mercoledì 31 ottobre 2012

Luca porta Eduardo al San Ferdinando E Moscato omaggia Luisa De Filippo

L'ARTE DELLA COMMEDIA


L'apertura della stagione teatrale ha una cifra precisa:
riappropriarsi del GP (Grande Padre) del teatro
E al Piccolo Bellini c'è 'Uscita di emergenza' Santanelli

Eduardo al San Ferdinando: in scena un De Filippo, Luca. Enzo Moscato al teatro Nuovo: in scena (con Isa Danieli) e una pièce dedicata a un'altra De Filippo, Luisa, la figlia di Eduardo scomparsa tragicamente e precocemente. In più il direttore del Marcadante, Luca De Fusco, annuncia che Luca metterà una sorta di metaforico diritto «di prelazione» su tutte le compagnie che gli chiederanno i diritti del GP, il Grande Padre, suggerendo loro di passare per il San Ferdinando. L'apertura della stagione teatrale dunque non lascia dubbi sulla sua cifra: la consapevolezza di riappropriarsi del GP della contemporaneità teatrale. Aldo Cazzullo è stato profeta nella non patria.

LA GRANDE MAGIA - Al San Ferdinando, dunque, da mercoledì 24, in scena la commedia in tre atti «La grande magia», allestita da Luca dopo le precedenti commedie del dopoguerra. Prodotto da Teatro Stabile dell’Umbria, Elledieffe, La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, lo spettacolo approda al San Ferdinando – dove resterà in scena fino a domenica 11 novembre – dopo il debutto al Teatro Morlacchi di Perugia del 10 ottobre. Le scene e i costumi sono di Raimonda Gaetani; le luci di Stefano Stacchini.
Luca De FilippoLuca De Filippo
«La grande magia – dice – nasce in un contesto storico affine a quello di Napoli milionaria!, Filumena Marturano e Le voci di dentro; tuttavia trovo che questa commedia abbia uno sviluppo differente e del tutto originale. […] Se negli altri tre testi che ho citato, Eduardo aveva riflettuto sulla società, con i limiti, le ipocrisie, i condizionamenti che imponeva all’individuo, nella Magia lascia spazio all’introspezione e all’amara disillusione sulla possibilità di assistere, in Italia, ad un reale cambiamento». In scena con Luca De Filippo nel ruolo del Professore Otto Marvuglia Massimo De Matteo, nei panni di Calogero Di Spelta; Nicola Di Pinto in quelli di Arturo Recchia e di Gennarino Fucecchia; Carolina Rosi nel ruolo di Zaira, moglie di Otto Marvuglia. Con loro: Paola Fulciniti (Signora Locascio), Alessandra D’Ambrosio (Signora Zampa), Carmen Annibale (Signorina Zampa, sua figlia; Rosa Intrugli, sorella di Calogero), Lydia Giordano (Marta Di Spelta, moglie di Calogero), Antonio D’Avino (Mariano D’Albino, amante di Marta; Roberto Magliano), Daniele Marino (Il cameriere dell’albergo Metropole; Gregorio Di Spelta, fratello di Calogero), Gianni Cannavacciuolo (Gervasio Penna; Matilde, madre di Calogero); Giulia Pica (Amelia Recchia, figlia di Arturo), Giovanni Allocca (Il brigadiere di PS; Oreste Intrugli, cognato di Calogero).

MOSCATO E DANIELI PER LUISA DE FILIPPO - S'intitola Tà-Kài-Tà (Eduardo per Eduardo) di Enzo Moscato, ha debuttato con successo al Ntfi e inaugurerà, martedì 23 ottobre alle ore 21.00 (in
Isa Danieli ed Enzo Moscato Isa Danieli ed Enzo Moscato
replica fino al 4 novembre), la stagione teatrale 2012/2013 del Teatro Nuovo di Napoli (la prima interamente curata dal Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo). Lo spettacolo è un omaggio alla figura di Luisa De Filippo, secondogenita del grande Eduardo, scomparsa in tenera età nell’ultimo scorcio degli anni ’50. La nascita della piccola Luisa segna la breve stagione di rinnovamento che si aprì a Napoli nell’immediato secondo dopoguerra e la sua morte segnò moltissimo il GP.
In scena, Isa Danieli e lo stesso Moscato incarnano il femminile e il maschile del più grande drammaturgo napoletano, la genuinità e lo stereotipo Tà-Kài-Tà è nel suo significato letterale “un po’ questo e un po’ quello». «Ritengo sia dall’epoca del grande Leo de Berardinis – afferma il regista – che un’operazione del genere non è stata più osata. Per di più, mentre la sua bellissima rivisitazione si proponeva in chiave esclusivamente scenica, la mia si spinge, dico con umiltà, fino a tentare una sorta di riscrittura per frammenti della stessa anima del più importante drammaturgo del secolo scorso».

PARTE LA STAGIONE AL NUOVO-ASSOLI - «Scintille» interpretato da Laura Curino inaugura invece, ma sempre martedì 23 ottobre 2012 alle 20.30), la stagione teatrale della Sala Assoli di Napoli, programmata dalla Fondazione Salerno Contemporanea – Teatro Stabile di Innovazione (in scena fino a domenica 28. Scritto e diretto da Laura Sicignano, racconta la tragedia delle operaie che il 25 marzo 1911, a New York, rimasero uccise nell’incendio che avvolse l’ottavo piano del grattacielo, nel quale aveva sede la Triangle Waistshirt Company, fabbrica produttrice di camicette. L’allestimento, presentato da Teatro Cargo di Genova e dal Festival di Borgio Verezzi, è basato sulla ricerca storica a cura di Silvia Suriano, le musiche originali sono di Edmondo Romano, le scene di Laura Benzi, i costumi di Maria Grazia Bisio Laura Curino.
PARTE IL PICCOLO BELLINI - E sempre martedì sera «Uscita di Emergenza» di Manlio Santanelli, con Rino Di Martino e Ernesto Mahieux, per la regia di Pierpaolo Sepe inaugura la stagione 2012-2013 del Piccolo Bellini (in scena dal 23 al 28 ottobre). Protagonisti della commedia sono Cirillo e Pacebbene due personaggi che «per motivi differenti - spiega il drammaturgo - si sono ritrovati soli,
Rino Di Martino e Ernesto MahieuxRino Di Martino e Ernesto Mahieux
senza casa ed hanno deciso di andare a vivere in un quartiere di Napoli completamente disabitato perché colpito dal terremoto. Queste due persone “instabili” metaforicamente parlando, malate di bradisismo al loro interno, continuano a punzecchiarsi, a spiarsi, in un gioco morboso e massacrante. Lontano dalla napolitanità di cartolina, i personaggi sono carichi di umanità dolente, fisicità, carnalità, imbevuti di rabbia e candore, di violenze ed innocenza; rapporto di comicità e latente omosessualità. Messi a dura prova da un’esistenza che ha lasciato loro soltanto l’amoroso sapore della memoria, essi non sono in grado di esprimere altra volontà se non quella di spostarsi su e giù per l’unica stanza che costituisce il loro covo in una smania di emigrare che, però, non li porta mai oltre la soglia di casa».


Natascia Festa

Nessun commento:

Posta un commento