mercoledì 31 ottobre 2012

Luigi De Filippo, gioie e dolori del matrimonio capolavoro in salsa partenopea

L'ARTE DELLA COMMEDIA


Beh, immaginiamoci la scena, gli attori, l'allestimento, il senso del lavoro, e l'epoca, tornando indietro di 42 anni, calcolando di stare seduti in platea, al teatro Eliseo, nell'aprile 1970, con davanti a noi uno spettacolo dal titolo Cani e gatti (vale a dire marito e moglie, soggetti irriducibili da baruffe domestiche), commedia del 1901 di Eduardo Scarpetta nell'adattamento (allora) di Eduardo De Filippo, e regia dello stesso, e ruolochiave anche di Eduardo, nei panni d'un maturo capofamiglia sposato con una consorte che sulla scena era Pupella Maggio, lui genitore di una ragazza maritata (all'epoca Angelica Ippolito) in difficoltà col giovane marito (che lì figurava essere tale Luca della Porta, in realtà Luca De Filippo), costretta, la coppia dei due senior, a mostrarsi litigiosa per finta, pur di far capire alla coppia junior che i battibecchi e i disaccordi sono una violenza quotidiana domestica di cui non stupirsi e per cui (in quegli anni, almeno) non dividersi.

Beh, stiamo certi, come le cronache testimoniano, che il vissuto padrone di casa, ovvero Eduardo, gestiva sorrisi seri, una comicità triste, una lievità flemmatica, anche perché il personaggio rischiava a un certo punto di veder scoperta, agli occhi della figlia, e della moglie, un peccato di infedeltà fin lì clandestino. Ma tutto finiva conciliato. E ora questo gioiello di commedia viene riadattato, diretto e interpretato, in apertura della stagione del Teatro Parioli, da stasera, da Luigi De Filippo, nipote dell'autore Scarpetta nonché
nipote, figlio di Peppino, dell'artista, Eduardo, che fece del lavoro un suo cavallo di battaglia nel 1970.

Ci sono valori, ci sono eredità, ci sono sensi dell'umorismo, ci sono vocazioni che sulla scena creano appuntamenti con la cultura, coi tempi e con un non comune albero genealogico. Questo "Cani e gatti" documenta una tale staffetta iniziata nel primo '900. Luigi De Filippo è attorniato da dieci attori, sarà vivacemente il Don Salvatore che reciterà la discordia per seminare la pace, dovendo però anche vedersela con un attimo di vero panico, quando tutto potrebbe finire a carte quarantotto. Cosa di tutti, e di ogni giorno.

Fonte: http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/10/25/news/luigi_de_filippo_gioie_e_dolori_del_matrimonio_capolavoro_in_salsa_partenopea-45256200/

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