ne sono veramente grato e non trovo le parole per ringraziarvi, anche a nome di mia sorella che si è convinta, finalmente, di essersi trovata di fronte ad una signora... Però mio cognato si comporta come un pazzo! Io sono un uomo e certe cose le capisco. Povero Alfredo... si è immalinconito, è diventato apatico, qualunque cosa gli si chiede , dice sempre di sì, ma senza convinzione, senza entusiasmo. Ieri sera mi ha detto che voleva vedervi... Me lo ha chiesto con delle parole così commoventi che io non sono stato capace di negarglielo...

Maria :
Non potevo fare in altro modo

Gastone :
Ve l'ho detto: una santa, siete una santa! E... vostro marito?

Maria :
E’ più agitato che mai. In certi momenti mi fa paura. E’ pieno di debiti. Ha già venduto diversi mobili. La pensione, forse, avrebbe anche potuto rendere, perché incominciava a venire qualcuno; ma sapete, manca parecchia roba. L'uomo che ci aveva dato le camere da bagno... le ha smontate e se le é riprese. e mio marito é un periodo che non lo capisco più!

Gastone :
Io invece lo capisco benissimo signora, sono disgrazie!

Maria :
Stasera mi ha detto che deve partire... Oggi ha preparato la valigia, ha fatto dei telegrammi...

Gastone :
E dove deve andare?

Maria :
Mah, e chi lo sa. Noi, in passato, parlavamo raramente fra noi, ma, ora, addirittura non ci guardiamo in faccia. Ha detto, solamente: «devo partire, devo rintracciare un amico...!

Gastone :
Non vorrà rintracciare Alfredo e chiedergli dei soldi ?

Maria :
: Nooo, a questo punto non credo che arrivi.

Gastone :
E chi ve lo assicura?... Un uomo come lui!... (Riprendendosi) Oh, scusate... Maria : (abbassando gli occhi) No, niente.

Gastone :
: Del resto è meglio, se parte è meglio. Così non c'è pericolo di un cattivo incontro. Allora: signora come vi ho detto, Alfredo stasera vi vuol vedere. La camera che aveva preso ce l’ha ancora. Stasera dorme là. Anche mia sorella l'ha capito, ma sono stato proprio io a consigliarla di far finta di non aver capito. A che ora parte vostro marito?

Maria :
Alle nove, almeno cosi mi ha detto.

Gastone :
Bene, vuol dire che Alfredo alle nove, nove e dieci, scende. L'accompagno anch’io, cosi evitiamo che gli vengano strane idee... Così si calma e troverà la forza di andare avanti un altro poco di tempo.

Maria :
Già, e io?

Gastone :
E... anche voi! Che ci volete fare?... Sono disgrazie! Chi in un modo, chi in un altro: ognuno ha la sua croce...

Maria :
Voi pure vi lamentate?

Gastone :
Io, no... Mia moglie ed io andiamo discretamente d'accordo. Ma sa perché?... Perché io sono paziente e sempre pronto a mille compromessi. D'altra parte, povera figliola, cosa si può godere della vita?! Inchiodata in un letto...

Maria :
E perché?

Gastone :
Eh, signora mia, ve l'ho detto: ogni casa, una croce! Sono otto anni che mia moglie è paralizzata.

Maria :
Oh!... È giovane?

Gastone :
Trentuno... trentun anni!

Maria :
Povera signora!

Gastone :
Certo, mi fa pena... Che cosa non farei per rivederla in piedi, perché, voi capite, il suo stato incide pure sul suo umore... Non vuol vedere nessuno, sempre in camera, in penombra... a stento dice qualche parola... Ma che ci posso fare? Mi sono abituato a vivere solo, e a trentacinque anni mi sono inaridito come un sughero. Non avrei mai pensato... Come siamo diversi da quello che sembriamo... E come le aspirazioni o il nostro carattere devono subire modifiche non appena l'esperienza della vita ci mette a contatto della realtà. A me, per esempio sarebbe piaciuta una donna allegra, che facesse conversazione, amante dei divertimenti, gite, viaggi... La compagna, insomma, che riempie di vita la nostra vita... E invece... Ma io parlo con voi, vi dico certe cose...

Maria :
Dite, dite. Se avete bisogno di parlare fatelo, vi farà .bene... Lo farei tanto volentieri anche io...

Gastone :
Grazie. Qualche volta, se permettete, vi verrò a trovare... Se non vi sarò di disturbo...

Maria :
Anzi...

Gastone :
E ci racconteremo le nostre pene.

Maria :
Proprio cosi......................

Gastone :
Basta, io me ne vado e vi ringrazio sempre, anche a nome di mia sorella. (Si alzano. Maria gli stende la mano che, Gastone, trattiene nella sua)

Maria :
Arrivederci.

Gastone :
Vedo tutta la sofferenza del vostro cuore. Non posso fare niente per voi?

Maria Grazie. Certe volte basta una parola. Grazie. (Quasi piangendo esce per la sinistra).

Gastone :
(la segue con lo sguardo, poi si avvia dicendo tra sé) Povera donna!... (Esce per le scale del terrazzo).

Natalino :
(dall'interno con voce alterata a Raffaele che lo segue) Raffaele, ti ho pregato, devi seccare sapessi che nervi ho già per conto mio ! (Fuori seguito da Raffaele)

Ogni volta che rientro mi consegni una carta, una citazione, con una faccia che non esprime niente, no anzi che esprime gioia, come se ti facesse piacere. Se io rientrassi dieci volte al giorno per tutte le dieci volte mi daresti una citazione nuova. Tu le porteresti via dalle Procure pur di darmele !

Raffaele :
(arrogante, spazientito) La mettete così, ah va bene allora vuol dire che anziché consegnarvele me le mangio !...Io vi do le citazioni, ma se me le portano io ve le do. Sapete cosa faccio adesso prendo questa citazione , la faccio benedire e la trasformo in biglietti da mille lire Oggi, per esempio, è venuto un’ altra volta quello dei bagni !. E voi vi fate negare (Gesticola come rivolgendosi ;a persone che lo ascoltano e che gli danno ragione) Io faccio il portiere ...sto sulla porta e le piazzate le fanno a me !

Natalino :
: Ma tu gli hai detto che deve tornare domani?

Raffaele :
Perché domani non succede la stessa storia ? Quello là ha messo sottosopra tutto il palazzo per trovarvi ... E io poi mi vergogno a vedere queste cose Voi avete detto che stasera dovete partire, bene e quando quello domani torna cosa gli dico ?

Ma io non capisco, il telefono ve l'hanno tolto, la luce ve l'hanno tagliata... vi hanno staccato l'acqua... dentro la vestaglia non trovate più niente... E che cosa aspettate? Lasciate la casa e andatevene!

Natalino :
.: Queste sono cose che non ti riguardano! .. Nella vestaglia non ho trovato più niente da quella sera delle anime dannate . E da quella sera non si è visto più? Chi? Il fantasma . Il nobile cavaliere. lo so che era lui che provvedeva ! Per questo parto. (Chiamando verso la sinistra) Maria !

Maria (entrando) Cosa vuoi?

Natalino :
Io parto. Una cosa urgente che, forse, può risolvere la nostra posizione. Domani spero di essere già di ritorno quindi, rimarrai sola per poco. Parto con una macchina di amici. La valigia mi serve, caso mai fossi costretto a rimanere fuori. (Prende una valigia che sarà in scena) Ti saluto. (Maria non lo degna di uno sguardo) Maria, ti saluto. Non mi auguri nemmeno buon viaggio, non mi dai un bacio? Maria (allontanandosi da lui) Maria : stammi bene

Natalino :
Stammi bene anche te , Maria...

Maria siede vicino al tavolo.

Natalino :
:Maria :... come ci riduciamo... Che tristezza... Come finisce tutto l'entusiasmo, tutto l'amore. Mesi e mesi senza scambiare una parola, un pensiero... E pensare che quando uno esce gli può capitare qualsiasi cosa Può finire sotto un’automobile, un camion, prendersi una revolverata così per sbaglio. C’é il pericolo di non rivedersi più! E invece niente, non siamo capaci di dirci altro... E da quanto tempo non ti sento parlare... Te ricordi Maria quando facevamo l’amore? Anche allora non parlavamo per timidezza, ma con gli occhi ci dicevamo tante cosa. E io mi sentivo goffo vicino a te, perché mi sentivo niente in confronto a te ....E quando uno si sente niente, tutto diventa più facile, più piacevole... Per qualunque cosa si trova il rimedio: anche la morte in quei momenti diventa bella! Si scherza, si ride, senza quel preconcetto di superiorità... E invece no, adesso dobbiamo tenere il punto. E, forse, ci portiamo un cuore gonfio di amarezza, di tristezze, di tenerezze, che, se solamente per un attimo, riuscissimo ad aprire l’uno con l'altro... Ma niente... Deve restare chiuso ... Poi ad un certo punto si perde anche la chiave e chi la trova più! Noi abbiamo perso la chiave, Maria... (Si avvia triste).

Raffaele :
(offrendosi) Le porto la valigia..

Natalino :
Non ti preoccupare me la porto io... Che tristezza, Maria! (Esce per la comune).

Raffaele :
Signora, io ho capito. Quando lui parla di una chiave, non é una chiave reale, quella che usiamo per le porte... Lui ha fatto, come posso dire , un corrispettivo di assistenza sociale fra la chiave vera e la chiave che non è vera che sarebbe poi quella vera. Succede che un certo punto , fra marito e moglie nasce quella noia, che uno dice: “Mah, chissà qual’é la verità ... veramente si potrebbe.. si ma chi ne ha voglia lasciamo andare “. Dipende, dipende da tante cose. Un po’ perché: ti vedo oggi, ti vedo domani, ti vedo domani l’altro...mi sveglio e ti vedo ...ci vediamo a Natale, ci vediamo a Pasqua... Viene quell'abbondanza di sazietà di vedute che poi uno dice e basta vederci ! Sì, è vero, c’é anche il fatto che il bene di prima non é più così ..diciamo.. sostanzioso, ma la donna non lo capisce. La donna vorrebbe sempre quelle attenzioni di quando uno sta nel momento della focosità! E allora la donna s'intristisce, voi le parlate e quella non vi risponde, che è la cosa peggiore. La buonanima di mia moglie faceva lo stesso. Ma io insistevo a farla parlare, perché le volevo bene. Quando vedevo che le pigliavano quei momenti di taciturneria, la pigliavo a sberle Certe volte le davo certe legnate però dopo parlava... Eh povera donna! Mi ricordo che quando le buscava, mi abbracciava e mi baciava e le lacrime si mescolavano con i baci e con il sangue che scendeva dal naso ... Anche a Voi per esempio, farebbe bene buscarne un po’.. Vi uscirebbe un po' di sangue dal naso e gli vorreste bene più di prima

A questo punto, Natalino , cercando di non farsi scorgere dai due, attraversa il fondo da destra a sinistra.

Raffaele :
Basta così signora, adesso scendo. Se avete bisogno di qualche cosa chiamatemi, .anche se non mi sento tanto bene... e che dolori, io sto bene d’estate ma appena viene l’inverno comunque chiamate, per qualsiasi cosa , chiamate (Esce per il fondo).

Maria prende il lume di candela ed esce per la sinistra. La scena rimane buia. Natalino , dopo pausa durante la quale i raggi lunari hanno investito i due balconi, entra dal fondo camminando sulla punta dei piedi. Spia, per un attimo, nella camera di Maria; si avvicina cauto al balcone di sinistra, lo apre ed esce fuori, curando di richiudere i battenti dietro di sé, con la stessa cautela come li ha aperti. Apre la valigia, tira fuori una coperta colorata e la spiega, ripiegandola a metà sulla ringhiera e vi si rannicchia dietro per non farsi scorgere dagli abitanti degli stabili di fronte. Dalle scale del terrazzo entra Alfredo, e Gastone : lo segue.

Gastone :
Mi raccomando, sbrigati... non mi fare far tardi che mia moglie mi sta aspettando... Si é accordata con le sue amiche per andare a teatro... lo sai, che quella non resiste una sera in casa... e io la devo sempre accompagnare. Se vuoi venire pure tu... (A un gesto negativo di Alfredo) Be', comunque fai presto... (Via per il terrazzo).

Non appena Gastone : è scomparso, lentamente si avvicina alla camera di Maria e la chiama a fior di labbra

Alfredo :
Maria.. .

(Maria dopo poco entra. La scena è illuminata solamente dal riverbero di luna che entra dal balcone)

Alfredo :
:. (a frasi smorzate ma ben chiare) : Non posso parlare ... Mio cognato ci sorveglia. Cerca di capirmi subito: ho provveduto a tutto... Automobile, soldi... tutto! mettiti un paltò e torna subito qua.

Maria :
(smarrita come in un sogno) Ma Alfredo...

Alfredo :
Vai Maria, vai fa presto...

Maria :
(decide come una liberazione) Sì vengo (Esce per la prima a sinistra).

Alfredo guarda, anzi sorveglia la porta del terrazzo. Poi, attraversa la scena, si avvicina al balcone di destra e distrattamente vi esce fuori.

Natalino riconoscendo nella figura di Alfredo, illuminata dalla :luna, quella del fantasma del primo atto, vince con tutte le sue forze il timore che lo invade e scoppia in un pianto dirotto comico e tragico insieme, cade in ginocchio, con la faccia a terra. Alfredo si ferma perplesso non riuscendo a comprendere dove l'altro voglia parare ,

Natalino :
: Sto tremando come una foglia Il cuore... il cuore... Dio non fermarmi il cuore proprio adesso !!(preme con tutte e due le mani il cuore. Piano piano si riprende e comincia a parlare) Ho fatto finta di partire sperando che di notte ti avrei, finalmente, rivisto. lo sapevo... lo sapevo che non mi avresti abbandonato. Quando venni in questa casa mi dissero che c'erano i fantasmi, ma io non ci credevo... e ti chiedo perdono. Adesso ci credo... perché ti vedo, ti parlo.

E sono contento. Perché adesso mi sento forte e la forza mi dà fiducia, speranza.

La casa me la diedero gratis perché nessuno la voleva più. Non dissi niente a mia moglie per non spaventarla. Infatti tu ti facesti vedere solo da me, da lei no. In seguito mi hai aiutato, mi hai messo su la casa, soldi quanti ne volevo... Ma poi, da un momento all'altro, sei sparito e mi hai lasciato privo di tutto. Tu mi hai procurato un tenore di vita di vita che da solo non posso sostenere: Aiutami!... Con una somma di danaro posso mandare avanti la pensione che già cominciava a funzionare... Tu sei un'anima buona e non puoi capire... Non ho mai potuto regalare a mia moglie un bracciale, un anello, nemmeno il giorno del sua compleanno. Non sono mai, riuscito a mettere insieme i soldi per portarla al mare. Certe volte le ho dovuto negare un paio di calze di nylon... E se tu sapessi quanto è triste, per un uomo, nascondere la propria umiliazione con una risata, una barzelletta. Il lavoro onesto è doloroso e misero... e non sempre si trova. E allora sento che la perdo, la perdo ogni giorno di più... E io non posso perderla ! Maria è la mia vita!... E tu capisci che non ho il coraggio di dirglielo... perché il coraggio te lo dà il danaro... e senza danaro, si diventa timidi, paurosi. . . senza danaro si diventa delle carogne ! La perdo !... Perché, ad un certo punto, il bene, l'amore, di tanto in tanto, deve, per qualunque donna, trasformarsi in :una pietra preziosa, in un oggetto d'oro, in un vestito bello... in biancheria di seta vera... si no la perdi... .l’amore finisce e muore ! Con un altro uomo, con uomo vivo come me, non ne avrei mai parlato, ma con te sì, tu sei un altra cosa. Tu sei al disopra di tutti i sentimenti che ci condannano a non aprire i nostri cuori l'uno con l'altro: orgoglio, invidia, superiorità, finzione, egoismo, doppiezza... Con te non ne sento. Parlando con te mi sento più vicino a Dio e mi sento piccolo, piccolo ...... mi sento una nullità... e mi fa piacere sentirmi una nullità, cosi posso liberarmi del peso del mio essere che mi opprime!...

(Si abbandona , Alfredo ha ascoltato a testa bassa, senza muoversi, inchiodato allo stipite del balcone. Ora comincia a parlare come a se stesso)

Alfredo :
Grazie. Hai sciolta la mia condanna. Io fui condannato a vagare in questa casa fino a che un uomo non mi avesse parlato come mi stai parlando tu. Guarda sul tavolo, guarda sul tavolo! (Quasi repentinamente rientra nella camera. Prende dalla tasca un pacco di biglietti da mille ed esce per la comune.)

Poco dopo Gastone scende dalla porta del terrazzo e segue Alfredo verso il fondo.

Natalino :
(si alza dalla ringhiera e guarda verso l'altro balcone) sparito. (Entra nella camera, guarda sul tavolo e trova il pacco di biglietti da mille lire. Invaso dalla gioia, con l'ansietà di vedere qualcuno e raccontare esce fuori nel balcone di sinistra. Fortunatamente scorge il prof. Santanna) Professore, professore, avevate ragione voi... I fantasmi esistono... Come mi avevate consigliato voi. Vi ricordate, quando stamattina ci siamo incontrati? Ho fatto finta di partire, sono tornato e mi sono nascosto là fuori... Pensavo di restare tutta la notte, invece si è mostrato subito. Ci ho parlato... Mi ha lasciato una somma di danaro... (Mostra i biglietti). Guardate... Però dice che ha sciolto la sua condanna, che non comparirà mai più... (Ascolta) Come?... Sotto altre sembianze?....È probabile... chissà.



 

 

F I N E

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