domenica 9 dicembre 2012

Eduardo De Filippo, Miseria e Nobiltà - la critica.

L'ARTE DELLA COMMEDIA




«La tragica situazione, il pericoloso modo di vivere e la fame, soprattutto la fame, dei piu infimi strati del ceto medio , sono ancora oggi quelli di sessantasei anni or sono. Eduardo De Filippo ha presentato quindi Miseria e nobilta come I'avrebbe scritta oggi Edoardo Scarpetta. Proprio qui e I'intelligenza artistica di Eduardo; proprio qui e il suo devoto omaggio alia grande memoria di Scarpetta: nel mostrare, cioe , quale sostanza viva e vitale , quale umanita, quale capacita di affrontare i drammi di piu generazioni vi siano nel testo scarpettiano. Da allora ad oggi, soprattutto nel Mezzogiorno, cia che [...]erestato immutatoe la fame, la fame, la fame. Ricordate il celebre finale del primo atto? Tutta la famiglia del salassatore e quella dello scrivano siedono muti, accasciati, perche ogni tentativo di procurarsi da mangiare e fallito. Improvvisamente un cuoco e due sguatteri entrano [. ..] portando ogni ben di Dio [.. .] nessuno si chiede donde provenga quella grazia [. ..] contemporaneamente, scattano come molle e si avventano sui maccheroni fumanti. E la scena che rappresenta e riassume in termini di grottesco non il dramrna di due famiglie, rna la secolare tragedia di un popolo».
(Giulio Trevisani, L 'Unita, Milano, 3 ottobre 1953).


«La ripresa di questa storica e famosa commedia da parte di Eduardo [. ..] ieri sera, all 'Eliseo, vuol celebrare il centenario della nascita di Eduardo Scarpetta, riformatore del teatro napoletano, che appunto in questa Miseria e nobilta aveva compiuto la sua riforma con l'invenzione dell'umanissimo personaggio chiave di Don Felice Sciosciamrnocca , assurto poi fino alia significazione tipica di un tempo e di una razza. Scarpetta in questa commedia poneva inoltre i canoni di una gloriosa tradizione che da lui e dal figlio Vincenzo passe a Eduardo, Titina e Peppino De Filippo. [...J Della supercollaudata ·commedia scarpettiana [' ..J e ['..J tutto ancora vivo e presente? Non diremmo: che forse 10 stesso De Filippo, nel suo gentile atto di affetto e di riconoscenza, ha sentito il bisogno di portarla piu vicino a noi con qualche inserto [. . .r e soprattutto con una recitazione che manifestava chiaro il tentative di portare il personaggio del protagonista e tutta la commedia su un piano sempre piu ravvicinato a un tono di realta umana. [...J Eduardo ha vissuto il personaggio di Don Felice con delicata cornrnozione, con una specie di tremore riverenziale che dava un particolare sapore alia sua magnifica interpretazione».
(Cesare Vico Ludovici, Giustizia, Rorna, 10 ottobre 1953).


«Sessantacinque anni sono molti, troppi per una commedia. E forse non  avrebbe guastato adottare il costume fine ottocento per Ie parti borghesi e nobiliario [' ..J Ma all'Eduardo di oggi, come a quello di allora, tutto e perrnesso , e 10 spettacolo tratto dalla commedia e filato liscio come lolio, tra continui scrosci di risa e di applausi, nell'ammirata concertazione , non senza qualche cornmozione , nelle scene tra patetiche ed ilari del primo atto».
(Achille Fiocco , La Fiera Letteraria, Rorna , 18 ottobre 1953).


-: Miseria e nobilta di Eduardo Scarpetta, che riappare all'Odeon con un altro illustre Eduardo, e una farsa del minore teatro napoletano. [...J Eduardo, il De Filippo, un maggiore, che viene da altri rami tradizionali, ha voluto scendere da Le voci di dentro 0 da Filumenu Marturano, per infilare I'abituccio magro e nodoso di Felice Sciosciamrnocca , il "tipo" che fa centro in quasi tutte le commedie di Scarpetta. [' ..J Sciosciammocca ha fatto ancora rid ere Ie pIa tee italiane per grazia di Eduardo e della sua Compagnia». (Salvatore Quasimodo, Tempo, Milano, 14 aprile 1955).


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