lunedì 10 dicembre 2012

Eduardo De Filippo - QUESTI FANTASMI - Primo Atto-il copione

L'ARTE DELLA COMMEDIA






QUESTI FANTASMI

 
Un grande camerone d'ingresso che disimpegna tutte le camere di un antico appartamento.



Per la vicenda che mi accingo a narrare, la disposizione scenica d'obbligo è la seguente: due lati del boccascena, tra il proscenio e l'inizio delle due pareti, formando l'angolo per la prospettiva del pubblico, e non offenderne la visibilità normale, fanno corpo a sé due balconi che, s'immagina, fanno parte dell'intera distesa del piano.

Lo stile di essi è decisamente “Seicento” Alla parete di sinistra e a quella di destra, due porte che danno accesso nelle altre camere.

L'ingresso comune è in fondo a destra. Dalla parete di sinistra, a circa un metro dalla porta, in linea orizzontale, parte un'altra parete che, quasi al centro del palcoscenico, forma l'angolo e va a chiudersi diagonalmente, con la parete di fondo, accanto alla porta d'ingresso.

Su quest'ultima parete, un altro vano con porte di legno grezzo lascia vedere i primi due gradini di una scalinata che si perde in quinta e che porta sul terrazzo. Infatti, da un finestrino “ad occhio “ che si troverà sulla parete di fondo a sinistra, quella che parte in linea orizzontale da sinistra a destra, è possibile vedere e controllare chi sale e che scende dalla terrazza.

Sparsi per la scena, vi saranno alla rinfusa ogni sorta di masserizie: cesti di stoviglie, Utensili da cucina, candelieri, involti grandi e piccoli e qualche mobile. Insomma, dal disordine e dalla varietà degli oggetti s'indovina che un nuovo inquilino sta effettuando la presa di possesso dell'appartamento stesso. All’alzarsi del sipario, la camera è completamente buia. Dopo poco, si ode dall'interno un rumore di passi e s'intravede una tenue luce di candela.

Raffaele :
(di dentro) Per favore stai davanti,... Bravo, così: tu cammini avanti, e io ti faccio luce di dietro. Abbiamo sempre fatto così per portare la roba, io deve stare sempre di dietro é meglio che te lo metti bene in testa.

Entra un facchino recando due sedie, una valigia e molti cappelli da uomo, infilati l'uno nell'altro, che a stento riesce a reggerli in equilibrio sulla testa.

Raffaele :
, (che lo segue a breve distanza, gli grida): Adesso apro il balcone !... (Avanza incerto e preoccupato verso uno dei due balconi. Dopo pochi passi si ferma e si volta repentinamente al facchino) Tu però non andartene eh ! (il tono della sua voce è anormale) Ma che hai paura ? Entra dentro... (Il facchino avanza di qualche passo). Bravo. E soprattutto non andartene... (Finalmente si è avvicinato al balcone di destra e lo apre: la scena si illumina a giorno) Oh ! finalmente, la luce ! (Apre l'altro balcone) (Il facchino ha poggiato tutto in un angolo della scena e fa per andare. Quasi irritato investendolo). E dove vai ?...

Facchino:
Vado a prendere l’altra roba!

Raffaele :
E bravo e io resto qui da solo !.... Ma cosa hai ? fretta ? Adesso sale il tuo collega, lui resta qua e tu scendi !

Facchino
E l'armadio? Come faccio a portarlo da solo? Quello pesa due quintali.

Raffaele :
Allora aspettiamo la signora ! Quando lei viene noi scendiamo (all'ingresso entra l'altro facchino recando altre valige, una scopa, uno spolverino e qualcosa d'altro) Metti qua per terra (Il secondo facchino esegue) Cos’altro c’é rimasto la sotto ? (I facchini si preparano a scendere)

Raffaele :
Ah ma allora non avete capito! Se voi scendete scendo anch’io! E invece non posso lasciare la casa aperta perché sono io il responsabile!

Facchino:
Allora che facciamo qui si perde tempo!

Raffaele :
Perché se guadagni del tempo cosa te ne fai ? lo mangi il tempo ? e se perdi del tempo sei ridotto sul lastrico ? Ho detto aspettiamo che venga qualcuno, io resto qua con quel qualcuno e voi andate a prendere l’armadio

Facchino:
(al 2° facchino) Allora aspettiamo (I due facchini si siedono). Ma voi perché non volete rimanere qui da solo ?

Raffaele :
Questi sono affari che non vi riguardano! Se lo volete sapere soffro di solitudine va bene !

Gastone :
. (Sui trentaquattro anni. Simpatico, gioviale, ma di cattivo umore. Arrogante. Entra dal fondo e si rivolge a Raffaele.) Scusate, ci sono altri piani, sopra? -

Raffaele :
Nossignore: sopra c'è il terrazzo.

Gastone :
Ma non c’é un portiere in questo palazzo !? Ho domandato informazioni a una donna che stava sul portone, ma non mi ha saputo spiegare niente.

Raffaele :
Una donna con tutti i capelli bianchi?

Gastone :
Già.

Raffaele :
Quella è mia sorella: non fateci caso è scema.

Gastone :
È scema e la mettete a guardia del palazzo?

Facchino
Allora, noi andiamo a prendere l'armadio. (I due fanno per andare).

Gastone :
Io me ne vado subito.

Raffaele :
(gridando ai facchini) Aspettate! Non avete sentito che il signore se ne va subito? (I due siedono di nuovo)

Gastone :
E’ questo è il nuovo appartamento che ha preso in affitto Natalino Lolli? Raffaele : Precisamente.

Gastone :
E lui non c'è?

Raffaele :
Nossignore. L'appartamento l’ha affittato da quasi due mesi , i mobili sono già arrivati, ; la camera da letto, la stanza da pranzo, il salotto;........ ma non si decide mai di venirci a dormire. Oggi ha mandato quest'altra roba e m'ha fatto dire che stasera, finalmente, piglierà possesso della casa,

Gastone :
con la moglie ?

Raffaele :
(seguendo un suo pensiero) La moglie... già.

Gastone :
E ha mandato molti mobili? Roba di valore? E questo é un palazzo nobiliare? Ohe! Vi siete mangiato la lingua?

Raffaele :
Questo è un palazzo del Seicento... e quello che lo fece costruire, a quell'epoca, contava più di un re. Quando gli veniva in mente faceva la guerra a qualcuno che gli era antipatico....... Avete visto il grande cortile?... Lo fece costruire per una damigella che era la sua amante... E come era bella !... E siccome il suo desiderio era di possederla per tutto l'anno, ogni giorno in una camera differente, il palazzo ha trecentosessantasei camere.

Gastone : :
Ma l'anno è di trecentosessantacinque!

Raffaele :
Per via del bisestile !.. Questo palazzo ne ha visto di tutti i colori.

Gastone : :
Palazzo storico.

Raffaele :
Altro che storico! Questo la storia l’ha fatta !

Gastone :
E adesso, quest'appartamento qua, l'ha preso in affitto questo Natalino Lolli

Raffaele :
Ve l’ho detto, ha messo a posto la camera da letto, la camera da pranzo, il salotto, la cucina e questo ingresso Questo è un appartamento di diciotto stanze !

Gastone :
Accidenti e quanto paga al mese?..

Raffaele :
Questo non ve lo so dire.

Gastone :
Bene me ne vado ripasserò domani o dopodomani (allunga dei soldi a Raffaele) Tu comunque informami quando vengono.

Raffaele :
(intascando il denaro) Sarà fatto, signore.

Gastone :
Arrivederci (Parlando tra sé e avviandosi) Diciotto camere... palazzo antico... Io glielo dicevo “Lo perdi Lo perdi! “ (Esce per la comune).

Facchino:
(come per dire: « sbrighiamoci ») Signor Raffaele !

Raffaele :
Lo so , lo so ma insomma un po’ di pazienza... (Gira per la scena, si sofferma a rovistare in un cesto, ne tira fuori dei fazzoletti colorati e delle cravatte. Osserva il tutto) Questa é roba buona... (Facendo attenzione di non farsi scorgere dai facchini, intasca qualche cravatta e fazzoletti. Poi disinvolto) Vediamo un po’ se arriva qualcuno ! (Si affaccia al balcone a sinistra). Aspettiamo (Scorge e saluta rispettosamente, verso il pubblico, il prof. Santanna, che abita un appartamento del palazzo di fronte). professore I miei rispetti !. (Rimane in ascolto per quello che gli sta dicendo il professore) Come ? No oggi prende possesso dell'appartamento. E, secondo me, domani se ne va. Non potrà resistere. (Rimane in ascolto) Stanotte? (Rimane in ascolto.) Una luce? Dove ? Ah, proprio su questo balcone qua? (Rimane in ascolto.) Anche su quell'altro? (Indica quello di destra) E pure sul terrazzo? Certo che se lo dite voi, chi lo può mettere in dubbio. E la testa di elefante, da quanto tempo non la vedete? (Rimane in ascolto.) Da venti giorni? E il fumo? Ieri sera? Pure con le scintille? E il guerriero, non si è fatto più vedere, il guerriero? (Ascolta per concludere) Per me gli faccio la consegna dell'appartamento, gli faccio tutte le raccomandazioni che mi ha detto di fargli il padrone di casa, e scendo.

Facchino:
(vedendo arrivare Natalino) E’ arrivato il signore ! (l’ altro facchino si alza.)

Natalino entra dall'ingresso. E un uomo sui quarantacinque anni. Ha un viso tormentato, forse per la continua ricerca di una svolta, d'una soluzione che gli permetta di vivere un po' di vita tranquilla e di offrire a sua moglie qualche agio. Ha lo sguardo irrequieto dell'uomo scontento, ma che non si è dato per vinto. Insomma, i guai non lo sorprendono mai. È sempre pronto al “ punto e a capo “.Di colorito pallidissimo. Veste senza ricercatezza ma pulito. Porta con sé, e la stringe fra l'avambraccio destro e il petto, una gallina. Da un dito della stessa mano, mediante un giunco, pende un melone. Sotto l'altro braccio, un fascio di diversi bastoni e due ombrelli. Agganciata al mignolo della mano sinistra ciondola una gabbietta con dentro un canarino verdone. Il suo passo è incerto, cauto, guardingo, come quello di Raffaele il portiere all'inizio dell'atto. Rivolgendosi facchini:

Natalino :
E voi cosa fate qua ? avete lasciato l’armadio sul portone, il carretto abbandonato ....E io giù ad aspettare che voi sendiate ... avevo voglia di stare ad aspettare

Facchino:
Non se la prenda con noi! E’ stato il signor Raffaele che non ci ha voluto far scendere ! Diceva che non voleva rimanere solo !

Natalino :
Che esagerazione ! E dov’é adesso questo Raffaele?

Facchino:
Là sul balcone (Lo indica). (chiamando) Raffaele, signor Raffaele.

Raffaele :
Subito (Poi al professore) Permesso. (Rientra) Oh benvenuto signor Lolli. (Alludendo agli oggetti portati da Natalino). Date a me.

Natalino :
(appoggiando la gabbietta sul tavolo e porgendo il melone a Raffaele) Prendete questo (Raffaele esegue).

Raffaele :
Vi siete deciso, finalmente.

Natalino :
E questa gallina dove la metto ? Io l’avevo detto a mia moglie, accendiamo l’acqua e mangiamola ! ma lei no, no, mi sono affezionata, neanche fosse un cane !

Raffaele :
Date a me la mettiamo sulla terrazza

Natalino :
Si ma legatela bene se no scappa, questa bestia ha il diavolo addosso !.

Raffaele :
(prende la gallina dalle mani di Natalino) Vieni qui che andiamo in villeggiatura (si accorge che la gallina ha cessato di vivere).. Ma... questa gallina é morta!

Natalino :
È morta? Ma cosa dici ? Fammi vedere. (Osserva la gallina).

Raffaele :
È ancora calda, la sentite? Questa é morta da un paio di minuti

Natalino :
Appena sono entrato in questa casa. Brutto segno

Raffaele :
Non vi impressionate per così poco. Voi la portavate sotto braccio e evidentemente avete stretto un po' troppo

Natalino :
È probabile. Ma mi sembra strano perché per strada cantava che mi sembrava Caruso, bene vuol dire che la mangeremo

Raffaele :
(con un senso di schifo) E voi vi mangiate una gallina morta?...

Natalino :
Perché invece tu te le mangi vive ? 1

Raffaele :
No, ma voi siete un signore e so che i signori se non vedono uccidere i polli non li mangiano.

Natalino :
Quando non si conosce il motivo del decesso. Ma quando si sa come è morto! Il volatile è deceduto ,per asfissia indipendente dalla sua volontà. È stato un infortunio. Insomma domani mi faccio un brodo. Adesso l’appendo fuori dal balcone così sta fresca... ci sarà un chiodo ! (esce fuori al balcone di destra e cerca il chiodo) :Si, eccolo qui. { attacca la gallina) stai qui stanotte, così domani sarai più tenera. (Copre con un panno).

Raffaele :
E la signora quando viene?

Natalino :
Fra poco. Stava mettendo a posto le ultime cose, stava discutendo con la padrona della casa che abbiamo lasciato. Che ne so diceva che abbiamo consumato troppa acqua... che abbiamo lasciato aperto il gas .....per tre camere e cucina , senza bagno, ricavate dal suo appartamento .... l’avevamo sempre addosso e poi aveva il coraggio di chiederci cinquemila lire al mese...esclusa la guardiania ..!

Raffaele :
A proposito, signore... poi ci mettiamo d’accordo per la mia paga

Natalino :
Sì, sì, avremo il tempo di parlarne

Raffaele :
Ma visto che siamo qui , perché non ne parliamo subito. Non é che io ci tenga in modo particolare ai soldi, ma quello che mi spetta lo vorrei !

Natalino :
Non ci tieni, ma i soldi li vuoi!

Raffaele :
(a parte)Accidenti che testone !... Signore ... io veramente non ci tengo, perché non ci tengo; ma se proprio non ne vuole parlare adesso ...

Natalino :
Non preoccuparti se ho detto che ne parleremo, ne parleremo !

Raffaele :
Oh, a proposito di “ne parleremo”, devo farvi qualche ambasciata del padrone di casa, diverse ambasciate e raccomandazioni.

Natalino :
E anch’io ti devo parlare.

Raffaele :
(rivolto ai facchini). Allora non vi siete riposati abbastanza... andate a prendere l’armadio !

Facchino:
Pronto ! Anzi, signore, siccome sono le tre e mezza ed é da questa mattina che siamo digiuni andiamo a berci qualcosa poi portiamo su l’armadio

Natalino :
Basta che facciate presto ! :

Facchino:
Non dubitate (Esce dall'ingresso col compagno).

Natalino :
Dunque, Raffaele , io ti devo parlare seriamente.

Raffaele :
Dite.

Natalino :
Siedi. (E siede a sua volta).

Raffaele :
Grazie (si siede di fronte).

Natalino :
(dopo una piccola pausa, durante la quale ha fissato negli occhi Raffaele) Raffaele, io non sono un pazzo!

Raffaele :
Signore, e chi ha detto questo?

Natalino :
Lasciami parlare. Se sono venuto ad abitare qua, ho le mie ragioni. E se invece che diciotto le camere fossero state trentasei, settantadue, ci venivo lo stesso. Raffaele, io conosco il mistero di questa casa, so tutto dei fantasmi, degli spiriti, delle luci dei rumori di catene (seriamente, convinto, non nasconde la gravità del caso) so anche del guerriero e della testa di elefante !.. Si, insomma, tutte quelle fesserie che dice la gente..

Nella vita ho tentato tutto, i mestieri più umili: ho fatto anche l'impresario teatrale... Tutto: non mi è mai riuscito niente. Sono sposato e devo dare da mangiare a mia moglie e a me La vita é dura e nessuno ti da una mano ...ogni tanto qualcuno.. per dire “io ti ho aiutato” .. Poi ti saluta e non se ne parla più. Perciò è meglio contare solo sulle proprie forze. Il proprietario, questa casa me l'ha affittata gratis...... per cinque anni. Evidentemente prima avrà fatto i salti mortali per affittarla ma non ci è riuscito.

Raffaele :
Lo so, l'ha rinnovata, ci ha speso un sacco di soldi... ha sparso la voce ai quattro angoli della terra .. Niente, niente non l’ha voluta nessuno.

Natalino :
lo ho fatto i miei calcoli. Se ci posso rimanere, come ne sono sicuro, perché assolutamente non credo a quello che si dice, metto i mobili in tutte le diciotto camere e ci faccio una pensione. Tu capisci con quello che si guadagna oggi, con questo genere di lavoro, faccio la vita del signore... A mia moglie non ho detto niente, altrimenti non ci sarebbe venuta ad abitare. Certamente, il proprietario mi ha messo delle condizioni che io osserverò scrupolosamente..

Raffaele :
E per forza signore Perché io sono stato incaricato dal proprietario in persona di farle rispettare. Questo vi volevo dire, altrimenti perdo il posto anch’io. (Come un avvertimento che non ammette replica) Un'ora la mattina e un'ora la sera vi dovete affacciare a tutti i balconi dell'appartamento per far vedere alla gente che abita di fronte che la. ,casa è abitata. I balconi sono sessantotto.

Natalino :
Sessantotto ma c’é da morire !

Raffaele :
E allora ? Questo é l’accordo ! (Ripigliando il tono di prima) La mattina, per lo meno da due o tre balconi di ognuno dei quattro lati del palazzo, dovete battere quattro cinque tappeti. La gente sente il rumore, vi vede, e si mette l'animo in pace.

Natalino :
Si, questo me lo aveva detto il proprietario... Il problema é che io di tappeti non ne ho !

Raffaele :
Che problema c’è ? Ve ne comprate o ve ne fatte prestare uno e battete sempre lo stesso da dodici balconi !.

Natalino :
Non è necessario che sia proprio un tappeto, può essere anche un paltò

Raffaele :
E poi dovete fischiare o cantare: insomma farvi vedere allegro : la gente deve vedervi ridere al balcone

Natalino :
Così mi prendono per scemo! Cantare forse .... uno sereno di spirito probabilmente canticchia fuori al balcone, senza dare nell'occhio.

Raffaele :
E poi la cosa più importante: caso mai foste costretto a scappare per la paura, non dovete mai dire a nessuno quello che avete visto e sentito in questa casa.

Natalino :
Si, ma non ti preoccupare: io non scappo !

Raffaele :
Per favore non ditelo ! Qui nessuno ha saputo resistere. Chiunque ha voluto fare il coraggioso , dopo quattro, cinque giorni é dovuto scappare come una lepre...

Natalino :
Addirittura ! l'ingenuità della gente, certe volte, è veramente commovente. Ma così ....tanto per sapere.... tu hai visto qualche cosa? Quali sono le manifestazioni degli ... diciamo ... spiriti? Non é che io ci creda, per carità , ma sai... Non ti nascondo che un poco preoccupato sono...

Raffaele :
Signore, ma se quando siete entrato eravate tanto teso che avete strozzato la gallina !

Natalino :
Che c'entra, non ci ho badato. Dunque, tu puoi dire di avere visto qualche cosa?

Raffaele :
(accenna di si col capo) Si signore Oh non é che vi voglio impressionare, ma la leggenda vuole che una damigella, amata e riamata perdutamente da un grande di Spagna... se la intendeva insomma, come si dice... se la faceva con un pallido e nobile cavaliere dai modi gentili e generoso gesto. Il grande di Spagna, Rodriguez Los De Rios, quando ebbe odorato che c’era puzza di bruciato ......

Natalino :
Insomma... mangiò la foglia,..

Raffaele :
Si insomma scoprì gli amanti, come si può dire in fragrante

Natalino :
:Sì erano due pagnottine... fragrante... flagrante !

Raffaele :
Si insomma quello li.....ebbene li uccise proprio nella camera dov'erano stati trovati a fare le porcherie...

Natalino :
E questa camera si trova in questo palazzo?

Raffaele :
In questo appartamento per la precisione , ma non si sa qual è.

Natalino :
Potrebbe essere anche questa? (Raffaele approva). Ma cosa facevano le porcherie nell'ingresso, con tante camere... ?

Raffaele :
Non possiamo sapere, a quell'epoca, come si usava...

Natalino :
Va bene , ma tu hai visto qualche cosa?

Raffaele :
Io no, perché non sono mai entrato solo dentro a questa casa..... E poi dopo la lezione che ebbe la mia povera sorella.... Mia sorella era un fiore quando fummo assunti come portieri. E avete visto adesso cosa é diventata?

Natalino :
No. Che cosa é diventata?

Raffaele :
Dovete sapere che di solito andava a stendere il bucato sul terrazzo. Non era mai successo niente, ma una mattina sentimmo certi strilli ! Cosa possa dirvi quando salì era bella e intelligente quando scese aveva tutti i capelli bianchi ed era diventata scema !.

Natalino :
Scema?

Raffaele :
Beh proprio scema no ..... Un poco cretina. Insomma, più cretina di prima.

Natalino :
Ma allora era già cretina?

Raffaele :
No, ma è una donna.

Natalino :
Perché, le donne sono cretine?

Raffaele :
No cretine no....ma insomma si sa non sono uomini... Quando racconta il fatto di quella mattina, a un certo punto perde la parola e non si capisce più niente.

Natalino :
Ma il fatto lo racconta?

Raffaele :
Si, racconta tutto il fatto, ma non si capisce niente. Qualche parola...

Natalino :
Allora falla venire, fammici parlare per vedere se posso ricostruire.

Raffaele :
Adesso scendo e ve la mando. Si chiama Cesira. Basta, noi siamo d'accordo. Ricordatevi le raccomandazioni e tanti auguri...

Natalino :
E..te ne vai?

Raffaele :
Beh signore dovete abitare voi in questa casa non io !!

Natalino :
Già, io devo abitare qua. No dicevo te ne vai perché .....volevo mettere questo canarino fuori dal balcone Qua, (indica il balcone di sinistra) ecco se mi ricordo bene qua c’era un chiodo... (Prende la gabbia ed esce fuori al balcone di sinistra. Dopo aver piazzato la gabbietta al suo posto) ecco così va bene (scorgendo il professore) Buona sera! (rivolgendosi a Raffaele) Chi è?

Raffaele :
E’ il professor Santanna. Fa lezione gli studenti; dà ripetizioni in casa. È vedovo e s'è sposato un’altra volta. Ha una piccola proprietà qui sui colli Un fratello in America. e ha il diabete. (Parlando al professore e mostrandogli Natalino) Il nuovo inquilino... (Natalino fa un cenno di saluto) Speriamo bene... .

Natalino :
(al professore che gli avrà fatto gli auguri) Grazie, professore.

Raffaele :
Quello là vi potrebbe raccontare tutto quello che vede dal suo balcone .. luci...scintille ... una testa d’elefante.... un guerriero !

Natalino :
. E chi è sto guerriero?

Raffaele :
E un guerriero antico con le piume sul cimiero , la sciabola sguainata, il mantello bianco e la tromba e passeggia sopra il cornicione del palazzo. Adesso non si vede più da quando é finita la guerra

Natalino :
Perché l’hanno congedato ?

Raffaele :
(quasi rimproverandolo) Non scherzateci sopra signore. Qui succedono cose da matti ! Per esempio voi state bello tranquillo in casa e fuori sentite piovere, tuonare, lampi e tempesta, freddo e neve un diluvio universale! Allora andate a vedere , aprite la finestra ed invece fuori c’é il sole!... Oppure, che ne so’, ..una mattina vi svegliate con la casa inondata dal sole.. allora vi preparate ad uscire mettete un vestito leggero, le scarpe bianche uscite dal palazzo e invece giù acqua come fosse il diluvio universale ! Basta, basta io adesso scendo . (Al professore) Con permesso...

Natalino :
(al professore) Con permesso. (E tutti e due rientrano).

Raffaele :
(avviandosi per la comune) Allora io vi mando mia sorella. (Fa per andare poi 3torna) Ah, dimenticavo la cosa più importante ,a scanso di equivoci e responsabilità: badate che qua sparisce qualunque cosa. Voi lasciate un cappello e dopo un pò non lo trovate più; fazzoletti, cravatte e non le trovate più !. E specialmente la roba di mangiare, quella poi sparisce così (soffia) E se poi sparisce qualche oggetto di valore, badate che io non voglio storie. (Diventando d'improvviso serio e minaccioso) E non vi permettete di andare a denunciare il furto... sarebbe peggio. Qui si tratta di fantasmi e quelli non scherzano ! Vi danno schiaffi, calci e botte in testa. Mentre scendete le scale, per esempio, pam.. sentite una spinta, e andate a battere con la faccia contro il muro Non denunciate i furti che avverranno in questa casa... perché se no è peggio per voi !. Siamo intesi? (Ridiventa gentile, ossequioso) Con permesso, signore (Esce per la comune)

Natalino, rimasto solo, comincia a girare per la camera. Un po' fischietta, un po' ride fra sé. Mette a posto qualche tavolo, qualche sedia. Appare, però, preoccupato; di tanto in tanto, di scatto, si volta su se stesso, come se qualcuno, alle spalle, lo avesse richiamato. Poi con un sorriso melenso ricomincia a ciondolare per la scena. Appare sempre più preoccupato. Infatti, a un certo punto, esaltandosi nella sua stessa fantasia, comincia a correre per la stanza passando le mani sul vestito dal suo vestito, come se lo spolverasse, Specialmente sul didietro della giacca, come se qualche cosa di invisibile lo trattenesse nella corsa. Finalmente, ansante e congestionato trova scampo esce fuori sul balcone di sinistra, richiudendo violentemente dietro di sé la porta a vetri, in modo da determinare un rumore fragoroso. Evidentemente questo suo agire deve aver messo il panico anche al professore Santanna, il quale avrà chiesto, spaventato, cosa mai sia accaduto, e quali visioni spaventose abbia avuto Natalino.

Natalino :
Niente, professore... niente... (Ride nervosamente e gesticola sproporzionatamente alla calma che dimostra) Proprio niente... Calma completa. Sono tutte sciocchezze Adesso batto i tappeti!

Cesira entra dalla comune e guarda intorno come per cercare qualcuno È una donna di quarantacinque o cinquanta anni, ma ne dimostra settanta Veste da popolana trascurata. I capelli, scomposti e arruffati, sono completamente bianchi. Dopo aver guardato intorno per un poco si rassegna all'attesa e prende posizione accanto ai gradini: del terrazzo, assumendo una posa statica, come se un fotografo avesse pregata di posare per lui.

Natalino, dopo essersi ripreso , saluta col gesto il professore e, con molta cautela, spinge i le imposte per rientrare. A tre passi dal balcone si accorge della presenza di Cesira. Lo spavento gli ferma il grido in gola e cade a sedere su di una sedia. Poi si alza e con passo svelto raggiunge l'altro balcone e fulmineamente Cesira si stacca dal suo posto come la figura da una tela antica, si avvicina al balcone di destra e, con gesti scomposti e discontinui, come il suo pensiero, invita Natalino

Natalino :
: Che cosa vuoi? Chi sei?

Cesira :
La sorella del portiere. Avete bisogno? (E ride un po' ebete). Breve gioco grottesco che si protrarrà fino a quando Natalino ha capito che si tratta di Cesira, la sorella del portiere e non di un'anima dannata

Natalino :
(rientrando in camera) Ah sei Cesira, eh? Cesira.. e dillo subito no!.

Cesira :
Sì sono Cesira dite... (Ride come prima).

Natalino :
Tu sei la sorella del portiere. .Cesira (come per assentire e negare insieme) L’ avevo capito subito ....

Cesira
(come sopra) Eeeh!...

Natalino :
Basta, io ti ho mandata a chiamare per avere qualche notizia, per sapere qualcosa sullo spirito che sta nell’appartamento

Cesira
(È l'unica cosa di cui s'interessa, capisce subito e si dispone !a raccontare tutto ciò che ha visto) Io come al solito venivo a battere i panni dal balcone (indica) e salivo per la scala (la indica) Come ogni settimana ..al Sabato .. non stavo molto bene .. alla notte non avevo potuto dormire perché avevo come una musica che mi suonava nella testa.

Natalino :
Una musica ?

Cesira :
Una musica che veniva da molto lontano...leggera, leggera, fatta tutta da violini ... io salivo le scale con questa musica continua che mi seguiva, e pensavo chissà dove suonano, forse nella chiesa qui vicina. E con questa musica sempre nelle orecchie arrivai fino a questo piano. Io non ho mai avuto paura dei morti, tant’è che quando voglio prendere un po’ d’aria vado a fare un giro al cimitero e poi mamma é già morta, il babbo é morto ...forse mi mettono paura il babbo e la mamma ? Allora mi metto a battere i panni quando ad un tratto vedo un uccellino e gli dico “che bell’uccellino, cosa fai di bello ?” Quello improvvisamente senza alcun motivo emette un grido lacerante (i suoi occhi diventano fissi e inespressivi assumendo il pauroso sguardo dell'ebete. Non parla più. Per esprimersi emette dei suoni scomposti e dei mugolii bestiali. Il racconto diventa incomprensibile e terrificante. Mentre grida, si agita indicando ora l'ingresso, ora il terrazzo. Lo spavento di Natalino è al colmo quando Cesira, sempre gridando, scappa come se avesse vissuto ancora una volta la scena raccapricciante di quel maledetto giorno. Natalino , preso dal terrore, decide di scappare anche lui. Comincia a raccogliere cappelli ombrelli valige, riuscendovi a stento. Quando sta per raggiungere la porta d'ingresso s'imbatte con i facchini che trasportano l'armadio.)

Facchino:
Ecco vieni su... piano.. non farlo battere... Signore dove volete metterlo ? (Natalino rinfrancato dalla presenza dei facchini si riprende. calcola le dimensioni del mobile, e quelle de1e pareti, e decide per quella di fondo a sinistra)

Natalino :
Qua, qua... credo che qui stia bene.

Facchino:
Signore mio, quattro piani, per poco non morivamo!

Raffaele :
(dal fondo con pacchi e valige) La signora! (Introduce Maria) Entrate, signora e benvenuta in casa vostra

(Maria entra con borsa, pacchetti ed una piccola valigetta. È una simpatica giovane sui un po' triste, forse perché stanca, non ha voglia di parlare.

Maria :
(a Natalino) La camera da letto dov'è?

Natalino :
(indica la prima a sinistra) Questa.

Maria :
Va bene.

Facchino:
Buona giornata e tanti auguri. (Esce dalla comune seguito dal compagno). Raffaele : Signore, posso andare?

Natalino :
Se ho bisogno, ti chiamo. (Natalino esce per la prima a sinistra).

Raffaele, rimasto solo, si guarda intorno, poi va difilato al balcone di destra, stacca la Gallina dal chiodo e se la porta via. La scena rimane vuota. È il tramonto ormai. Dal balcone di sinistra la luce esterna invade tutta la stanza di un nutrito riverbero rossastro, mentre un ultimo freddo raggio di sole indora l'armadio nel centro. Pausa durante il lento movimento di luci. Improvvisamente, come per incanto, i due battenti dell'armadio si aprono lentamente e contemporaneamente. Illuminata dal sole appare la figura di un giovane sui trentasei anni. Cautamente, il Giovane scende dal mobile, con in mano un mazzo di fiori. Si orienta, poi li dispone in un vaso, deponendolo poi al centro del tavolo. Sempre cautamente e lentamente, come un automa, prende ancora dall'armadio un pacco legato con dello spago dorato, disfa il nodo e completata l'operazione, tira fuori dal pacco un magnifico pollo arrosto, lo colloca in un piatto che trova a portata di mano, depositando il tutto nel cassetto di un mobile qualunque. Sempre lentamente rientra nell'armadio richiudendo dietro di sé i battenti.

Natalino :
(dalla sinistra, seguitando a parlare con sua moglie) lo scendo, vado a prendere un pacco di candele... Se no stasera restiamo al buio perché la luce non l’hanno ancora attaccata... (Si avvia verso la comune. Scorge i fiori, ne rimane sorpreso. Parlando verso sinistra alla moglie) Maria... Maria.

Maria :
(dall'interno) Che vuoi?

Natalino :
Hai portato fiori, tu?

Maria :
(di dentro) Fiori? No !

Natalino :
(seguendo il suo pensiero) Vuol dire che mi hanno preso in simpatia... Mi accolgono con i fiori. Vado a comprare le candele. (Fa per andare, poi torna, guarda il balcone) Una bella giornata... c’é sole...allora (Prende un ombrello ed esce per la comune). (L'armadio si riapre. Questa volta senza esitazione, anzi con sveltezza il giovane di prima ma più disinvolto)

Maria :
(dalla sinistra, credendo di parlare ancora a suo marito) Ma quali fiori?

Alfredo :
: (mostrandoli) Questi.

Maria :
(un po' sorpresa, malce1ando un'intima gioia) Mio marito dov'è?

Alfredo :
: È uscito, è andato a comperare le candele

Maria :
Come hai fatto per salire?

Alfredo :
: Ho preso l'ascensore. Ho dato mille lire ai facchini e mi sono chiuso dentro l’armadio .

Maria :
Pazzo ! Ma non avevi detto che per due giorni non dovevamo vederci, col cambiamento di casa ?

Alfredo :
: E non dovevo portarti almeno due fiori per darti il benvenuto nella casa nuova?

Maria :
Alfredo, ma tu mi vuoi veramente bene ?

Alfredo :
: Non ti rispondo, non meriti una risposta (piccola pausa). E perché allora sono qui !? Tanti rischi, tanti pericoli. Perché? E perché, da un anno e mezzo ho abbandonato mia moglie, i figli...

Maria :
Onestamente dimmi , quante volte ti ho consigliato di tornare in te, di tornare alla tua casa...

Alfredo :
Sì molte volte, ma solo per metterti la coscienza in pace !per non fare peccato... Perché la società ha deciso che é peccato seguire il proprio istinto e andare dove ti porta il sentimento ! Anche tu però sei venuta da me di nascosto, mi desideravi , poi ne hai fatto un caso di coscienza e credendo di metterti a posto con la coscienza mi ha detto “Alfredo smettiamola”, torna a casa tua dai tuoi figli !. Vedi Maria io rispetto le tue idee però tu conosci le mie. Non é colpa nostra, ce lo hanno detto e ce lo hanno predicato, che le cose si fanno di nascosto ! Ma i miei progetti non cambiano ! E se é vero che non possiamo cambiare da un momento all’altro tutto l’ordinamento sociale ti garantisco però che cambieremo quello del nostro mondo. Con mia moglie ho già parlato chiaro, i figli sono già grandi e se andranno per la loro strada ! Pagherò tutto quello che c’é da pagare per essere venuto meno ad un contratto, un pezzo di carta che quando viene firmato é come una condanna a morte .. una catena per tutta la vita ! Ipocriti ! Se io dico : “Non posso andare avanti così” mi rispondono :“ e lo raccontate a noi ?” “Ma nemmeno mia moglie ce la fa più a vivere con me” “ E a noi cosa ce ne importa” “Allora io l’ammazzo” “Meglio !” mi dicono “Ma io posso impazzire in questa situazione “ “Ci sono i manicomi, gli infermieri, i guardiani anche loro devono vivere! E allora io pago, pago; e tu vieni via con me!

Maria :
E mio marito?

Alfredo :
: Tuo marito ! Mi hai detto che vuole fare una pensione, bene gliela metteremo su! Gli faremo la dote ! (Guardandosi intorno) L'ambiente si presta. Questa potrebbe diventare una bella sala di soggiorno... Un radiogrammofono, in questo posto, con un magnifico corredo di dischi, , ci starebbe proprio bene. Una biblioteca, tavoli con riviste , giornali... Il telefono... Il telefono si può mettere qua (indica un posto della scena). Quel finestrino non va molto bene... ma togliendo gli sportelli, mettendoci una cassetta di misura con delle piante grasse... si, si può rimediare. I clienti arriveranno senz’altro, clienti che arrivano , clienti che partono, movimento di denaro... e tuo marito si persuaderà che in fondo é meglio così. Se poi non vuole assolutamente condividere questa idea, e preferisce rendersi vittima del suo stesso egoismo, si spara e così ha risolto il problema e ha finito di soffrire. D’altra parte che cosa ci stanno a fare i cimiteri ?Anche i becchini, anche i falegnami, anche le agenzie di pompe funebri con tutti i loro direttori di devono vivere ! Quando sarà il momento tu glielo dirai; ma proba bilmente te lo dirà lui, che preferisce essere il direttore di una pensione che non abitante del cimitero (Pausa) E adesso mi vuoi fare un regalo?

Maria :
Dimmi.

Alfredo :
: Tu non hai mangiato.

Maria :
Ho fatto colazione stamattina.

Alfredo :
: Lo sapevo che non avresti avuto il tempo di pensarci. Bene questo pollo é ancora caldo, mangialo. (Poggia il piatto sul tavolo) Ti ho portato anche un pacchetto di dolci. (Si avvicina all'armadio Contemporaneamente dalla comune entra Natalino con il pacco di candele semiaperto)

Natalino :
Ecco le candele.

(Alfredo non ha via di uscita, si ferma come per mimetizzarsi con l'armadio Maria rimane impietrita.)

Natalino :
Il candeliere dovrebbe essere qui. (Lo trova fra gli oggetti ;in una cesta) Eccolo qua. (con il candeliere in mano si avvicina al tavolo. Scorge Alfredo. Non crede ai suoi occhi non vuole parlante alla moglie. Alfredo rimane immobile. Natalino vede il pollo. Il suo pensiero corre subito alla gallina che aveva appeso alla finestra Lascia il candeliere sul tavolo e corre al balcone Non trova la gallina e rimane stupito della trasformazione. Vorrebbe parlare, scorge ancora Alfredo. Vorrebbe accendere la candela, non ci riesce. Dopo due, tre tentativi, finalmente, I'accende. Cerca di distrarsi, siede di fronte a sua moglie.)

Natalino :
Candele steariche non ce ne erano, solo, queste. (Guarda di nuovo Alfredo che è sempre li impalato. Cerca di distrarsi, sperando che la prossima volta che guarderà, la visione scompaia) È un pollo arrosto questo?

Maria :
(dice un timido:) Si... è un pollo arrosto! (Si alza ed entra in camera).

Natalino : guarda di nuovo verso l'armadio. Questa volta Alfredo muove verso la comune a passo lento. Natalino lo segue sgomento. Quando Alfredo giunge sul limitare dell'uscio accenna un piccolo sorriso a Natalino e un lieve inchino che Natalino ricambia e, sempre lentamente, Alfredo scompare. Dissipando ormai qualsiasi dubbio sulla natura della visione, e valutandone la prodigiosa realtà, si sente mancare. Tremante di spavento, impallidisce fino all'inverosimile, balbetta qualche cosa d'incomprensibile e, sedendo lentissimamente, come per non agitare nemmeno minimamente l'aria che lo circonda, comincia a segnarsi ripetutamente, assumendo l'aspetto dell'ispirato, dell'asceta, del predestinato. Di colui che ha visto il fantasma.

Nessun commento:

Posta un commento