lunedì 10 dicembre 2012

Chi è, Pasquale Lojacono?...Questi fantasmi di Eduardo.De Filippo

L'ARTE DELLA COMMEDIA


E’ un personaggio ambiguo e pirandelliano quello di Pasquale Lojacono, uomo squattrinato che spera di ritrovare con la moglie la tenerezza e l’entusiasmo dei primi tempi, offrendole agio e benessere, e che vede nel denaro proprio lo strumento per non far svanire l’amore tra lui e la moglie. Eroe ed antieroe al tempo stesso. Il suo è un personaggio moderno e contraddittorio, una creatura a più dimensioni. Innamorato o cinico? Uomo innocente che crede davvero ai fantasmi o approfittatore che chiude gli occhi di fronte alla generosità dell’amante della moglie? Pasquale Lojacono è l’uno e l’altro contemporaneamente e allo spettatore non è dato giungere ad una riposta certa neppure dopo il dialogo tra Pasquale e la moglie, quando questa, esasperata dalla situazione, affronta il marito per fargli confessare di sfruttare adulterio ma si sente solo ribattere la convinzione dell’uomo dell’esistenza di un fantasma benevolo. In questa commedia dolce-amara, le cose non sembrano quel che sono; nel gioco imprevedibile e complesso dei sentimenti, nell’alternarsi di luce e d’ombra, di farsa e tragedia, i fatti messi in scena non risolvono i dubbi che lo spettatore si pone in relazione al carattere e alle reali intenzioni dei personaggi.

Pasquale Lojacono sublima la realtà: scambia l'amante della moglie per un fantasma che gli fornisce benessere, soldi e agiatezza. Il Eduardo riesce a superare se stesso, il retaggio della tradizione e le sue stesse esperienze di scrittura fino ad allora collaudate. La tecnica della farsa, lo scambio delle persone - ci si riferisce all'ipotetico fantasma ma si parla, in realtà, dell'amante della moglie - l'utilizzo di un vasto repertorio attorico per creare le varie situazioni (la sceneggiata di Armida, i dialoghi con il portiere, il racconto della visione dei fantasmi di Carmela), il mondo dei valori piccolo borghesi dove alla famiglia si contrappone un unico personaggio esterno, a rappresentare "gli altri" (il dirimpettaio, professor Santanna, "anima utile che non si vede"), l'ansia di trovare al di là di questa realtà una soluzione, tutto si mescola in un gioco perfetto nell'incastro e nell'equilibrio.

La domanda che tutti si pongono dopo aver visto Questi fantasmi è: Pasquale Lojacono crede veramente nell'esistenza degli spiriti che infestano la sua casa e nella benevolenza che questi gli mostrano facendogli continui regali o, piuttosto, il nostro protagonista è un gran furbacchione che sta sfruttando la situazione per trarne vantaggio?
La domanda non ha risposta. Alcuni elementi presenti nella trama di Questi fantasmi ( il terrore che dimostra nell'ascoltare lo "spirito" di Armida, la moglie di Alfredo, o l'accorata confessione finale a quest'ultimo) farebbero propendere per la sua buona fede.

Altri elementi farebbero pensare però il contrario: in particolare l'espressione di Pasquale nell'ultimissima scena, quando racconta al Professor Santanna cosa è successo e dichiara di sperare in un ritorno dello spirito.

Anche l'introduzione di Questi fantasmi nella versione televisiva del 1962 farebbe pensare alla mala fede del protagonista; Eduardo infatti ci dice: "Pasquale Lojacono i fantasmi li vede; il benessere di natura equivoca che egli raccoglie in casa, soldi e beni, per lui sono risorse ultraterrene e si costruisce una coscienza civica. Se si ha una moglie bella è necessario credere nei fantasmi!".


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