venerdì 17 agosto 2012

Intervista a Anthony Quinn


L'ARTE DELLA COMMEDIA


Ah, caro Eduardo,
ti voglio dire questo personalmente, sì voglio dirti qualcosa di molto personale. Sono molto felice di essere vissuto nel tuo tempo, sono molto orgoglioso di chiamarti amico, sei stato uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Ogni mossa della tua faccia scavata, quelle mani meravigliose, quello sguardo in cerca di aiuto da chissà chi, era veramente uno studio d’arte e di teatro.

Mi ricordo che un giorno mi hai chiesto di trovarti una casa vicino a me perché ti piacevano i colli romani. Ti ho portato a vedere una casa che era in vendita vicino a me e ti è piacuta molto. Ci siamo seduti sulla terrazza a guardare il panorama. Siamo stati là molto tempo ma all’improvviso ho visto un’ombra sulla tua faccia e ti sei alzato. "Non posso vivere qui Tony" mi hai detto. "Perché?" ti ho chiesto. "Gli alberi sono troppo piccoli e non ho tempo di vederli crescere". In poche parole hai sommato la tua filosofia. Uno deve crescere come le piante, io ti ho capito. Ache adesso io guardo l’altezza degli alberi. Ma io so che dove sei, ancora scrivi, reciti, giochi, ridi, ami, piangi, sogni, niente è cambiato e niente cambierà. Hai lasciato una gran ricchezza a questo mondo pazzo, da godere. E io mi ricorderò sempre seduto vicino a te sulla terrazza, guardando quel panorama, sentire il calore della tua amicizia, il calore di una gran persona nella mia vita, un gran ricordo di te.

Tuo amico Antonio


Fonte:  EDUARDO

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