lunedì 10 dicembre 2012

Eduardo De Filippo - QUESTI FANTASMI - Secondo Atto-il copione

L'ARTE DELLA COMMEDIA




Atto secondo

La stessa scena del primo atto, ma completamente rinnovata.

L'arredamento è cambiato Tutto nuovo zecca. La stanza presenta, ormai, tutti i caratteri di una sala di soggiorno una pensione, non di lusso, ma decorosa. Qualche tavolo con sopra riviste, uno scrittoio, telefono, tappeti. Lungo il corridoio di ingresso, è stata distesa una guida un velluto grigio con i bordi rossi. Il tutto disposto secondo la descrizione di Alfredo durante la scena con Maria del primo atto. Anche il finestrino ha subito la trasformazione.
Natalino , beatamente seduto fuori al balcone di sinistra, ha disposto, davanti a sé un’altra sedia con sopra una guantiera e una piccola macchinetta da caffè napoletana, una tazzina e un piattino. Mentre attende che il caffè sia pronto, parla col suo dirimpettaio prof. Santanna.


Natalino :
: A noialtri, italiani, toglieteci tutto ma questo poco di riposo in terrazza... Io, per esempio, a tutto rinuncerei tranne a questa tazzina di caffè, presa tranquillamente qua, fuori in terrazza, dopo quell'oretta di sonno che uno si fa dopo mangiato. Però il caffè me lo devo fare io stesso, con le mie mani. Questa è una macchinetta per quattro tazze, ma se ne possono ricavare anche sei, e, se le tazze sono piccole, anche otto... quando vengono gli amici... d’altra parte il caffè costa così caro... (Ascolta, poi) Mia moglie queste cose non le capisce È molto più giovane di me, sapete, e la nuova generazione ha perduto queste abitudini che, secondo me, sotto un certo punto di vista, sono la poesia della vita; perché, oltre a farvi occupare il tempo, vi ;danno pure una certa serenità di spirito. nessuno potrebbe mai prepararmi un caffè come me lo preparo io, con lo stesso zelo... con la stessa cura... Capirete che, dovendo servire me stesso, seguo le vere esperienze e non trascuro niente... Sul becco... lo vedete il becco? (Prende la macchinetta in mano e :indica il becco della caffettiera) Qua, professore, dove guardate? Questo... (Ascolta) Vi piace sempre di scherzare... No, no... scherzate pure... Sul becco io ci metto questo cappellino di carta... (Lo mostra) Sembra niente, ma questo cappellino ha la sua funzione... E già, perché il fumo denso del primo caffè che esce, che poi è il più carico, non si disperde. Come pure, professore, prima di versare l'acqua, bisogna farla bollire per tre o quattro minuti, per lo meno, prima di versarla, vi dicevo, nella parte interna della capsula bucherellata, bisogna cospargervi mezzo cucchiaino di polvere appena macinata. Un piccolo segreto ! In modo che, nel momento in cui sale, l'acqua, in pieno bollore, già si aromatizza per conto suo. Professore, anche voi vi divertite qualche volta, perché, spesso, vi vedo fuori in terrazza che fate la stessa cosa. (Rimane in ascolto) Sì, sì anch’io. Anzi, siccome, come vi ho detto, mia moglie non collabora, me lo tosto da me... (Ascolta) Anche voi, professore?... Fate bene... Perché, quella, poi, è la cosa più difficile: indovinare il punto giusto di cottura, il colore...: color manto di monaco. È una grande soddisfazione, ed evito pure di arrabbiarmi, perché se, per una dannata combinazione, per una mossa sbagliata, sapete... vi scappa di mano la cuccuma,...e si mescola il caffè con i fondi insomma, viene uno schifo... siccome l'ho fatto con le mie mani e non posso prendermela con nessuno, mi convinco che è buono e me lo bevo lo stesso. (il caffè ormai è pronto) Professore , il caffè è pronto. (Versa il contenuto della macchinetta nella tazza e si dispone a bere) Ne volete un po’... Grazie. (Beve) Accidenti, questo si che é un caffè... Vedete quanto ci vuole poco per rendere felice un uomo: una tazzina di caffè presa, tranquillamente, qui fuori... con un simpatico dirimpettaio... ;perché voi siete simpatico, professore... (Seguita a bere) Adesso mezza tazzina la conservo, e me la bevo tra una sigaretta e l'altra. (Accende la sigaretta. Al professore che gli avrà rivolta qualche domanda) Come?... Non ho capito (Rimane in ascolto) Aaah... sì, sì... Niente, professore l’avevo detto : sciocchezze. Non ho mai creduto a questo genere di cose, se no non ci sarei venuto ad abitare

Oramai sono sei mesi che sto qua, qualche cosa avrei dovuto vederla. (Ascolta ) Cosa vi posso dire... Non metto in dubbio quello che voi mi dite, ma, in questa casa, posso garantirvi che regna la tranquillità. Tutto quello che voi vedete sul terrazzo, sul cornicione, in terrazza... a me proprio non mi risulta. Quello che posso dire, invece, è che, da quando sono venuto ad abitare qua, i miei affari si sono sistemati, questa casa mi ha portato fortuna, se poi avessi richieste di camere, la pensione potrebbe già funzionare, ma fantasmi, è proprio il caso di dire: neanche l'ombra! (dalla comune entra il portiere portando dei giornali) Signore il giornale... (Guarda intorno, non vede nessuno e ripete più forte) Signore il giornale.... (Natalino al professore) E’ il portiere che mi porta i giornali. Permesso. (Entra nella stanza) Fammi vedere. (porgendo i giornali) In tutti e due c’é l’annuncio. (leggendo l'annuncio che lo riguarda)

« Pensione Lolli. Massima comodità e pulizia, camere da letto con acqua corrente in cucina. 2 camere da bagno. Via Tribunali 176. Prezzi modici Proprietario e gestore Natalino Lolli». Io non capisco... Si fosse presentato un cane! Tutti i mediatori, tutte le agenzie sono state informate: niente, nessuno !

Raffaele :
Signore ma voi non dovete avere fretta . L’annuncio sul giornale l’avete fatto mettere da appena tre giorni ! e poi non dovete scordare che su questa casa c’é una leggenda, e prima che la gente non ci pensi più e si metta l’animo in pace ne deve passare del tempo !. Ma voi li battete i tappeti ?

Natalino :
E non mi avete sentito sembravo una contraerea ! E non mi avete sentito quando cantavo “ e lucean le stelle”

Raffaele :
Ah, eravate voi ? Avete una bella voce, però ad una certa ora smettetela perché qui abitano quattro impiegate che devono andare a lavorare !

Natalino :
E io cosa ci posso fare ! Il padrone di casa mi ha detto di farlo e io lo faccio !.. La gente deve sapere che io ci abito e ci sto bene... Ma con tutto questo, niente nemmeno un cliente !...

Raffaele :
Dovete avere ancora un po' di pazienza

Natalino :
Già, ma io sono arrivato con l'acqua alla gola. Hai visto quante spese ho fatto E se non incomincio a vedere il frutto di quello che ho seminato, finisce che vado a chiedere l’elemosina!...

Raffaele :
Come no... certo che di spese ne avete fatte ! ma a proposito di spese, vi avrei portato la lista di quelle che ho fatto questa mattina ......Una bottiglia d’olio, la carne la verdura e le ricordo il resto di quella di ieri: milleduecentosettanta lire!

Natalino :
(osservando il conto che gli porge Raffaele) Qua non si può più andare avanti Milleduecento settanta lire per mangiare un giorno e mezzo !

Raffaele :
Mattina e sera, però.

Natalino :
Lo so, ma è sempre una esagerazione. (compreso in un suo pensiero) Adesso te li do, o meglio vedo se te li posso dare... (Si avvicina a una vestaglia che si troverà attaccata a un attaccapanni in un punto della scena. Rovista in una delle tasche) Oh, guarda in questa tasca non avevo guardato bene ! (Tira fuori dei biglietti da mille) Tremila lire... altri spiccioli... Raffaele , io non dico niente a nessuno perché, io per il primo, ho interesse di sfatare la leggenda... Il professore qui dirimpetto fa sempre delle domande , vorrebbe sapere......, da me non esce una parola, ma é vero ! Io non ci volevo credere, ma mi sono dovuto convincere... Non sento rumori, non mi fanno dispetti , manifestazioni sinistre, niente; ma solo cose buone , sì. Si vede che mi hanno preso i simpatia.

Raffaele :
(un poco equivoco) Può darsi!

Natalino :
Per esempio, spesso, io entro in una camera ed ho la netta sensazione di sentire un uomo dietro di me che si nasconde in un'altra...

Raffaele :
(sornione) Signor Natalino, un uomo che si nasconde l’ho visto anch’io, Specialmente quando voi uscite...

Natalino :
Allora é vero Raffaele ?

Raffaele :

Natalino :
All’inizio, le prime volte gli domandavo, Dove andate? e glielo domando ancora Ma quello si ferma e mi guarda come se mi volesse dire “Ancora non hai capito dove vado?”. E entra Tanto è vero che adesso non domando più niente.... (Convinto) E’ vero , é vero.

Raffaele :
Come no !.

Natalino :
(indicando la vestaglia) Hai visto quella vestaglia

Raffaele :
Certo

Natalino :
: Raffaele, quella non è una vestaglia: è una miniera... Quello che ci vuoi trovare ce lo trovi. Come? La sera, quando rientro in casa me la infilo. Metto le mani ;in tasca e trovo biglietti da dieci, da cento, da mille... Tanto è vero che io la vestaglia l’ho appesa là e guai a chi me la tocca ! Me la metto, soltanto, quando me servono un po' di soldi

Raffaele :
Che bella cosa. Come mi piacerebbe avere una vestaglia come quella !

Natalino :
Però adesso sono un po' preoccupato, perché vista la facilità con cui mi arrivano soldi, mi sono un po' sbilanciato. Per mettere su una pensione, con un certo decoro, ho fatto costruire tre camere da bagno, ho dato un anticipo, ma non ho idea di dove prenderò i soldi per pagare il resto.

Raffaele :
Semplice, guardate nelle tasche della vestaglia !

Natalino :
Ci ho guardato , e come ... ma là ci ho trovato sempre spiccioli.

Raffaele :
E allora guardate dentro i mobili della cucina, nella stufa, dentro il letto della signora !!

Natalino :
Ma figurati se non ho guardato dappertutto, niente e allora che devo fare ? Aspetto. Chi ha pagato l’altra roba, pagherà anche questa!. Basta, ma tu quanto avanzi? -Raffaele : Avevamo detto milleduecentosettanta. .

Natalino :
Queste sono duemila lire, dammi il resto

Raffaele :
Pronto. (Prende del danaro e prepara il resto).

Natalino :
Precisamente.

Raffaele :
(conta il danaro e lo poggia sul tavolo) Ecco a voi.

Natalino :
E queste sono le duemila lire. (Le poggia sul tavolo)

Raffaele :
E per stasera non vi serve niente?

Natalino :
E’ meglio che parliate con la signora

Raffaele :
Va bene , farò così (Approfittando di un momento di distrazione di Natalino , destramente intasca le settecentotrenta lire) Più tardi vengo a parlarle

Natalino :
(si è accorto del giuoco e lo asseconda) Benissimo. (Si avvicina a Raffaele, in modo da nascondere le duemila lire che sono sul tavolo e poterle avere a portata di mano) Caso mai se ho bisogno prima .ti chiamo. (Riesce a prenderle e le intasca).

Raffaele :
Non fatevi scrupoli

Natalino :
Come no! (Si allontana da lui).

Raffaele :
Con permesso. (Fa per prendere i soldi) E le duemila lire?..

Natalino :
E il mio resto?

Raffaele :
Signore, io l’avevo messo qui... (Indica un punto del tavolo, battendovi la mano).

Natalino :
E io le duemila lire, le ho messe qui.

Raffaele :
(che ha mangiato la foglia) Allora come si spiega che non ci sono più? !

Natalino :
A me lo chiedi?

Raffaele :
(insiste sicuro del fatto suo) Beh signore io le duemila lire non ce le ho in tasca!

Natalino :
Eh che ci vuoi fare ? Scherzi di fantasmi!

Raffaele :
(masticando amaro) Eh già forse il fantasma ha messo il resto nella mia tasca e le duemila lire nella vostra Signor Natalino, provate a vedere se per caso in tasca vostra ci sono duemila lire!.

Natalino :
Si, ma se tu prima non guardi nelle tue tasche se il fantasma ci ha messo il resto, le duemila lire non saltano fuori!

Raffaele :
(rodendosi il fegato) :È vero?... Va bene... (Frugandosi in tasca, fingendo meraviglia) Oh guarda il resto é proprio qui , oh per quanto uno possa essere preparato a questi scherzi dei fantasmi eppure ci si rimane sempre meravigliati !... (Mostrando le settecentotrenta lire) vedete?... E’ incredibile, dalla tavola i fantasmi me li hanno messi in tasca.

Natalino :
Ma guarda un po' che scherzi , fammi vedere !. (Prende dalle mani di Raffaele i soldi e li intasca) Bene Raffaele , arrivederci

Raffaele :
Mi scusi signore, ma non potrebbe controllare se per caso i fantasmi hanno messo nella vostra tasca le mie duemila lire !?

Natalino :
E come no, certo che dopo questa prova ! (Rovistando nelle tasche) No, non c’é niente

Raffae1e :
(non ha nessuna intenzione di sottostare al tiro di Natalino) Adesso non scherziamo , signor Natalino, ho visto tutto!

Natalino :
Ah sì e che cosa hai visto ?

Raffaele :
Ho visto che le duemila lire stavano sopra la tavola

Natalino :
E poi?

Raffaele :
(fuori di sé) E poi , e poi sono sparite!

Natalino :
E allora anche il mio resto era sparito?

Raffaele :
(esasperato, ma con senso di giustizia) Ma poi il resto é ricomparso... ! mentre le duemila lire non si sono più viste.

Natalino :
E cosa ci vuoi fare ? Spariscono tante cose qui ;cravatte, fazzoletti, asciugamani... le lenzuola?...e io non dico mai niente come mi hai consigliato Anche una frittata é sparita una volta!... Perfino un melone, ti ricordi il melone che avevo quando sono arrivato... sparito !

Raffaele :
(spazientito, come se avesse ragione lui) E voi pensate ancora al melone?...Non capisco poi perché ogni tanto tirate fuori questa storia !

Natalino :
: E le forbici?......e un bellissimo paio di scarpe gialle... adesso per esempio sono rimasto senza il cappello !

Raffaele :
Ma insomma dove volete arrivare ?

Natalino :
Da nessuna parte , Raffaele, Ma se le duemila lire sono sparite, non devi prendertela con me , ma con i fantasmi !

Raffaele :
(rassegnato) E va bene... (Minaccioso) Io me ne vado. (Si avvia per la comune) Un fantasma che fa sparire duemila lire a un pover uomo come me ! A che punto siamo arrivati ! Significa non avere scrupoli.... Significa proprio che.... il fantasma é un imbroglione ... e questo siete, signor fantasma! (Esce per la comune borbottando).

Maria dalla sinistra. Entra silenziosa, prende una rivista, vede il marito e fa per rientrare.

Natalino :
(osservandola, dopo una pausa)Maria, ma si può sapere che hai?... Se non sei contenta, dimmelo, parla. Non è meglio che ne parliamo? (Maria non lo degna nemmeno di uno .sguardo)

Maria :
: Credi che sia meglio parlarne ? (Siede vicino al tavolo).

Natalino :
Maria, io non ti nascondo mai niente. Ti dico sempre tutto. Meno, s'intende, certe incertezze, certi progetti che io stesso giudico strampalati .e che devono pesare solamente su me. E faccio male. Sì, faccio male; perché se avessi il coraggio di confidarmi mi sentirei più libero, più calmo, più sicuro. .

Maria E parla, allora.

Natalino :
Io! Ma sei tu che dovresti parlare. D'altra parte cosa ci vuoi fare? La vita é difficile Maria. Se cominciamo a pensare troppo finisce che ci facciamo delle idee sbagliate... Specialmente nel matrimonio, succede quasi sempre cosi... «Chissà mia moglie cosa pensa di me... » « Chissà mio marito cosa pensa di me... » « Chissà perché ha fatto questa cosa...» Basterebbe invece domandare: « Allora, dimmi perché l’hai fatto ». Si chiariscono le cose e si va avanti. E invece subentra l'orgoglio: « Io mi sento superiore...» :« No, io sono superiore » « Se non mi parla per primo io non gli parlo ! » E via di questo passo, i rapporti si raffreddano, nasce la sopportazione reciproca, l'insofferenza... e persino l'odio, Maria... E io posso anche capire: l’orgoglio, ma tu addirittura ti sei chiusa come un riccio. Parla, Maria, parla... Aiutami con un tuo sguardo, non dico sempre... ma una volta ogni tanto.

Maria :
: Cosa vuoi che faccia ? Ci siamo sposati, cinque anni fa, fidando sulle tue speranze di riuscire e vincere, come dicevi tu. Queste speranze ci hanno aiutato a vivere, Dio lo sa come, fino ad oggi. Tu dici che io non parlo... E ringrazia Dio! Ti seguo, faccio quello che vuoi Ma che vita stiamo facendo?... Questi soldi da dove vengono?... Questi mobili, in casa, chi li ha messi ?

Natalino :
: E a te che te ne importa?

Maria :
Come che me ne importa?... La gente fa domande

Natalino :
E perché la gente deve sapere i fatti nostri? Si capisce che non ne parlo. Non sono cose che si dicono... No se ne devo parlare... E nemmeno con te... specialmente con te... Ah per questo sei di malumore?... Ah l’avevo capito!... Maria , tu ti vuoi spiegare troppe cose! Già, non saresti poi una donna!. Sei gelosa vero ?... Non fare la sciocca, Maria. Tu deve pensare una cosa sola: « Mio marito non è scemo”

Finalmente siamo riusciti a metterci un poco a posto.. Come? Non ha importanza... Finalmente... c'è un'anima buona che ci aiuta, e speriamo che ci aiuti sempre di più in l’avvenire. Tu sei felice, io sono contento: tiriamo avanti;

Maria :
Ma, allora, tu mangi e zitto?... (nauseata, non contenendosi più) Ma tu che uomo sei?... (Incalzante) Che razza di uomo ho sposato?... (Gridandoglielo in faccia) Ti arriva un radio grammofono, con un corredo di dischi che non finisce mai, e tu te lo tieni senza chiedere niente?... Il mobile-bar... e tu zitto. Una bella mattina, così , come per incanto, ti trovi una cucina completa, nuova di trinca... fai una mezza risatina da idiota, quale sei, e zitto... (Fuori di sé) Natalino sono arrivati mobili per cinque camere da letto! E tu: (imitandolo goffamente) « Uuuh... guarda se c’é anche un anello di brillanti.. se ci sono cinquantamila lire nel cassetto... credi alla bacchetta magica? E allora crediamo anche a Babbo Natale, alla Befana, alla gallina che faceva le uova d'oro !... Perché non metti la calza attaccata al camino , la notte?... Già, non ti serve vero? tu attacchi la vestaglia!... È lo stesso. In fondo per me sarebbe comodo... Ma é il mio orgoglio di donna, l'amor proprio che ad un certo punto si ribella... All’inizio mi illudevo e dicevo: «Va bene, questo forse non l'ha gli sarà sfuggito... non ci avrà pensato... Ma tu, sistematicamente, qualunque cosa arriva, lo trovi giusto, logico. Io, poi, domando: Ma chi é che paga? e tu cosa mi rispondi “Che t'importa... Io sono contento, tu sei felice... C'è un'anima buona che ci aiuta..”. Ma se tu sei arrivato a questo punto, che niente più ti fa impressione, io no. Io me ne vado. Io, per i fatti miei, e tu con la gente come te... (Si alza e va verso il balcone di sinistra).

Natalino :
Ma è ridicolo, Maria, scusa se te lo dico: è ridicolo.... (Parlando va verso il balcone di destra e, vedendo il professore, con un risolino convenzionale) Professore... (rientra e facendo un gesto di fastidio) Quello là sta sempre alla finestra !... (alla moglie) In fin dei conti, poi, se c'è uno che dovrebbe domandare spiegazioni, permettimi di dire, quest'uno dovrei essere io. È naturale. E dal momento che io non te ne chiedo, l'incidente è chiuso! (Maria con un moto di fastidio siede di nuovo vicino al tavolo) Non ti preoccupare per me, per come entrano i soldi :in casa non si va in galera per questo. La gente?... Lasciala parlare. Diranno che io sono un farabutto, maligneranno magari, sul tuo conto... e va bene... a poco a poco non ci penseranno più e buonanotte. L'accordo deve essere tra noi due. Tu devi pensare che se io sto zitto, ho le mie brave ragioni...Lo so bene chi paga, conosco bene la fonte di questi soldi ma non posso parlare.... Non mi conviene. Mi sono informato presso persone che si sono trovate in situazioni simili e tutti mi hanno detto “ Mi raccomando tacete, se no finisce tutto!” Mettitelo bene in testa Maria, se qui mi metto a parlare chiaro, tu non resti più con me, te ne vai... scappi.

E io non possa perdere questa comoda situazione ... Tu credi che potevamo :continuare a vivere di miserie, di privazioni, di stenti, volendoci bene come Giulietta e Romeo... io desiderando un vestito e tu un paio di calze di nylon?... Dopo 6 mesi di attesa, sempre delusa, per via che non si è avverata quella tal cosa , perché Tizio non ha mantenuto la promessa del posto che mi aveva fatto intravedere.... Con la pancia vuota Maria si perdono anche i sentimenti .....Giulietta e Romeo dovevano essere ricchissimi, se no dopo tre giorni si pigliavano per i capelli ... Non stare ad ascoltare le chiacchiere... Adesso chissà perché ci arriva un po' di benessere e invece di essere contenta , la Signora Maria si ribella ! Ma fammi il piacere! E guarda, t'avverto: non torniamo più sopra a questo argomento e non facciamo più delle storie perché io voglio campare bene. Voglio mangiare , bere , voglio vestire bene. Non voglio stare li a contare le sigarette ... alla Domenica voglio anche il dolce !. Eh no, cara...qua devono arrivare delle altre cose.. (gridando come per farsi sentire) Cosa crede di avere fatto quello là?... deve fare ancora meglio ... .Adesso mi servono duecentomila lire... E me le deve dare .... Le voglio !!..... Tu sei una donna che vale, devi vivere bene e non ti puoi contentare tanto facilmente. E lasciamo questi discorsi, queste sciocchezze che non approdano a niente. Io scendo, torno fra mezz'ora. Vado all'Agenzia per vedere se ci sono novità per la pensione, prima che venga a piovere... (Si avvicina a uno dei balconi per fare delle previsioni) Mi pare che venga a piovere (Si avvia per la comune) Chi paga .. i soldi da dove vengono ?... Ma perché indagare? Perché voler entrare in cose che non ci riguardano.. Lasciamo correre e Tiriamo avanti... (Esce per il fondo).

Maria :
(nauseata, quasi piange) Che uomo! Che vergogna!

Alfredo :
: (affacciandosi dal finestrino della parete di fondo a sinistra e accendendo una sigaretta) .Finalmente. Non credo che avrai più dubbi sul modo di pensare e sui sentimenti che spingono quell'individuo. (Scende le scale interne ed entra nella stanza) E tu non ci volevi credere... Quando te lo dicevo io cambiavi discorso. Io capivo che ti dava fastidio e cercavo di rispettare i tuoi sentimenti: ma la cosa, scusami, è talmente sporca!

Maria :
Ti prego, Alfredo. Cerca di capire e risparmiami almeno l'umiliazione...

Alfredo :
: (avvicinandosi a lei, tenero) .Umiliare te? Ma neanche per sogno, Maria mia. Voglio, solamente, farti capire che le mie idee non erano del tutto sbagliate e che, soprattutto, i miei progetti sono più che logici, per cui metterli in pratica non è più un nostro diritto, ma un dovere.

Maria :
(come per convincerlo dell'assurdo) Alfredo... per favore

Alfredo :
: Ma cosa aspettiamo ancora ! Posso forse lasciarti nelle mani di questo sfruttatore? Ti dico sinceramente che non me la sento. Quando lui parlava, io sentivo tutto da quel finestrino... e ti giuro che, ad un certo punto mi é montato talmente il sangue alla testa che ho pensato « Adesso scendo e lo meno... » « E non è finita ... adesso dice mi servono duecentomila lire... le deve trovare ... me le deve dare ! Sta fresco, se pensa che io tiri fuori duecentomila lire! gli do duecentomila cazzotti sul muso !..Ascoltami é tutto pronto Scappiamo insieme ...

Maria :
Alfredo , ma tu credi che sia facile. Tu sei sposato ... Io sono sposata... Ce ne andiamo insieme?... E poi che succede?... O tua moglie, o mio marito chiamano la polizia, ci fanno sorprendere e ci fanno arrestare Proprio cosi. La polizia... e finisce il romanzetto.

(I due si voltano a guardare Gastone che è entrato un po' prima, si é fermato al .finestrino in osservazione della scena e ha ascoltato il dialogo. Alfredo lo ha riconosciuto e rimane malissimo. Maria, al contrario, non comprende né immagina chi possa essere il nuovo arrivato. Intanto, Gastone scende le scale ed entra nella stanza. Silenziosamente si avvicina Alfredo e interviene deciso)

Alfredo :
Bada, non offendere la signora se no ti piglio a schiaffi.

Gastone
: Lascia stare gli schiaffi, Alfredo . Pensiamo, invece, alle cose serie. Io sono già abbastanza nervoso e ho un mal di testa fuori misura! Già, un mal di testa di stanchezza.. per una nottata che non dimenticherò più finché campo Ed é per colpa tua. Perché sono stato sette giorni in campagna da tua moglie per farle un poco di compagnia. E quella casa è piena di bestie :Stanotte alzo il lenzuolo: una lucertola a letto, grossa così.. Allora ho chiuso le due finestre e la porta, per ammazzarla con la scopa, le ho dato una gran botta, convinto di averla uccisa... e invece niente non sono stato capace di trovare la lucertola morta. Porta e finestre erano chiuse... Ho messo la camera sottosopra: niente. Non ho chiuso occhio tutta notte perché avevo paura che ritornasse... Mi pare quasi di sentirmela addosso.

Alfredo :
Ma come hai fatto ad entrare in casa da quella scala?

Gastone
: Quelle non sono le scale del terrazzo?

Alfredo :
Certo.

Gastone
: E dal terrazzo, scavalcando un piccolo muretto e attraversando un passaggio pensile, non si va a finire nella camera al quinto piano del palazzo accanto, che hai preso in affitto per poter vedere più comodamente la signora?

Alfredo :
E a te chi l'ha detto?

Gastone
: Tua moglie.

Alfredo :
Armida?

Gastone
:Armida.

Alfredo :
E come l'ha saputo?

Gastone
: Ma tu credi che poiché mia sorella sta sempre zitta o quando parla dice sempre di sì, sempre tranquilla, sottomessa, credi che sia stupida?... L'hai voluta segregare a Bellaria con la scusa che i figli dovevano fare i bagni. I bagni sono finiti dal mese di settembre, siamo già ad ottobre ! ci è andata, ci è rimasta... ma tu credi proprio che vada tutto liscio? Ti sbagli. Armida non si rassegna e soffre più di quanto possiamo pensare noi. Ti ha messo un investigatore privato alle calcagna e conosce ogni tuo passo, ogni tuo respiro. Alfredo , lei ha una pianta completa di questo palazzo e dell'appartamento che tu hai preso in affitto ! Se non ti ha fatto sorprendere fino ad oggi, devi ringraziare me che sono riuscito a convincerla di non fare scandali di non peggiorare la situazione. E soprattutto perché, in fondo, povera donna, spera sempre in un tuo ritorno. Guarda... È diventata che non la si riconosce più E anche i figli perché risentono delle sofferenze della madre. Costretti a vivere in una casa di campagna, senza comodità... Per prendere un poco d'acqua devono andare al pozzo.. L'altra notte poi é stato un inferno : svenimenti, crisi di nervi, si voleva avvelenare... Se tu sapessi quello che é successo !. E’ caduta di colpo per terra e si é rotta la testa, sangue dappertutto con i figli che strillavano... L’ho dovuta portare da un medico ... Non ti dico le peripezie per trovarne uno, in un paese e a quell'ora della notte. Io ti voglio bene, lo sai, e ti sono più amico che cognato . Senza pregiudizi, anzi, spesso ci siamo divertiti insieme. Anche io sono sposato, anch’io ho avuto le mie avventure, ma queste cose non le capisco!

Alfredo :
E’ vero tu sei un’altra cosa ... ma tua sorella, scusa se te lo dico, è una donna impossibile. Non possiamo andare avanti così, Gastone, non possiamo. A parte il fatto che, in quindici anni di matrimonio, mi ha sempre torturato con la gelosia...

Gastone
: : Sentiamo che altro c'è...

Alfredo :
: Tutto e niente, Gastone Cose da niente , di cui certe volte, mi vergogno io stesso. Quando la sposai ero studente in un piccolo paese. Sai, da giovane si hanno certe idee... Lei era figlia di un ottima famiglia... Il padre un egregio maestro di musica... pensai che non c'era neanche da fare paragoni con una donna di una grande città. Piano piano, invece , la sua mentalità venne fuori. Niente di male ma, certe cose, Gastone, non le sopporto. Veste male, anzi malissimo. E’ fissata di avere una bella voce, e pretenderebbe la mia complicità nel chiederle di cantare quando viene gente a casa o quando andiamo insieme a casa d'altri. Vedi, sembrano cose puerili, ma hanno la loro importanza. Poi è noiosa, assillante; gelosa...

Gastone :
é vero, questo è vero... Io glielo detto mille volte: «'Fai attenzione non scocciare sempre tuo marito... Lascialo !in pace... Lo perdi! Lo perdi!

Alfredo :
E m'ha perduto, Gastone, ti giuro che mi ha perduto. Io a casa non ci torno.

Gastone :
Ma non dire sciocchezze. E i figli?

Alfredo :
Ai figli non farò mancare niente! Ci mettiamo d’accordo, qualunque cosa, non bado a cifre... Basta che finisca qui.

Gastone :
E già, tu cosi, credi di liberarti di una famiglia: una moglie e due figli. E si capisce... Tu hai una posizione finanziaria invidiabile e puoi permetterti questo ed altro. Però, ricordati, che tutto ha un limite, che stai spendendo come un pazzo, che questa donna (indica Maria) ti porterà alla rovina.

Maria :
Non posso rispondervi perché sono dalla parte del torto: vi dico solamente di moderare i termini, altrimenti mi costringerete a mettervi alla porta.

Gastone :
Non c'è ne bisogno, perché vi garantisco che non vedo l'ora di uscire da questa casa. (Al cognato) In quanto a te, ti accorgerai un giorno quale genere di donna hai avvicinato.

Alfredo :
Gastone, modera i termini.

Maria :
Voi non potete sapere niente sul mio conto, non avete il diritto di giudicare. Gastone : No, io so tutto e vi giudico: vostro marito è uno sfruttatore e voi siete una mantenuta !!.

Alfredo :
: (gridando) Basta !. (A Maria, che è scoppiata a piangere) Tu, vattene in camera. (A Gastone) E tu è meglio che te ne vai se no finisce male... (Maria accompagnata da lui entra nella prima a sinistra) Non ho bisogno di un tutore. Io faccio quello che mi pare e non permetto a nessuno di immischiarsi nelle mie faccende. Fammi il piacere, vattene perché ci dai fastidio. (Esce a sinistra seguendo Maria).

(entra Natalino :)

Gastone :
(commiserandolo) Povero te, povero imbecille! (Natalino lo guarda indifferente

Gastone :
Con quale coraggio vi presentate nel mondo dei vivi? Nel mondo degli uomini veri, onesti?... Non sentite l'orrore di voi stesso? È triste, è veramente triste dover constatare che un essere fatto di carne ed ossa possa rimanere indifferente a tutte le porcherie che gli sono intorno. Siete un uomo da niente... Rispondete...

Natalino :
(dalla comune, vedendo Gastone diventa cauto, guardingo. Non riesce a capire se vede o stravede) Ma siete un uomo, voi?

Gastone :
E lo mettete in dubbio?

Natalino :
(perdendo la pazienza e gridando) Ma voi chi siete?

Gastone :
: Chi sono, non ha importanza. Ho fatto un'apparizione in casa vostra, ma sparisco subito. Ma so cosa siete voi !

Natalino rimane perplesso, comincia a credere di intravedere e lo guarda fisso con un mezzo sorriso.

Natalino :
Mi conoscete?

Gastone :
Perdío se vi conosco! Siete uno schifoso !

Natalino :
Ma spiegatevi meglio.

Gastone :
Meglio di come mi sono spiegato? E come avrei potuto definirvi meglio? Voi non vedete perché non volete vedere, e quando vedete, fate finta di non vedere.

Natalino :
: Voi avete detto che avete fatta un'apparizione e che dovete sparire... Siete uomo o fantasma?

Gastone :
E avete anche il coraggio di scherzare... Fate finta di non capire ....Ma già, non vi conviene: la cosa è troppo sporca.

Natalino :
(esasperato) Ma quale cosa?

Gastone :
Non lo sai?... E già, fai finta di non sapere niente ! Ma io voglio aver il piacere di dirtelo in faccia, almeno mi cavo una soddisfazione . Può anche darsi che, sentendotelo dire apertamente, ti si risvegli un poco di orgoglio, se te ne é rimasto. I soldi che tu spendi sono maledetti da anime innocenti...

Natalino :
(sempre più convinto) Lo vedete che siete fantasma...

Gastone :
Sai perché puoi fare le spese che fai e condurre la vita che conduci?... Perché mio cognato... e te lo voglio proprio dire: mio cognato... (Non finisce di parlare. Si ferma, come per incanto, con l'espressione e col gesto che accompagnava l'ultima parola. Fissa con gli occhi nel vuoto con uno sguardo di spavento come per una visione terrificante. tutto un attimo. Poi comincia a fare una specie di danza orientale, ridendo come se qualcuno lo solleticasse. Nel contempo emette un grido lacerante, cercando di colpire con tutte e due le mani qualche cosa che corre e cambia di posto sul suo corpo. Poi con danze e piccole piroette e gridolini esce per il fondo a destra.)

Natalino :
( terrorizzato e divertito insieme)E cosa può aver mai visto ? (Scappa a sua volta per la prima a destra).

Contemporaneamente, seguita da due ragazzi, maschio e femmina, di dodici e di quattordici anni, e da due vecchi, entra dalle scale del terrazzo una donna sui quarant'anni. il suo passo è lento, inesorabile, deciso. Veste un sobrio completo di colore scuro. Porta un cappellino calzato male, appena poggiato sulla testa Per via di una ferita che ha nel bel mezzo della fronte, medicata da un quadratino di garza e una croce di al collo. Il suo pallore terreo, i suoi occhi arrossati dal sonno, il suo incedere da sonnambula formano un insieme di tristezza rassegnata e di amor proprio offeso. Non ha perduto, pertanto, la dignità. La ragazza veste di bianco pure le calze, pure le scarpe sono bianche. Porta un fiocco verde all'estremità della treccia striminzita. E’ vestita come vestono i morti in Sicilia Pallida e magra come un chiodo. Triste per natura, assente per debolezza. Il maschio, invece, è tarchiato e panciuto. Troppo basso per i suoi dodici anni. Pantaloncini corti e giacca di colore incerto. Ha un tic nervoso: di tanto in tanto spalanca gli occhi e muove la testa allungando il mento come per raggiungere, con esso, l’omero della spalla destra, ripigliando poi fulmineamente il suo aspetto normale. I due vecchi, una donna e un uomo vestono in nero un po' all'antica. Il tragico corteo si è fermato in fondo con le spalle alla porta di ingresso. Inesorabile attende. Il ragazzo non può contenere il suo tic. Inframmezzato da brevi pause, ne è preso due o tre volte. In lontananza il tuono. Natalino entra dalla prima a sinistra, scorge il gruppo, torna sui suoi passi e scompare. Dopo poco esce di nuovo. E, come nella scena del primo atto quando aveva visto il fantasma, cerca di essere disinvolto. Con passi lenti, incerti attraversa la scena e prende posto al lato sinistro di essa. Il gruppo è sempre fermo lì, statico. Egli allora con voce tremante domanda:

Natalino :
Chi siete?

Armida :
(con tono di voce opaco) Signore, voi in me non vedete una donna, in queste figure non vedete una famiglia... Voi vedete cinque fantasmi !

Natalino :
(rassicurato dalla dolcezza di voce di Armida) Accomodatevi.

(Fuori il temporale comincia con tuoni sinistri e lontani, proprio nel momento in cui Armida comincia a muoversi.

Armida :
(accettando di buon grado l'invito) Grazie.

(Tutti prendono le sedie e siedono a loro volta.)
Io sono morta un anno e mezzo fa. Natalino : Ah è recente ! (Tuono in lontananza).

Armida :
Queste due figure di adolescenti... (Li mostra) Pulisciti il naso, tu... (Col fazzoletto pulisce il naso alla femmina) E tu... (al maschio che in quel momento e in preda al tic) smettila, controllati... Lo fai apposta... (A Natalino) È uno spirito di contraddizione... Queste due figure di adolescenti, vi dicevo, sono due morticini. (Tuono più forte.)

Armida :
(Tragica per la sua freddezza) Io fui uccisa mentre amavo, nell'istante in cui le vibrazioni del mio cuore, del mio animo, dei miei sensi... capitemi, toccavano l'acme della completa, capitemi, completa felicità...

Natalino :
Proprio in quel momento?... Che peccato!

Natalino :
Voi siete la damigella!

Armida :
Fui una damigella! (I due vecchi fanno un lamento come un rimpianto) La mia vita era tutto un sorriso, ignara del male, :propensa al bene... Fiori e musica fu la mia esistenza... (I due vecchi si lamentano con un rimpianto. Armida si alza e canta una romanza. Dopo il canto, tuono più forte.)

Armida :
(si siede e risponde, parlando a Natalino) Mai ombra di peccato sfiorò l'animo mio... (Al ragazzo che è ripreso dal tic) Stai fermo se no ti do una sberla che ti faccio uscire il sangue dal naso! Dunque... (Non ricordando ciò che diceva, con tono normale a Natalino) Che stavamo dicendo? ;

Natalino :
(che è fisso a guardare il ragazzo) Signora non mi ricordo neanch’io

Armida :
Allora siete sordo.

Natalino :
(indicando il ragazzo) No é che guardavo lo spiritello... (Ricordando) Ah, che la vostra vita era tutta un sorriso... ,

Armida :
(riafferrando il filo del discorso) Sì,si ma adesso tacete.. (Riprende il tono melodrammatico di prima) Mai ombra di peccato sfiorò l'animo mio. Ero fiorente, giovanile... ma dopo un anno e mezzo di morte continua...

Natalino :
(reggendosi la testa con le mani) Ma guarda un po' parlare con i fantasmi come tra persone viventi di questa terra..... E il nobile cavaliere?

Armida :
(rannuvolandosi d'improvviso) E’ morto ! E fu lui a volerlo. Cosa voleva? Cosa cercava? Cosa altro potevo fare per lui? Non gli facevo mancare nulla... (Commossa) Gli piacevano tanto le tagliatelle al ragù...

Il vecchio :
Carogna!

Natalino :
Ah... usavano anche allora?

Armida :
E come no ! Gliele facevo con le mie mani... Mi venivano i dolori ai polsi. Mi diceva Armida al mercato sono arrivati i peperoni e Armida faceva i peperoni ripieni. .« Armida, sono arrivate le melanzane». E Armida :faceva la «parmigiana»... lavavo il vestito, facevo la piega ai pantaloni, il fazzoletto in tasca tutto a puntino, come piaceva a lui... schifoso, lurido, maiale! E adesso di notte non rientra, e mi lascia , povera sconsolata, sola, con questi poveri spiriti (indica i figli). Che ti possano uccidere! Dice che io lo scoccio... Che tu possa passare duemila guai al minuto. Lo scoccio, lo scoccio?

Natalino :
Sarà una impressione.

Armida :
Perché sono premurosa, grandissimo fetente! Perché mi piglio cura di te, grandissimo schifoso! Si capisce, per lui è comodo. Mi ha lasciata sola con questi due poveretti (indica di nuovo i ragazzi)... e se l'è squagliata! E io?... Io!... Quale vantaggio mi ha dato questa unione? Prima il purgatorio, poi l'inferno... perché io sto all'inferno... Natalino : Adesso si spiega!

Armida :
(riprendendo) Mi aspettavo il paradiso, ma il paradiso non è mai venuto.

Natalino :
E mai verrà, perché dite troppe parole cattive !

Armida :
Prima la nostra vita era stata un tormento. Mi toccava di vederlo di nascosto, notte tempo, sempre col batticuore. C'era il divieto: in casa mi proibivano di vederlo... Natalino : Scusatemi, ma aveva ragione.

Armida :
Chi, aveva ragione?

Natalino :
Come chi ? Il signore, Il grande di Spagna... .

Armida :
(che non capisce si adira perché pensa di essere presa in giro) Il Grande di Spagna?

Natalino :
(s'inginocchia, appoggia i gomiti sulla sedia con il volto tra le mani) Per favore non mi fate niente...

Armida :
Siete Natalino Lolli, è vero? :

Natalino :
Come posso nasconderlo a voi che siete nel mondo della verità?...

Armida :
(con sufficienza) So tutto, e posso conoscere tutto. Natalino Lolli so che tu sai, ma non voglio crederlo, sarebbe mostruoso... E se non sai, apri gli occhi. Tu solo puoi salvarci e darci pace

Natalino :
(per non urtare la suscettibilità , in tono bonario) Ma anche voi fare certe....porcherie ! (vedendo che quelli si risentono alle sue parole) Io poi che ne so io ... Per favore cercate di sparire perché devo andare a dormire.

Armida :
Mi accorgo che voi volete scherzare, che vi divertite a prendermi in giro. E potete, voi signore, dileggiare un insieme tanto pietoso?... (Si avvicina al ragazzo che è in preda al tic e, senza tralasciare il tono e continuando il suo discorso, gli dà uno schiaffo. Il ragazzo traballa, poi si riaggiusta sul suo posto) Non sentite tenerezza per queste creature che furono anch'esse miraggio di carezze paterne?... (Tutta la famiglia piange. D'improvviso Armida cambia tono, assume quello di un presidente di corte d'Assise che deve leggere il dispositivo di una sentenza al condannato)

Armida :
Natalino Lolli! Salvaci, Natalino Lolli. Con un gesto, con un ritorno di coscienza, tu puoi salvare queste anime in pena... (Tutti a mano stesa lo implorano) Tu puoi: fai resuscitare questa famiglia...

Natalino :
Ma io non sono il Padreterno, come faccio?

Il vecchio Fateci resuscitare!

Natalino :
Posso far dire delle Messe, posso fare dell'elemosina

Armida :
(insistente) Tu puoi. Mostrati a tua moglie quale sei.....e se persiste, uccidila. Tutti : Oh no, no, no !!!(tornano verso destra e con le mani levate fanno gruppo)

Armida :
Sì, se la uccidi saremo salvi tutti.( Tuono e scarica elettrica)

Alfredo :
: (al termine del tuono entra nella stanza come il tuona stesso, investendo Armida :) Finalmente ! Finalmente ti sei scoperta. Tu saresti l'anima buona, tutta religione, casa, chiesa e carità cristiana? Sei una vipera, ecco cosa sei! Vuoi la tragedia Un cadavere dovrebbe esserne il punto esclamativo ! (Tuono e scarica elettrica). Natalino incantato gira da una parte all'altra della scena osservando ora l’uno ora l'altra. Il tutto gli dà l'impressione di uno spettacolo fantastico. Per vedere meglio sale sulle sedie, sui tavoli: assiste come uno spettatore che ha pagato il biglietto.

Armida :
Sei qua, lo sapevo, nobile cavaliere che vaghi indisturbato...

Alfredo :
Sì e vagherò sempre. È la mia condanna! (piangendo)

Ragazzi : Papàaa! (Si aggrappano a lui, ma i due vecchi li riprendono vicino a loro).

Armida :
E’ per queste creature che sparirò, volevi un cadavere ebbene un cadavere ci sarà! (Prende una bottiglietta dalla borsa e mostra a tutti il pugno chiuso) Arsenico!

Gastone :
(precipitandosi verso Armida, seguito dai due vecchi, .Alfredo e i ragazzi) No... no !

Armida :
(sfugge cercando un posto indisturbato per ingerire il veleno)... ecco il cadavere...

Gastone la raggiunge e insieme ad Alfredo, ai due ragazzi che piangono con le bocche spalancate, e ai due vecchi fanno gruppo in un punto della scena impegnando una strenua lotta per evitare il peggio. Sono preghiere, imprecazioni, braccia tese verso il cielo. E di tanto in tanto formano dei gruppi allegorici simili a quelle oleografie che presentano in atteggiamenti diversi, le anime del purgatorio. Il temporale è imminente. Le scariche elettriche si susseguono a ritmo accelerato. Cesira e Raffaele che alle grida sono accorsi, sono fermi verso il fondo. Cesira, grida come un ossesso e con ossessione si affanna a rifare la scena di quando vide il fantasma sul terrazzo. Natalino , ormai atterrito, non riesce più a seguire le apparizioni, sconvolto trova scampo fuori da uno dei balconi, chiudendo dietro di sé i battenti e spiando

Una lavandaia, una cameriera che si trovavano a passare dalla scala di servizio ai gridi sono apparse anche loro e commentano l'accaduto. Un cuoco si è affacciato al finestrino. Il temporale assume caratteri apocalittici
.

Alfredo :
: Basta mi hai seccato ! Hai avvelenato i migliori giorni della mia vita. (Gridando) Vai all’inferno... all'inferno !...

Gastone :
(dal finestrino del terrazzo) Anch’io te lo dicevo... te lo dicevo... Lo perdi... Lo perdi!... (Rientra e poco dopo scende nella stanza. Natalino per vedere meglio sale sul divano e con gesti fa capire al pubblico che l'apparizione è scomparsa.)

Natalino :
È sparito ! Sta per piovere

Alfredo :
Armida, smettila Perdío !

Raffaele :
Signore preghiamo la Madonna!

Armida :
Maledetta anima mia! Maledetta... (E ripete come una ossessione) Maledetta. . Maledetta ! Maledetta ! Sì, mi perde! (In preda ad una crisi isterica si agita e grida disperatamente) Non ne posso più... Non ne posso più! Distrutta, annientata! Follia... Follia... (Spingendo i due figli verso Alfredo) Ecco prendili !!

Gastone :
(riesce a strappare il veleno dalle mani di Armida e rivolgendosi a Maria che in questo momento appare sul limitare dell'uscio di sinistra e vi rimane ferma) Lo vedete, signora... lo vedete. Siete contenta?... Lascia questa casa, Alfredo, torna in te! Te lo ordino.

I ragazzi :
papàaaa!...

Maria rientra. Armida ormai è svenuta e la trasportano a braccia Alfredo e Gastone, Attraverso la comune seguiti dai parenti. Ora gli scrosci di acqua investono Natalino, il quale cerca ripararsi alla meglio, non osando di rientrare in casa. Il temporale è al suo culmine. Data la conformazione della scena e la funzione dei due balconi, il pubblico deve avere la sensazione di trovarsi allo scoperto come Natalino stesso.

Natalino spia nell'interno della camera e si ritrae spaventato nel frattempo scorge il prof. Santanna, naturalmente si preoccupa di mostrarsi disinvolto, di buon umore)

Natalino : Tutto calmo, professore, tutto tranquillo ! ( Intanto all’interno gridano e gesticolano come anime dannate. Si rivolge di nuovo al professore con risate isteriche e cantilena infantile) Ah... ah... ah... Non è vero niente, professore: ah. ah... ah... Non è vero! I fantasmi non esistono, li abbiamo creati noi, siamo noi i fantasmi... Ah. ah... ah... Intanto il temporale continua e quelli che litigano, nell'interno della camera, sempre gridando giungono sul limitare dell'uscio di ingresso, Natalino per mostrarsi sempre più disinvolto canta: Ah... l’amore che fa fa'...

Nessun commento:

Posta un commento