martedì 15 maggio 2012

Eduardo De Filippo, biografia - 1921 al 1926

L'arte della Commedia




1921-1922




   Terminato il servizio militare, invece di rientrare nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, assume la direzione artistica di una piccola formazione, la "Compagnia Comica Napoletana diretta da Eduardo De Filippo", con Titina prima attrice. Il debutto avviene il 1° ottobre, a Napoli, al Teatro Cavour (già Partenope), con ‘O scarfalietto di Eduardo Scarpetta, a cui segue la commedia di Enzo Lucio Murolo Surriento gentile. E’questa la prima regia di Eduardo. Ma l'impresa non ha fortuna. Mentre Titina si scrittura con la Molinari, una formazione che ha sede stabile a Napoli, al Teatro Nuovo, lui entra nella compagnia di Vincenzo di Napoli. Debutta con successo all'Olympia di Palermo nella commedia Colui che non si deve amare. Il giornale "L’Ora" (7 novembre 1921) lo definisce "eccellente artista, corretto, sobrio e naturale". La compagnia alterna spettacoli di prosa a commedie musicali, come Giro, giro tondo, di Paola Riccora, in cui Eduardo recita "una brillante prosa, che si svolse tutta sotto la continua ilarità del pubblico" ("L’Ora", 8 novembre 1921), o Otto più otto: sedici, di Guido di Napoli e Rodolfo De Angelis, il cui titolo richiama quello di un'altra rivista degli stessi autori, Quattro più quattro: otto, portata al successo qualche tempo prima dal cantante Armando Gill. Eduardo prende parte allo spettacolo recitando monologhi e macchiette, come quelle di Guido da Verona e don Sturzo. Molti dei pezzi che interpreta se li scrive da sé: 

Erano spunti scritti un po’ all’ingrosso, a volte un atto intero era un foglietto… Via via cresceva il dialogo a soggetto, come cresce la Polpa intorno all’osso. In tal modo scrivevo e recitavo, l’indomani i foglietti li strappavo.([1962], IQDF 1985, p. 109)


1922-1923

   Nel 1922 entra a far parte di una Piccola formazione amministrata dal fratellastro Domenico (Mimì) Scarpetta. Ma a pochi mesi dal debutto cominciano le prime difficoltà economiche. La crisi si aggrava ulteriormente quando Titina, prim'attrice, prossima al matrimonio con Pietro Carloni, annuncia che lascerà la compagnia. Fingendo di rilevarne la gestione, riducendo le paghe e il numero degli attori, Eduardo risolve i problemi economici più urgenti, ma poco tempo dopo la compagnia si scioglie. Col solito ruolo di "secondo brillante" entra allora nella DIVAS, una nuova formazione di "riviste, operette, commedie, féeries e varietà" diretta da Peppino Villani, celebre comico e macchiettista napoletano. Il debutto avviene a Napoli, al Teatro Umberto, il 28 ottobre (giorno della marcia su Roma), con la rivista di Guido di Napoli Tutto color di rosa. In quel teatro, che ha visto qualche anno prima i trionfi di Raffaele Viviani, si danno due spettacoli al giorno. Il 7 novembre, al termine della commedia musicale di Paola Riccora Giro, giro tondo, Eduardo si esibisce nello "scherzo comico in un atto" di Eduardo Scarpetta Il non plus ultra della disperazione, interpretando la parte del "mamo" Gennarino.
   Terminate le recite all'Umberto la compagnia si trasferisce all'Olympia di Palermo. Alcuni giorni dopo il debutto, Eduardo rientra a Roma, riprende contatto con Vincenzo Scarpetta, con cui firma un contratto per la stagione 1923-24. Tornato a Palermo, l'8 gennaio 1923 tiene la sua serata d'onore assieme a un altro attore e poco tempo dopo lascia la compagnia.


1923-1924

 
 Nel marzo del 1923, all'inizio del nuovo anno comico, rientra nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, debuttando a Roma, al Manzoni. Il repertorio comprende come al solito pochades, commedie musicali e classici scarpettiani, come Vi presento mio zio (rielaborazione di una pochade spagnola), Pe' nu bacio a Zozò e Vivendo, volando, che male ti fo?, Disastro ferroviario, di Eduardo Scarpetta, che ottiene uno strepitoso successo; La coda del diavolo, di Scarpetta padre e figlio; Brioscia Film e Donne donne, eterni dei, di Paola Riccora (adattate da Vincenzo); 'O figlio d'a nutriccia, di Giovanni Rescigno; La barba di Sciascillo, una riduzione da Pedro Munoz Seca.
   Il 17 aprile 1923, nel corso di una serata d'onore al Manzoni, ottiene uno strepitoso successo nella commedia del padre L’amico ‘e papà, vestendo i panni di Felice Sciosciammocca, ruolo solitamente riservato al fratello Vincenzo.

1924-1925

   Nell’agitato clima politico che porterà, nel giugno dei 1924, all’assassinio di Matteotti e alla fine di ogni libertà politica, la compagnia Scarpetta apre la sua stagione romana al Manzoni con una ripresa di genere più impegnato rispetto al suo abituale repertorio: Addio mia bella Napoli, due atti di Ernesto Murolo messi in scena, parecchi anni prima, anche da Eduardo Scarpetta per tacitare i suoi avversari del Teatro d'Arte. Di Murolo vengono presentati nel corso della stagione anche altri due lavori: l'atto unico Signorine, in cui Eduardo interpreta la parte di un giovane sentimentale; e Un’ora al San Carlino, ricostruzione d'ambiente dell'opera buffa settecentesca, in cui Vincenzo (forse per l'unica volta) veste i panni di Pulcinella. Non viene accantonato però il repertorio pochadistico. Tra le novità della stagione molto successo riscuote Il milione di Carlo Mauro, una commedia a equivoci che diventerà uno dei cavalli di battaglia di Eduardo. Altre sue interpretazioni sono: il personaggio di un groom nella riduzione E s'è scetato ammore (da Cupido che dorme di De Rouelle), e i ruoli di protagonista nella commedia di Eduardo Scarpetta Il romanzo di un farmacista povero (da Le trente millions de Gladiator di Labiche) e in Pe 'nu bacio a Zozò di Vincenzo. Tra le novità di stagione figura anche un lavoro di Eduardo: L'anema vola e va, riduzione della farsa petitiana So' muorte e m’hanno fatto turnà a nascere, che i giornali segnalano come la sua prima prova d'attore.

1925-1926

   Anche quest'anno Eduardo recita nella compagnia Scarpetta.

   Fra le novità della stagione, tutte di genere pochadistico (La chiamavano Tu-Tu, di Vincenzo Scarpetta; Che sape fa na femmena?, di Costagliola e Chiaruzzi; Delitto o suicidio?, di Paola Riccora), figura anche la commedia di Eduardo Ho fatto il guaio?... Riparerò! (poi Uomo e galantuomo) che debutta con buon successo di pubblico, al Fiorentini di Napoli, il 23 ottobre 1926. Il 16 dicembre, al Manzoni di Roma, va in scena la novità Chello che simmo e chello che parimmo, parodia di Vincenzo Scarpetta da La maschera e il volto (1916), il "grottesco" di Luigi Chirelli che sta riscuotendo in quel periodo un tardivo quanto clamoroso successo internazionale; e fortunata è anche l'ultima novità della stagione, lo mi diverto! E tu?, di Vincenzo Scarpetta. E’ questa l'ultima messa in scena a cui Eduardo partecipa prima di lasciare Scarpetta e unirsi, all'inizio dalla stagione successiva, a una formazione di teatro in lingua di recente costituzione: la Carini-Gleck-Falconi-Pilotto.


Indice Biografia:

Qui -> Eduardo De Filippo, biografia - dal 1900 al 1912


Fonte....EDUARDO 




L'arte della Commedia

Curatore Bruno Esposito

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